A che serve la tessera del tifoso?

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

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Gli stadi una volta, erano la vera concentrazione del calcio, il divertimento, lo stare insieme, sostenere la propria squadra. Ora, no. Il calcio è commercio, gli impianti sono vuoti. Si pensa agli incassi, agli orari, agli anticipi pre-coppe europee altrimenti i poveri calciatori si stancano. Nemmeno andassero in trincea, o in fabbriche a lavorare e tornare tardi per mantenere famiglie in difficoltà. Crearono la tessera del tifoso, ricordate? Permette a chi ce l’ha di seguire il proprio club del cuore anche in trasferta. Molti ultras, per protesta non la fecero. La considerarono come una registrazione, come se avessero compiuto qualcosa di male. Ci sono persone da tenere sott’occhio, e chi invece vuole solo vedere partite di calcio. Gli stadi italiani, per questo quasi mai registrano il tutto esaurito, rispetto a quelli d’Europa, che a vederli pieni, e corretti scatenano solo profonda invidia. Ma il calcio in Italia, conta più di ogni altra cosa. E vietare trasferte a qualsiasi tifoseria, è segno di pregiudizio. E’ debolezza statale. Ed è subito scoppiata la polemica della trasferta vietata ai sostenitori del Napoli, per il big-match di Torino. Il settore ospiti sarà occupato dai tifosi juventini. Tutti, ora dicono: “Occhio per occhio, dente per dente”. Infatti, all’andata i juventini, non ebbero accesso al San Paolo. Ma non era sfida quasi decisiva per il Tricolore. Questa si. I napoletani, come sappiamo, al nord, hanno divieto d’accesso quasi ovunque. Solo i residenti, possono accedere agli stadi. Nascondendosi, tacendo, senza esternare gioia e felicità.

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