25^giornata, La serie A ha una nuova regina. Il punto

Pubblicato il autore: The Dude Segui

juventus

La 25^ giornata, conclusasi con il posticipo di ieri sera tra Fiorentina ed Inter, rivoluziona decisamente la classifica, anzitutto regalandoci una nuova regina (la 5^stagionale, record assoluto della serie A). Lo scontro scudetto ha per l’ appunto incoronato la Juventus di Allegri, che ha infilato la 15^ vittoria di fila (ad un passo dal record di categoria che appartiene all’Inter 2006-07 di Mancini) e che ora guarda tutti dall’alto verso il basso. Sfido chiunque avesse scommesso un cent solo tre mesi fa, quando la Juve sguazzava nei bassifondi della classifica (12°posto), non intravedendo la luce in fondo al tunnel. Meriti ad Allegri, che ha saputo ricomporre i cocci di una squadra sfiorita, ritrovando certezze, stimoli e giocatori-chiave e ridisponendo i suoi con un sistema di gioco foriero di successi, tanto caro al suo predecessore Antonio Conte. Il 3-5-2 ha ridato lustro e vigore ai bianconeri, che di colpo hanno ritrovato solidità difensiva (540 minuti di imbattibilità sono davvero tanta roba, considerato che anche il Napoli, miglior attacco della serie, è rimasto a bocca asciutta allo Stadium) e intensità, cavalli di battaglia sui quali hanno costruito i precedenti successi. L’esplosione di Dybala, il rendimento dei nuovi acquisti (Alex Sandro, Zaza e Khedira su tutti) hanno fatto il resto, con la squadra che appare ad oggi la più attrezzata per ambire al titolo.
Bisogna attendere almeno fino a Lunedì 22-02 per capire se il Napoli pagherà il contraccolpo psicologico della sconfitta contro la Juventus, quando al San Paolo approderà il Milan di Sinisa Mihajlovic. I rossoneri stanno conoscendo il momento più felice della loro stagione: -6 dal terzo posto, che solo fino a un mese fa assomigliava ad una chimera, sette risultati utili consecutivi e un gioco in notevole crescita. Miha gongola, ed è forse sulle ali di un ritrovato entusiasmo che nella conferenza stampa pre-Genova il tecnico rossonero si è sbilanciato: a suo dire, la squadra arriverà terza alla fine del campionato. In barba alla scaramanzia…
Scaramanzia tanto cara proprio ai napoletani, prossimi avversari. Un Napoli, va detto, che almeno a rigor di logica (e soprattutto di classifica) è ancora saldamente in corsa per lo scudetto. E’ vero che i partenopei hanno momentaneamente abdicato a favore dei bianconeri, ma il primato resta ad una sola lunghezza, vale a dire ampiamente alla portata. Già mi immagino i simpatici amici partenopei  dimenarsi freneticamente alla ricerca di un ferro da toccare…
Sull’altra sponda del naviglio, Mancini sta conoscendo una crisi senza precedenti della sua Inter, certificata dal silenzio stampa indetto dai vertici al termine della sconfitta di ieri sera. Gli scomodi paragoni con Mazzarri tornano d’attualità, e sul web proliferano puntuali gli sfottò più variopinti. La debacle nerazzurra si evince soprattutto dai numeri: 9 punti nelle ultime 9 gare, due sole vittorie (per 1 a 0, guarda caso…) nelle ultime otto uscite, 11 reti al passivo, palesi difficoltà di costruzione del gioco e un nervosismo crescente,  manifestato non solo dalle ultime sortite di Mancini (spesso sfociate in diverbi coi giornalisti) ma anche dalle sanzioni disciplinari in continuo aumento (ieri espulsi Telles e Kondogbia). Anche Eder, accolto come una sorta di deus ex-machina, è finito risucchiato in questo calvario. Ora che anche il 5° posto scricchiola, figuriamoci i sogni Champions…
La Fiorentina, se il campionato finisse oggi, approderebbe in Champions League in pompa magna. E sarebbe una sorpresa clamorosa, in relazione soprattutto alle rose delle squadre rivali: la Roma si presentava ai nastri di partenza con ambizioni da titolo, l’Inter era prima fino alla 18^giornata, il Milan ha speso fior di quattrini in estate. La squadra di Sousa ieri sera ha conquistato una vittoria insperata, andando al riposo sotto di un gol e mostrando segnali di involuzione nel gioco e nella mentalità. Vittoria che arriva, però, a coronamento di una stagione che ha visto finora la Fiorentina sempre nelle posizioni nobili della classifica. E ancora una volta la Viola ha stupito tutti, avviandosi pian piano a scrollarsi di dosso l’etichetta da outsider che  le è stata fastidiosamente cucita addosso. La compagine di Sousa forse meriterebbe riguardi maggiori, anche se in fondo al coach portoghese potrebbe giovare la mancanza di pressione tipica delle calde piazze calcistiche italiane.
La cura Spalletti ha fatto rapidamente dimenticare le nefandezze di “Rudiana” memoria. La Roma ha saputo mettersi alle spalle un periodo buio, grazie all’ottima serie positiva di quattro vittorie di fila, e sta ritrovando la sua dimensione da grande. Di certo il malato non è ancora totalmente fuori pericolo; ma modulo, uomini e scelte hanno costituito un ottimo palliativo, in attesa di trovare la cura definitiva. Spalletti, infatti, sta affidandosi ad un modulo, il 3-5-2, che va ancora pienamente calibrato, soprattutto per ciò che concerne l’assetto difensivo (che ancora subisce) ma che intanto sta producendo gli effetti sperati. Forse è ancora troppo poco per gridare al miracolo, ma se a ciò sommiamo che pure Dzeko ha ritrovato la diritta via del goal che aveva malauguratamente smarrito…

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Pasalic, un periodo "no" da mediano. La differenza si vede sulla trequarti