Spalletti: ”Col Frosinone la partita più importante!”. Sembra Rudi Garcia…

Pubblicato il autore: Livio Cellucci Segui
Spalletti Frosinone pre
Più trascorrono i giorni e più su certi argomenti le parole di Luciano Spalletti sembrano ricalcare alla perfezione quelle di Rudi Garcia
, con le sue sottolineature sulla necessità di trovare un equilibrio di squadra, con i bilanci da fare solo alla fine dell’anno e con il focus sulla prossima gara, che è sempre ‘’la partita più importante da giocare’’. Poi è chiaro, quando si toccano altri temi, la distanza tra i due tecnici talvolta è abissale, basti pensare per esempio al modo gelido con cui Spalletti liquida l’affaire-Gervinho, ma insomma l’impressione è che in casa Roma cambino i tecnici ed i rispettivi accenti, ma non cambia la difficoltà nel venire a capo di un gruppo un po’ anarchico e soprattutto con gravi problemi di autostima. Andiamole dunque a vedere le parole di Spalletti nella conferenza stampa odierna, alla vigilia di una gara sulla carta assai agevole come Roma-Frosinone. Partiamo dal possibile utilizzo del nuovo acquisto El Shaarawy: ‘’Bisognerà vedere se potrà dare un contributo tutta la partita, o se invece è meglio guardarlo ancora qualche allenamento. Viene da un periodo in cui non giocava, ma il ragazzo ha delle qualità di corsa e di tecnica. El Shaarawy ‘’sente’’ la porta e ci va a completare nel reparto offensivo. Lui punta l’uomo e allo stesso tempo sa fare tutta la fascia’’. Poi Spalletti si è soffermato anche su altri giocatori: ‘’Iago Falque quando sono arrivato aveva un problema al tendine rotuleo, una infiammazione e, per mettersi in luce con me e farmi vedere la sua velocità, ha spinto e probabilmente il tendine l’ha infiammato ancora di più. Ora però sta molto meglio. Maicon? Ha difficoltà a sviluppare tutto, va un po’ gestito. Ma le sue intenzioni sono importanti per noi. Florenzi? Ha preso una ‘’legnata’’ con la Juve ed è difficile che sia della partita… Lui poi è stato un po’ emotivo nel fare quella protesta, ed è una cosa che non voglio che faccia… Ma non avevo valutato l’entità del colpo che aveva ricevuto. Ha un dolore importante, meno male che non c’è frattura. Quel ruolo comunque può farlo anche Torosidis’’.
Poi Luciano Spalletti fa un po’ il punto della situazione sulla Roma: ‘’Voglio aspettarmi qualcosa di meglio rispetto alla Juve: abbiamo corretto delle cose ed abbiamo fatto dei passi in avanti. Dobbiamo avere un ordine come contro la Juventus, ma al tempo stesso dobbiamo essere più sbarazzini. Bisogna azzardare qualcosa in più: ripartendo dal portiere, è più difficile impostare un’azione… Dobbiamo avere lo stesso coraggio della Juventus, cercare lo stesso obiettivo. Attualmente invece siamo molto al di sotto delle nostre qualità. I giocatori lo sanno e noi glielo dobbiamo ricordare… Nessuno, me compreso, può giocare al di sotto del proprio massimo!’’.
A proposito di involuzione, su quella di Salah ecco il pensiero del tecnico: ‘’Non ha quella brillantezza che aveva all’inizio. Deve solo pensare a puntare l’uomo, perché quella è casa sua! Poi non è importante se gioca dieci metri più dentro l’area o dieci metri più fuori: sono situazioni che fanno parte del calciatore. Dipende poi dal tipo di gioco che stiamo sviluppando come squadra. Salah è bravo con la palla tra i piedi. Se parte più esterno, secondo me fa più fatica, perché fa più strada per tornare a casa. Mentre, se si va via centralmente, la strada per andare in porta è più corta. Poi, quando la linea difensiva avversaria si lascia spazio alle spalle, allora bisogna giocare tra le linee…’’. Spalletti diventa poi sarcastico quando gli si chiede di commentare le esternazioni di Zeman, che ha criticato la scelta di tenere Totti troppo in panchina: ‘’Rabbrividisco davanti al fatto che avevo parlato due minuti prima con lui. Gli avevo chiesto: Zdenek, da buon osservatore della Roma, hai qualcosa da consigliarmi? E mi ha detto che nessuno rispetta le regole. E il resto perché non me l’ha detto prima? Comunque la gestione di Totti è la gestione della Roma. E per noi la gara di domani è come la finale più importante: è questa la partita più importante per il nostro immediato futuro, punto. Ed i giocatori devono interpretare la gara nel modo migliore. Col Frosinone gioca chi mi da più garanzie per il risultato della Roma, gioca chi è più pronto sul piano della corsa, della disponibilità e del sacrificio’’. E queste sono parole che abbiamo già sentito in altre occasioni anche da Rudi Garcia…
La distanza tra il francese ed il toscano emerge invece soprattutto quando si parla di mercato: tanto ermetico il primo, quando esplicito il secondo: ‘’Facciamo chiarezza: Gervinho voleva andare via in tutte le maniere ed El Shaarawy voleva venire in tutti i modi… Gervinho non si allenava, creava problemi, e ora va a guadagnare tre volte quello che guadagnava qui, gliel’ho detto anche io… Zukanovic? Va in un reparto in cui abbiamo bisogno. Il direttore (Sabatini, n.d.r.) è stato bravo ad inserirsi all’ultimo momento. Questo mercato è come un treno su cui bisogna saltare su al momento che passa, sennò si rimane a piedi. Il giocatore è di carattere, è forte fisicamente. Fortissimo di testa e bravo di piede, non è velocissimo, ma si posiziona bene quando si tratta di valutare le varie fasi di gioco ‘’esco, aspetto, scappo’’. Perotti? Stiamo valutando se può arrivare un giocatore che ci può dare una mano nell’uno contro uno. Doumbia? Lo conosco. E’ un giocatore veloce che fa goal, che ha qualche problema a giocare con la squadra. Ma mi è sembrato che il suo discorso sia già stato trattato, per cui andarlo a ritirare fuori aumenterebbe il ‘’casino’’, creerebbe qualche dubbio in più… Meglio di no, visto che già non ho iniziato bene… E poi noi il centravanti ce l’abbiamo, è Dzeko: ha delle qualità, deve acquistare fiducia e noi dobbiamo dargliela’’.
Per quanto riguarda la preparazione atletica, Spalletti fa sapere che non si limita a subappaltare il compito a Norman e Lippie: ‘’ I due sono bravi a programmare, ma poi si fa un lavoro che deve piacere a me…’’. E Spalletti non nasconde le prime difficoltà che sta incontrando a livello mediatico nella Capitale: ‘’Qui devi essere bravo a gestire le situazioni che arrivano…Ogni volta ti arriva un treno e devi essere attento a scansarlo. Sono tornato a Roma perché questo ambiente è bellissimo e sono belle anche queste difficoltà. Che ci sono tutte e sono dettate dal troppo amore, dalla troppa passione… Quando c’è troppo amore si diventa gelosi ed anche un po’ cattivelli. C’è invece da essere equilibrati e, con obiettivi serissimi, pensare a questa partita qui, senza pensare al mercato. Bisogna mettere in campo di più di quanto fatto finora’’. Ed anche queste parole potrebbe averle dette Garcia… Spalletti però le personalizza, chiosando così: ‘’I punti li guadagni durante la settimana, non durante la domenica’’. Poi, tornando sul tema ‘’sentimentale’’:‘’Come nelle gelosie, bisogna mettersi un po’ da parte. E se saremo tutti insieme, avremo molte più possibilità’’. Stessi concetti del francese, il problema semmai è nel vederli messi in pratica dai calciatori…
Spalletti poi cerca di non dare alibi ai calciatori per domani: ‘’Non ci sono differenze tra giocare in casa e fuori. I calciatori poi sono ragazzi, soggetti a sentire i cambiamenti… A fine anno tireremo le somme, ma fino ad allora siamo tutti un’unica cosa e vogliamo tutti bene alla Roma”. Insomma, la ‘’grande famiglia’’ più volte sollecitata da Garcia… Ed anche l’aspirazione di giocare in uno stadio di proprietà è la stessa: ‘’Quando la Roma avrà uno stadio come quello della Juve, sarà tutta un’altra cosa… Loro sono stati bravi e stanno raccogliendo i frutti dell’organizzazione della seconda squadra. Ma anche noi ce l’abbiamo una seconda squadra di livello…’’
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