A tutto Bucchioni: scudetto, Milan, Inter, Fiorentina e non solo

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Enzo Bucchioni di QS ha rilasciato una lunga intervista a Zonacalcio.net, dove affronta vari temi dallo Scudetto fino ad arrivare alle due milanesi passando per Fiorentina e Roma. Ecco le sue dichiarazioni:

E’ doveroso iniziare con una domanda sulla lotta scudetto, sul meraviglioso duello che vede protagoniste il Napoli e la Juventus. Secondo Lei prevarrà il grande gioco degli uomini di Sarri oppure la compattezza, l’esperienza storica dei bianconeri?
In questo momento dico il gioco del Napoli perchè se una squadra esprime un grande organizzazione, anche nei momenti di difficoltà può uscirne fuori. Quando, come la Juventus, una squadra si basa principalmente sulla forza mentale, sulla forza fisica sulla capacità di vincere sempre che è insita nella storia bianconera, nei momenti di difficoltà, come quelli palesati dagli uomini di Allegri ad inizio stagione, puoi andare incontro a qualche problema. Il Napoli dalla sua oltre ad un grande gioco, ha Gonzalo Higuain uno straordinario giocatore che in questo momento secondo me è l’attaccante più forte al mondo, mentre i bianconeri possono vantare un organico superiore. Infatti la rosa di Allegri è complessivamente al di sopra di quella partenopea. Senza dimenticare una variabile fondamentale che è sicuramente la Champions League, dove sono sicuro che la Juventus darà il massimo mentalmente e fisicamente per superare un avversario sulla carta imbattibile come il Bayern Monaco. Nel periodo tra le due sfide contro i tedeschi sicuramente i bianconeri sprecheranno tantissime energie psicofisiche e quindi bisognerà vedere come la Juventus verrà fuori dal doppio match di Coppa.

A proposito della Champions League, giungono notizie dalla Germania di uno spogliatoio tesissimo e di un rapporto non certo idilliaco tra Pep Guardiola e alcuni giocatori della rosa. Sulla scorta di questo, pensa che la Juventus possa riuscire ad accedere ai quarti di finale della competizione, oppure si tratterà soltanto di una formalità essendo troppo forte il Bayern?
Sulla carta ci sono poche possibilità perchè i tedeschi sono superiori rispetto agli uomini di Allegri, però ricordiamoci che è un ottavo di finale che si svolgerà in due gare, in cui un goal realizzato in trasferta può consentirti di superare l’avversario. Aggiungiamo che il Bayern è in un momento particolare, e che ci sono parecchie variabili che girano attorno a questo match di cui tener conto. Ma non dobbiamo dimenticare l’incredibile volontà dei bianconeri in queste partite e della straordinaria compattezza di questo gruppo. Inoltre attualmente nel Bayern la serenità è venuta meno, l’attuale tecnico Pep Guardiola è già promesso sposo di un’altra squadra ed in Germania attendono ormai il nuovo allenatore che appunto sarà Carlo Ancelotti. Quindi potrebbe crearsi, da parte dei calciatori, il pensiero egoistico di giocare più per se stessi che per la squadra; penso però che il Bayern grazie alla società solida di cui dispone possa superare in fretta questo momento di instabilità. Inoltre sul campo Guardiola ha una rosa di calciatori talmente forte che può supplire ad eventuali cali di condizione, essendo la squadra più forte del mondo seconda soltanto al Barcellona. Inoltre non sottovaluterei la grande voglia di rivincita di Robben e compagni, non essendo riusciti la scorsa stagione ad arrivare fino in fondo alla competizione.

Facendo un salto indietro, lunedì sera si è conclusa la finestra del mercato invernale. Secondo Lei, qual è la società che ha operato meglio in questa sessione?
Un vero e proprio mercato non l’ha fatto nessuno. Il colpo più importante è stato messo a segno dall’Inter avendo acquistato il vice capocannoniere della serie A che è Eder, anche se credo che non servisse. La Juventus dal canto suo non ha effettuato nessuna operazione, avendo una rosa completa e non avendo bisogno di ritocchi, ha soltanto operato per il futuro aggiudicandosi dei giovani talenti. Il Milan senza i finanziamenti provenienti da Mr. Bee non ha avuto la possibilità economica per poter intervenire. A Firenze non è arrivato nessun giocatore di livello e in questo, tenendo conto della posizione in classifica, la società ha sbagliato. Stesso errore fatto dalla società partenopea che, trovandosi dopo venticinque anni a lottare per il tricolore, consapevole di avere a disposizione una rosa inferiore rispetto all’avversario diretto (Juventus), doveva effettuare un investimento importante. Personalmente, ad esempio, avrei preso il centrocampista blucerchiato Soriano, calciatore italiano e pronto sin da subito per la causa azzurra. Comunque un investimento lo avrei fatto sicuramente in quanto, partecipando la prossima stagione alla Champions League il club di De Laurentis avrebbe avuto quegli introiti economici in grado di far recuperare la spesa economica eventualmente sostenuta in questo mercato. Acquisti che avrebbero consolidato la leadership attuale, lo straordinario e storico campionato degli uomini di Sarri per certi versi sorprendente considerando che il Napoli la scorsa estate non era partita tra le favorite.

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Andiamo in casa Milan. Lei nel suo editoriale la scorsa settimana ha parlato dei contrasti tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani e della trattativa ancora in corso tra il presidente Berlusconi e il broker thailandese Mr. Bee, com’è la situazione attualmente?
Ad oggi non ho notizie nuove, mi rifaccio a quello che hanno dichiarato sia la figlia del presidente, Barbara Berlusconi, sia lo stesso Silvio Berlusconi, ossia che ci sono altre cordate con cui poter trattare. Una cosa è certa, Silvio Berlusconi ha la necessità di trovare un partner che possa inserire del nuovo capitale, cosa che personalmente come da lui stesso dichiarato più volte, ormai non è più in grado di fare. La scorsa estate il presidente con grande sforzo ha speso cento milioni, anche se permangono perplessità sulla campagna acquisti posta in essere.
Il vero nodo da sciogliere è se arriverà questo nuovo socio, personalmente ho sempre avuto delle perplessità sulla trattativa con Mr. Bee. E’ una situazione illogica, quale imprenditore andrebbe ad immettere quattrocento milioni, acquisendo la minoranza delle quotazioni (?), chi compra vuol comandare, vuol decidere. Dal punto di vista economico è qualcosa che non trova nessun fondamento razionale. Anche sui contrasti tra Barbara Berlusconi ed Adriano Galliani il discorso è prettamente economico, in quanto l’A.D. rossonero due anni fa chiese quaranta milioni di euro come buonuscita, e lì si è arenato tutto. Quindi sulla base di questi presupposti, penso che scindere il rapporto Berlusconi – Galliani sarà abbastanza complicato. Allo stesso tempo lo stesso Galliani ha perso quella leadership nel mercato che ha avuto per anni, in quanto ci sono stati degli acquisti che hanno lasciato a desiderare, e lui che in passato è stato un grandissimo dirigente non penso che attualmente sia il massimo per una programmazione futura. Da questo punto di vista sposo pienamente la linea di Barbara Berlusconi, servono idee più innovative con più scouting internazionali, con meno colpi come quello di Bertolacci che vale la metà di quanto è stato pagato. Una situazione sicuramente contraddittoria.

Con l’eventuale arrivo di nuovi investitori potrebbe diventare realtà Antonio Conte sulla panchina rossonera, oppure ormai il C.T. ha il pensiero rivolto all’estero?
Conosco molto bene Antonio Conte, due anni addietro era stato trovato l’accordo con il Milan con un biennale sulla base di cinque milioni di euro all’anno, salvo poi il tutto saltare con il veto posto dalla società bianconera che gli impose di non andare al Milan. Quindi Conte è un vecchio pallino del presidente, ma dubito che con questa situazione il C.T. possa arrivare al Milan, in quanto esige una squadra che possa lottare per vincere, pretende i giocatori funzionali alle sue idee di calcio (infatti la rottura con la Juve avvenne per questo), quindi sono propenso a pensare che Conte andrà all’estero. Secondo me al Chelsea che lo ha già contattato, anche se il sogno di Antonio Conte è il Real Madrid con cui anche in questo caso ci sono stati contatti. Tornando ai rossoneri, se il Milan vuole Antonio Conte deve presentare un progetto ambizioso.

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Per quanto riguarda la panchina rossonera, pensa che Sinisa Mihajlovic sarà confermato la prossima stagione oppure ormai è palese il raffreddamento nei suoi confronti da parte del Presidente Berlusconi?
Ovviamente tutto dipende sempre dai risultati, anche se Berlusconi ha il vezzo di fare l’allenatore come chiunque mette i soldi in una squadra di calcio. Ultimamente la situazione è diventata pesante perchè non è facile gestire uno spogliatoio quando sai che il proprietario non è contento e addirittura ti manda le frecciatine con delle battute, un comportamento destabilizzante quello posto in essere dal Presidente. Ma qualora Mihajlovic dovesse condurre i suoi alla conquista del terzo posto, Berlusconi metterebbe da parte le sue perplessità e il serbo diventerebbe un eroe, salvo poi riprenderlo ad attaccare alla prima partita persa. Dipenderà tutto dai prossimi mesi e se Conte non dovesse essere raggiungibile potrebbe anche darsi che Sinisa Mihajlovic venga confermato, qualora naturalmente faccia un finale di stagione positivo.

Andando dall’altra parte del Naviglio, in casa Inter si parla di clima teso tra Roberto Mancini e il Presidente Thohir. Cosa ne pensa?
Durante le vacanze natalizie ho avuto conto di un mancato incontro tra Mancini e Thohir, doveva esserci un summit di mercato in cui l’allenatore avrebbe palesato delle richieste, salvo poi il presidente indonesiano partire e finire il tutto con un nulla di fatto. Da allora Mancini ha avuto la sensazione di essere isolato, anche perchè le sue richieste non sono state soddisfatte. D’altronde lo stesso allenatore deve capire di essere stato accontentato e dovrebbe valorizzare i tanti giocatori che ha già in rosa. Inoltre questo strano nervosismo che ha avuto il suo culmine domenica sera dopo il derby, dimostra che forse lo stesso Roberto Mancini comincia a temere che all’interno del gruppo si sia spaccato qualcosa. Lui è uno che divide molto, anche da calciatore era così. In una squadra che ha poco gioco come quella nerazzura, che si basa principalmente sul singolo, nel momento in cui questo viene meno, inizia la crisi. Mancini secondo me è un ottimo allenatore, bisognerà capire se lui saprà tirarsi fuori; qualora invece non dovesse arrivare tra le prime tre le conseguenze di non accedere alla Champions e le mancate risorse economiche, causerebbero non pochi problemi alla società neroazzurra. Quindi il nervosismo che attanaglia lo stesso allenatore forse è da rintracciare nell’obbligo che ha la squadra di vincere per poter recuperare, la prossima estate, i grandi investimenti societari posti in essere questa stagione.

Riavvolgendo il nastro di quache settimana, cosa pensa dell’esonero di Rudi Garcia?
Nell’ultimo periodo Garcia si era intristito e il rapporto con alcuni calciatori non era più idilliaco come prima, dopo il grande calcio espresso nella sua prima stagione si è troppo adagiato non intuendo che qui in Italia bisogna cambiare il metodo di gioco. Roma non è un ambiente facile e delle situazioni personali hanno reso tutto più complicato, secondo me andava esonerato l’estate scorsa. Si notava che fosse venuto meno l’entusiasmo, anche se lì il pesante ingaggio è stato da ostacolo. Adesso Luciano Spalletti ci sta mettendo tanto del suo carattere forte, ha dato una scossa allo spogliatoio, ho visto un netto miglioramento nella partita contro il Sassuolo anche se la condizione fisica rimane precaria. Ovviamente la Roma con la rosa a disposizione non può permettersi di rimanere fuori dalla Champions League.

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Parliamo adesso di una delle più belle rivelazioni di questa stagione, la Fiorentina. Si parla di un Paulo Sousa incupito dal mancato mercato della società viola, pensa che l’allenatore portoghese avrebbe meritato di essere accontentato visto il grande lavoro mostrato?
Sono d’accordo perchè la Fiorentina ha la possibilità di centrare un risultato storico, sia da un punto di vista sportivo che economico. Essendo un obiettivo alla portata per la squadra viola, un ragionamento imprenditoriale ancora prima che sportivo, secondo me, imponeva l’acquisto di almeno due giocatori forti che potesse colmare il divario con le altre avversarie per la corsa verso il terzo posto. A giugno con la qualificazione in coppa o eventualmente con la cessione di uno dei forti giovani in rosa, la società sarebbe rientrata economicamente della eventuale spesa sostenuta. Però Paulo Sousa, come tutti i tecnici, deve allenare i giocatori che ha a disposizione, non è concepibile esternare malumore all’esterno, le eventuali scontentezze le deve palesare alla società. Altrimenti vengono meno i ruoli e diventa l’allenatore il centro del progetto quando il centro di tutto deve essere la società. Capisco anche le ambizioni personali, quindi se pensi che la società non abbia le tue stesse vedute lasci come fece Antonio Conte quando andò via dalla Juventus.

Chiudiamo con il Napoli. Si aspettava un campionato così entusiasmante?
Non mi aspettavo un campionato di questa portata. Immaginavo un’ottima stagione perchè conosco Sarri e so che è un grande allenatore. Già Benitez, anche se ha sbagliato tanto, ha elevato tantissimo questa squadra dal punto di vista delle conoscenze calcistiche, si pensi ad Insigne. Ho sempre pensato, quando all’inizio vi erano tante critiche, che Maurizio Sarri riuscisse a portare fuori il Napoli da quella piccola crisi. Il vero miracolo è il lavoro, si pensi a Koulibaly diventato il difensore che è oggi grazie al lavoro che chiede Sarri. La grande capacità del tecnico toscano è proprio quella di aver rigenerato il gruppo da un punto di vista mentale, uno spogliatoio che crede nel proprio allenatore. La fotografia emblematica di tutto ciò è Higuain, un giocatore trasformato dal famoso colloquio la scorsa estate. Si è creata questa comunione di intenti tra i due e sta facendo una stagione straordinaria come per esempio lo stesso Marek Hamsik. Se il Pipita non fosse stato convinto dalle parole di Maurizio Sarri, sarebbe sicuramente partito, per com’era scontento la scorsa stagione. Sarri ha sistemato la squadra sia dal punto di vista mentale che del gioco. La sua grande capacità è stata quella di far capire alla squadra che facendo quello che lui voleva tutti avrebbero trovato giovamento, e la squadra avrebbe potuto puntare a grandi obiettivi. Anche la città ha intuito che non si tratta soltanto di un sogno ma che dietro c’è molto di concreto, una volta a Napoli si sognava a vuoto adesso invece è realtà.

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