Capello: “Cassano? Una volta alla Roma siamo venuti alle mani”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

Fabio Capello non allenerò mai piu una Nazionale

Fabio Capello, gran carriera da allenatore alle spalle, ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo As in cui, oltre a commentare il panorama calcistico europeo, ricorda anche il suo rapporto tormentato con Antonio Cassano, suo ex calciatore sia con la maglia giallorossa che con quella del Real Madrid. Il tecnico di Pieris, dopo la sua recente avventura come ct della Nazionale Russa per tre anni, momentaneamente è senza panchina ed è stato più volte accostato alla Roma e al Milan in questi ultimi mesi, soprattutto quando le due squadre stavano attraversando un profondo momento di difficoltà che ora sembra essere passato definitivamente. Le sue parole sono state riportate da Repubblica. Sul rapporto difficile con l’attuale attaccante della Sampdoria, Capello ha dichiarato: “Con Cassano arrivammo alle mani. Ma non a Madrid, ai tempi della Roma. Lì avevo un gruppo di uomini eccezionali con cui vincemmo un campionato. Io rispetto i giocatori e pretendo da loro rispetto. Questo è essere seri, non duri. Ora Cassano capisce il rispetto che deve avere nei confronti della gente”.
Sul campionato italiano: “Vedo tante compagini che cercano di imitare il Barcellona senza averne la qualità. Ora la cosa migliore è recuperare palla velocemente e verticalizzare come fanno lo stesso Barça e il Bayern, ma lo fanno bene anche Napoli e Liverpool. Luis Enrique ha introdotto nel Barça questa novità, ma ha potuto farlo grazie alla grande qualità che ha. È stato così per tutti i tecnici che hanno rivoluzionato il calcio: Kovacs aveva Cruyff, Neeskens e altri, nel Milan di Sacchi c’erano Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi, Maldini, in questo Barça Xavi, Messi, Iniesta, Busquets”.
Sull’esonero di Benitez e l’arrivo di Zidane sulla panchina dei Blancos: “È possibile che il cambio da Ancelotti allo spagnolo sia stato traumatico per i giocatori. Allenare a Madrid è molto difficile e quando un presidente parla direttamente con i giocatori prima che con l’allenatore, vuol dire che il tecnico per lo “spogliatoio” è già morto”. Poi prosegue smentendo di aver ricevuto una chiamata dalla Spagna: “No, io ormai sono in pensione e poi al presidente non piacciono gli allenatori che hanno lavorato con altri presidenti, gli piace scegliere cose nuove Zizou ha grande carisma e questo è importante, bisognerà dargli tempo perché hai la fiducia dei giocatori finché non sbagli, ma lo spogliatoio ti valuta ogni giorno”.
Capello si sofferma anche sul rapporto problematico con Ronaldo (il brasiliano):“Pesava 96 chili, gli chiesi quanto pesava quando vinse il Mondiale nel 2002 mi rispose 84, gli chiesi di arrivare almeno a 90, non lo fece. Però Ronaldo era impressionante, quando mi chiedono chi è il giocatore più forte che ho allenato rispondo sempre Ronaldo: lui e Van Basten sono stati i migliori”.
Infine, l’ex ct della Russia si difende, ancora una volta, dall’accusa di essere un difensivista:  “È una menzogna che circola da quando ho vinto il primo scudetto con il Milan, perché vincemmo tante partite per 1-0. Ma non ricordate il mio primo anno al Real? Giocavo con un solo centrocampista che era Redondo! Poi c’era Seedorf che faceva la mezzapunta, Raul e Victor esterni e in attacco la coppia Mijatovic-Suker. Emerson-Diarra? Nel mio secondo Real? Mancava un po’ di qualità, è vero, e avevamo problemi con qualche giocatore, come Ronaldo, però abbiamo vinto il titolo”.

 

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