Amarcord: La sfida Milano-Torino nel giorno delle manette in campo

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

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Tra oggi e domani ci sarà la sfida incrociata tra Milano e Torino. Aprono stasera al Meazza rossoneri e granata chiudono domani alle 20,45 bianconeri e nerazzurri nel derby d’Italia. Il netto calo dell’Inter, un Milan in crescita ma ancora lontano dai giorni migliori, il Torino che sta disputando la peggior stagione dell’era Ventura, fanno in modo che solo la Juventus arrivi al massimo a questo doppio appuntamento. Pensare che i bianconeri erano partiti con il freno a mano tirato ma poi hanno messo in fila 15 vittorie più il pareggio di Bologna balzando in testa davanti al Napoli e  strizzando l’occhio alla Champions dopo la rimonta con il Bayern. Una situazione simile a quella vissuta nella stagione 1979-’80 quando il 23 marzo Milano e Torino si trovano di fronte proprio come in questo week-end. Quel giorno viene però ricordato come il più brutto nella storia del nostro calcio: esplode infatti lo scandalo totonero e la giornata finirà con 12 arresti tra cui quello del presidente del Milan Colombo e del grande portiere rossonero Ricky Albertosi e Giorgio Morini. Tutti gli imputati saranno proclamati innocenti in ambito penale dopo le squalifiche della giustizia sportiva.

Bettega fa volare la Juventus. Un passo indietro su quanto avvenuto in campo. La Juventus di Giovanni Trapattoni aveva chiuso il girone d’andata con appena 13 punti e a un passo dalla zona retrocessione poi dopo un pareggio per 1-1 a Bologna, molto discusso in seguito, vince 4 gare di fila e ottiene tre pareggi a reti bianche nel derby, a Napoli e infine con la Lazio raggiungendo al secondo posto Milan, Roma e un sorprendente Ascoli. L’Inter guidata da Eugenio Bersellini e trascinata in campo dall’estro di Evaristo Beccalossi e dai gol di spillo Altobelli è sempre al comando lontana 8 punti ma al Comunale la Juventus vuole riaccendere la speranza di una clamorosa rimonta. Bersellini lascia in panchina proprio Beccalossi e al fianco di Altobelli c’è Muraro che a quei tempi riusciva sempre a ritagliarsi spazi importanti. Dopo un tentativo di Oriali sventato da Zoff la Juventus schiaccia l’Inter nella propria metà campo. Dopo tanta pressione al 31′ Gentile effettua uno splendido cross da sinistra trovando Bettega pronto a girare in rete con il suo marchio di fabbrica, il colpo di testa in tuffo questa volta anticipando Canuti. Proprio il difensore farà posto a Beccalossi nella ripresa ma la musica non cambia. L’unico in giornata dei nerazzurri è Oriali che reclama un rigore per un contatto con Gentile. La Juventus però tiene in pugno la gara e perviene al raddoppio al 79′: bel lancio di Causio per Fanna che si fa tutta la fascia destra, entra in area e non dà scampo a Bordon facendogli passare il pallone sotto le gambe.

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Puliciclone prima della tempesta. Nello stadio intitolato dal 2 Marzo a Giuseppe Meazza il Milan ospita un Torino che non è più in lotta per lo scudetto come gli anni precedenti ma resta sempre un brutto cliente ed è in ripresa dopo aver bloccato sette giorni prima l’Inter Capolista. Nel primo tempo Terraneo alza sopra la traversa una punizione di Maldera, mentre fa centro Zaccarelli al 41′ da posizione analoga trafiggendo Rigamonti, sostituto di Albertosi. E’ il Milan che deve difendere lo scudetto della stella con i nomi sulle maglie, prima squadra in Italia, ma orfana di Rivera e un po’ spuntata. Terraneo salva ancora  su un colpo di testa di Bigon e poi Antonelli coglie una traversa. Il finale però è tutto granata con Graziani e Pulici che impegnano Rigamonti. Puliciclone al 79′ segna un gran gol su verticalizzazione di Claudio Sala, proteggendo palla su Collovati con un controllo di destro e tiro finale di sinistro sul primo palo per il definitivo 0-2.  Applausi! il Milan saluta lo scudetto ma per chi ama il rossonero i guai sono appena iniziati come dirà Beppe Viola nel suo servizio alla domenica sportiva.
Tutti dentro. Tra le partite finite sotto la lente d’ingrandimento della giustizia c’è Milan-Lazio del 6 gennaio 1980 dopo la denuncia di Massimo Cruciani un commerciante del mercato ortofrutticolo romano che tramite il ristoratore romano Alvaro Trinca aveva avvicinato alcuni giocatori laziali per alterare l’esito di alcune partite. Non tutti i risultati concordati andarono in porto e Cruciani perse diversi milioni.  Come detto saranno arrestati il presidente Colombo e Ricky Albertosi e il difensore Giorgio Morini con l’accusa di aver consegnato 20 milioni avvolti in carta di giornale a Cruciani e Trinca.   Anche a Pescara, dove la Lazio gioca e perde 2-0, scattano le manette per il capitano Wilson, il portiere Cacciatori, il mediano Manfredonia  e il bomber Bruno Giordano. Paolo Valenti apre novantesimo minuto con la triste immagine di una volante della Polizia nella pista di atletica dello stadio Olimpico al termine di Roma-Perugia dove viene arrestato uno dei volti nuovi e maggiormente ammirati di quel calcio fine anni 70 e inizio 80 come  Paolo Rossi,  in quella stagione in forza al grifone accusato di aver taroccato il 2-2 del 30 dicembre 1979 contro l’Avellino

Due pesi e due misure. La Gazzetta Dello Sport in edicola il giorno dopo darà ovviamente grande spazio agli arresti e solo in basso appare la scritta Torino batte Milano 4-0. Una rivincita delle gare di andata quando l’Inter travolse la Juventus per 4-0 e il Milan espugnò nel finale con Novellino il Comunale. A fine stagione l’Inter festeggia il suo dodicesimo scudetto con la Juventus comunque in grado di chiudere seconda a soli tre punti dai nerazzurri. Milan terzo e Torino quarto ma rossoneri retrocessi in B per lo scandalo scommesse assieme alla Lazio. La giustizia sportiva fu molto diversa da quella penale che il 23 dicembre 1980 assolve tutti gli imputati perché il fatto non sussisteva. Troppo tardi non solo per le sentenze sportive ma soprattutto per l’immagine dei giocatori che venne seriamente compromessa. Paolo Rossi scontò una squalifica di due anni e tornò a giocare poco prima del mondiale 1982 dove si prese in campo la sua grande rivincita. Il presidente Felice Colombo nel 1982 cede il Milan a Farina mentre Giorgio Morini tornerà già in campo nel 1981 con la maglia della Pro Patria prima trasferirsi in Svizzera al Chiasso . Per Albertosi carriera praticamente finita anche se tornerà in campo giocando fino a quasi 45 anni in serie C2 con la maglia dell’Elpidiense.

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