SuperDybala meglio del primo Tevez: la Joya ha già due gol e due assist in più

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

SuperDybala meglio del primo Tevez
SuperDybala meglio del primo Tevez: Paulo già idolo dei tifosi bianconeri, la delusione per l’addio di Tevez è già alle spalle.
Con la rete di ieri sera, ancora una volta decisiva per le sorti bianconere, Paulo Dybala ha rubato la scena in una partita che al di là dei suoi spunti ha avuto ben poco da dire dal punto di vista tecnico. Complice l’atteggiamento ragionato e piuttosto difensivo adottato dalle due squadre, gli spazi erano ridottissimi ma ogni volta che la Joya ha toccato palla si è accesa improvvisamente la luce. Non sono solo i gol e gli assist, ormai una costante da tre mesi a questa parte, a sanzionare l’esplosione di un giocatore che ad appena 22 anni ha già raggiunto una levatura autenticamente internazionale. Sono i dettagli, le giocate a supporto della squadra e l’enorme intelligenza calcistica denotata nel corso dei 90′ a segnare la differenza tra Dybala ed i suoi predecessori. A partire da quel Carlos Tevez che fino a pochi mesi fa occupava di diritto un posto speciale nel cuore dei tifosi bianconeri. Oggi, 25 gennaio, possiamo affermare ragionevolmente che la Joya ha già scalzato El Apache nel ruolo di idolo del popolo juventino. Cerchiamo di capire come ci è riuscito e perché.

SuperDybala meglio del primo Tevez: subito in rete all’esordio in Supercoppa, l’inizio di stagione non è stato dei più semplici.
Entrambi a segno all’esordio nel primo appuntamento ufficiale, la Supercoppa italiana, Dybala ha avuto il merito di riuscirci uscendo dalla panchina, nel secondo tempo di Juventus-Lazio, quando rilevando Coman ha realizzato il 2-0 con uno splendido sinistro su servizio di Pogba. Tevez, invece, giocò tutti i 90′ e trovò la via della rete solo nel finale, grazie ad uno splendido assist di Pogba (un’altra delle tante analogie che si registrano tra i due) che gli consentì di appoggiare facilmente a rete con il sinistro. Da lì in poi l’evoluzione del primo anno di Tevez e Dybala si è dipanata lungo due binari tutt’altro che paralleli, con la Joya che a differenza dell’Apache ha dovuto sudare molto per conquistarsi il posto di titolare nell’attacco bianconero. Ciò è stato dovuto senza dubbio all’età, 21 anni contro 29, e al curriculum dei due (Tevez aveva giocato con Boca, Corinthians, Man United e Man City, vincendo campionati, Libertadores e Champions, mentre Dybala aveva realizzato 13 gol nell’ultima stagione in A a Palermo). Ma questo è senza dubbio un elemento a favore del giovane Paulo, che ha saputo reggere da veterano alle critiche ingiustamente piovute a turno su di lui e su Allegri a causa dei risultati e di alcune scelte apparentemente poco condivisibili. Ed è proprio questa inconsueta maturità l’elemento che più sorprende di Dybala, alla prima esperienza in un grande club e con enormi pressioni addosso.

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SuperDybala meglio del primo Tevez: meglio Paulo nonostante la tripletta di Carlos al Sassuolo.
Con l’Udinese all’esordio in campionato, Dybala entra nel secondo tempo e nonostante alcune giocate degne di nota, non riesce ad incidere ai fini del risultato. Al contrario, Tevez è riuscito a timbrare il cartellino alla prima in serie A, rete decisiva per lo 0-1 di Marassi con la Samp. Nonostante questo piccolo gap realizzativo, figlio anche del diverso approccio alla stagione della Juve 2015-16 rispetto a due anni prima, Tevez nelle prime settimane alla corte bianconera appare leggermente appesantito dopo il breve ma significativo periodo di inattività, mentre Dybala contro i friulani dà subito l’impressione di essere già un elemento imprescindibile nell’economia delle sorti juventine. Nella seconda giornata di campionato, entrambe a fine agosto, sia Dybala che Tevez sono andati a segno. Splendida la rete del classe ’84, ancora contro la Lazio, a coronamento di una partita molto convincente che fa rapidamente di Carlos l’idolo dello Stadium. Altro contesto per il gol di Paulo, l’1-2 in casa della Roma, in una partita persa meritatamente da una Juventus abbastanza rimaneggiata e ancora in fase di rodaggio dopo la preparazione estiva affrettata in vista della Supercoppa.
Tevez segnerà ancora alla quarta giornata contro il Verona, splendido il diagonale fulminante che vale l’1-1, prima di fermarsi per alcune gare. Andrà in rete all’8° giornata su rigore nella sfortunata trasferta di Firenze, nei due turni successivi contro Genoa e Catania, e ancora alla 13° a Livorno e alla 17° a Bergamo con l’Atalanta. Soprattutto, si segnala la straordinaria tripletta del 15 dicembre contro il Sassuolo, un traguardo quello dei tre gol in una sola partita, che il buon Dybala non è ancora riuscito a raggiungere. Ma sembra solo questione di tempo oggettivamente… 

SuperDybala meglio del primo Tevez: entrambi a secco nel girone di Champions, ma con prestazioni ben differenti.
Alla 21° giornata, dunque, lo score di Tevez in campionato recitava 11 gol contro i 12 finora realizzati da Dybala, che peraltro ha giocato leggermente meno sia a livello di presenze (20 vs 21) che di minuti in campo (1433′ vs 1603′), complice il predetto avvio di stagione in cui a differenza dell’Apache giocava a corrente alternata. Entrambi a segno in Supercoppa all’esordio, Dybala vanta una rete in più anche in Coppa Italia, quella realizzata al Torino in dicembre, mentre il bottino di Champions League dei due è abbastanza magro: 6 presenze senza reti. Ad onor del vero, però, ben più deludente fu il girone eliminatorio disputato da Tevez, incapace di impedire la retrocessione in Europa League della Juve ed autore di sei partite, tutte da titolare ed in campo almeno per 81′, piuttosto incolore rispetto agli standard cui aveva subito abituato in campionato. Di tutt’altro tenore l’esperienza europea di Dybala fino a questo momento, nonostante i numeri non siano ancora dalla sua. Caricato di meno responsabilità e pressioni rispetto a Carlos (che non segnava da cinque anni in Europa e lo ha palesemente patito), Paulo ha saputo incidere ben oltre quanto precedentemente fatto dal più esperto connazionale. Da sottolineare le prestazioni offerte contro Siviglia in entrambe le sfide ed in casa contro il Manchester City, le tre partite in cui è stato impiegato per almeno 80′, mentre all’andata con City e Gladbach non è andato oltre i 12′ in campo. Particolare poi la sfida in Germania, in cui fu lui a pagare per l’ingenuità commessa da Hernanes, venendo sostituito dopo l’espulsione del brasiliano e proprio nel momento in cui anche grazie a lui la Juve aveva preso in mano le redini della partita.

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SuperDybala meglio del primo Tevez: numeri straordinari per la Joya, che supera Tevez in gol e assist nonostante un minor impiego in termini di minuti in campo.
Ricapitolando, alla 21° di campionato e sommando anche i dati delle altre competizioni, Tevez aveva realizzato 12 gol e 6 assist in 29 presenze per 2227 minuti. Dybala, dal canto suo, è già a 14 gol e 8 assist, due in più dell’Apache in entrambe le voci, e dire che è stato impiegato per soli 1837′, quasi 400 in meno del compagno (fonte transfermarkt). Praticamente, è come se avesse giocato quattro partite e mezza in meno rispetto a Tevez. Numeri straordinari quelli fatti registrare dalla Joya in questa prima metà di stagione, che confortano la sensazione di un campione in fieri considerato che ha compiuto 22 anni appena due mesi fa. Ma questi dati, per quanto rivelatori, non rendono l’idea della vera differenza che intercorre tra i due. Se a Tevez va riconosciuto l’innegabile impatto caratteriale che sin dal primo giorno, stando anche alle parole dei compagni, riuscì ad imprimere nell’ambiente Juventus, va detto che comunque l’inserimento dell’Apache fu favorito sensibilmente da una squadra che in quel momento era decisamente consolidata ad altissimi livelli, ed in cui erano ancora presenti elementi del calibro di Pirlo e Vidal, entrambi ancora in grande condizione. E’ infatti nel suo secondo anno che Tevez è stato più spesso chiamato a sobbarcarsi sulle spalle la squadra impersonando costantemente il ruolo di trascinatore, complice il calo dei predetti Pirlo e Vidal e la sterilità offensiva di Llorente.

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SuperDybala meglio del primo Tevez: dopo pochi mesi Paulo è già il leader tecnico della squadra, meglio anche di un campione sempre decisivo come Pogba.
Dybala, al contrario, ha avuto il grande merito di proporsi e di agire concretamente da leader tecnico della squadra in un momento quanto mai delicato, in cui gli è stata rinfacciata dai media la cifra che la Juve ha dovuto sborsare per assicurarselo. Di più, perché la Joya si è inserito in un ambiente in piena ricostruzione sotto il profilo tecnico, tattico (prima del ritorno al collaudato 3-5-2) e sul piano della personalità, orfano dei suoi leader caratteriali e preda di alcuni equivoci tattici prodotti da una confusione che Allegri ha saputo superare solo di recente e, in gran parte, proprio grazie a Dybala, di cui almeno all’inizio palesemente non si fidava. Merito di Paulo quello di essere stato più forte anche delle reticenze da subito palesate dal suo allenatore. Merito di Paulo quello di essersi fatto rapidamente riconoscere come uomo guida, sotto il profilo tecnico, da un gruppo che comunque al suo arrivo presentava ancora una folta base di giocatori di grande esperienza e caratura internazionale, i cosiddetti senatori, da Buffon a Barzagli, Bonucci e Chiellini, passando per Marchisio, Evra, Khedira e Pogba. Sì, perché anche il francese, presto divenuto grande amico dell’argentino, ha riconosciuto con gli atteggiamenti dentro e fuori dal campo il valore di Dybala, la differenza di un giocatore che non a caso ha già attirato le invadenti attenzioni dei più quotati club e giocatori al mondo. A partire dal Barcellona di Lionel Messi, che nonostante alcune smentite di facciata farebbe ponti d’oro per avere in rosa Dybala e Pogba, gli artefici del gol di ieri sera, e lasciargli in dote una pesante eredità da raccogliere, quella dello stesso Messi e del più “anziano” Andres Iniesta. Marotta ha chiarito più volte di non avere alcune intenzione di privarsi dei propri gioielli, ma se per Pogba il momento dell’addio si fa ogni anno sempre più prossimo, su Dybala i tifosi della Juve possono dormire sonni tranquilli: potranno goderselo ancora a lungo, c’è da scommetterci…

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