Sousa: “Milan? Partita diversa, ma spero di vincerla”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

sousa

Domani sera a San Siro andrà in scena il posticipo di Serie A tra Milan e Fiorentina. Da poco è terminata la conferenza di Paulo Sousa, ecco le sue dichiarazioni:

Cosa cambia rispetto all’andata: “Sono settimane diverse rispetto alla gara d’andata: non è mai facile tenere sempre al 100% il “fuoco” e la concentrazione. Ci possono sempre essere elementi di disturbo, e nella gara d’andata mi trovavo ad affrontare per la prima volta il mercato italiano. Ora lo conosco meglio e sono abituato. Dobbiamo essere concentrati sulla partita”.

Tino Costa è un giocatore chiesto da lei?
“Non specificamente, io parlo solo dei giocatori nostri e lui non lo è. In generale, sono una voce all’interno di questa società, parlo delle necessità che abbiamo. Per questo ogni nome che si fa lo commentiamo tra di noi. Quando uno prende una decisione è importante il dopo: lavorarci perché sia la migliore per tutti noi”.

Cosa la preoccupa di più della sfida contro il Milan?
“Io voglio essere veramente molto focalizzato sulla partita, il mio collega insieme alla sua società hanno preso decisioni importanti all’inizio della stagione, con aspettative importanti. Abbiamo iniziato questa stagione contro una squadra che aveva una struttura tattica molto diversa da quella attuale, che ha cambiato subito alla ricerca della performance e dei risultati. Credo che sarà una partita diversa, non solo per la diversa struttura loro, ma anche perché noi siamo cambiati. Spero però che il risultato sia uguale”.

La preoccupano le assenze? Come sta Babacar?
“Le assenze capitano nella stagione, devono essere pronti tutti a dare una prestazione collettiva per vincere. I problemi cerco sempre di risolverli con altre opportunità. Un problema che noi abbiamo avuto sulla fascia lo abbiamo risolto con una soluzione offerta dalla rosa: cerchiamo sempre di trovare il modo di migliorarci e di combattere questo tipo di problemi. Che non vediate Babacar è normale: quando giocano lo criticano, quando non gioca lo aspettano in campo. Penso che sia un ragazzo sempre pronto e con certe caratteristiche: prendo decisioni in base a quello che vedo in settimana e all’avversario che dobbiamo affrontare. Vedremo domani, lui ci può aiutare tantissimo, domani ma anche più in là in stagione”.

Leggi anche:  Telecronisti Serie B 6^ giornata: tutte le voci Sky e DAZN

Giuseppe Rossi potrebbe giocare titolare, anche per rispondere al mercato?
“Le risposte non si danno in una partita, ma sempre. La partita non comporta niente, non sarà così una risposta, però è una possibilità anche perché in queste ultime due settimane credo che abbia portato qualche elemento in più, anche a livello emozionale. Ha una voglia tremenda di strappare il mondo: è una spinta che gli permette di pensare al futuro, come abbiamo pensato a inizio stagione, con un percorso che sapevamo sarebbe stato lungo, perché si migliorasse ancora”.

È vero che la dirigenza ha sottolineato alcune scelte tattiche?
“Non è vero, subito dopo l’ultima partita sono usciti, ho salutato Andrea mentre Diego è andato via lasciando un messaggio positivo, io credo che ancora una volta il riconoscimento del nostro pubblico, della voglia dei ragazzi di migliorare il risultato, sia stato chiaro. Per questo anche da parte della proprietà questo è stato un messaggio chiaro”.

Capitolo mercato: se ne parla tanto, vuole mandare un messaggio ai tifosi?
“Io vorrei concentrarmi sulle problematiche della partita di domani, abbiamo parlato di tutto e non penso ci sia bisogno di continuare. Mi piace esserci come persona e come allenatore, anche per arrivare ai tifosi, ma più in generale a tutta la famiglia della Fiorentina. Non c’è più nulla da dire su questo: voglio concentrarmi sulla partita di domani e su quelle successive, cercando di ottenere il massimo dai ragazzi che ci sono oggi”.

Leggi anche:  Atalanta, Koopmeiners si fa largo: ha già impressionato Gasperini

Come sta la squadra? Contro la Lazio è arrivata al massimo? Kalinic ha una flessione fisica dopo un girone d’andata clamoroso?
“Kalinic ha avuto oggi un momento di difficoltà, comunque sta tornando al meglio: lui ha avuto dei momenti un po’ più bassi sul piano organico, comunque è quasi al suo massimo livello, sta crescendo ancora. Non per una questione di gol, perché ha lavorato sempre durante la partita come ha sempre fatto. Vedo bene la squadra, nel momento di oggi, come detto nella prima domanda, è normale che vi siano pensieri individuali su quello che può migliorarci, cercando anche altre opzioni su cui possano essere felici. Sul piano professionale la squadra lavora molto bene e spero che possa arrivare una partita del livello di cui abbiamo bisogno per battere una squadra importante”.

Montolivo ha detto che hanno voglia di riscatto e dovranno essere arrabbiati.
“La rabbia è un elemento di spinta, di energia, di voglia. Non parlerei di rabbia, ma la stessa voglia dobbiamo averla noi, abbiamo tutti gli elementi per consolidare quanto fatto fino a oggi. Dobbiamo avere la stessa voglia di lottare per arrivare prima degli avversari nello spazio e sul pallone, di creare opportunità ed essere efficaci su quelle che creiamo, per mantenere quanto fatto, a livello di risultato, nella prima partita al Franchi”.

Leggi anche:  Sky o Dazn? Dove vedere Lazio Roma: diretta tv e streaming

Cosa si aspetta dalla squadra?
“È un gruppo che lavora per migliorarsi e vincere ogni partita, che sa che ci sono degli elementi che possono portare a non raggiungere la vittoria come nella partita con la Lazio. Vogliamo subito arrivare al nostro livello massimo, non perché siamo già arrivati al massimo, ma perché vogliamo sempre rimanerci. Sappiamo che è questo che ci porta a vincere partite contro avversari forti come il Milan”.

Sono andati due giocatori, chi si aspetta che arrivi?
“Come già detto, penso ai giocatori che abbiamo per raggiungere gli obiettivi prefissi. Ora l’obiettivo è vincere contro il Milan e per questo devo spingere i giocatori al massimo. Poi lavoriamo fino in fondo, al più presto chi arriva deve conoscere le nostre dinamiche per aiutare e integrarsi con chi già è qui”.

Avete chiuso l’andata a tre punti dalla capolista e lei è finito sul banco degli imputati. Qualche critica l’ha disturbata?
“Quando si fa questo mestiere bisogna accettare le critiche, è la prima cosa per migliorare. So che la critica arrivi per prima sull’allenatore dopo un risultato negativo: io come allenatore cerco di analizzare tutto il contesto, cercando subito di migliorarci sia a livello collettivo che individuale per tornare alla vittoria. È certo che le aspettative createsi sono aumentate sempre, per questo anche lo spazio che posso avere io come allenatore per fare bene o male è sempre più ridotto. Per questo cerco sempre di migliorarmi per vincere, mi aiuta tantissimo anche a conoscervi. Una critica costruttiva è sempre una possibilità per migliorarsi”.

  •   
  •  
  •  
  •