Caro Thohir ti scrivo…

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

Thohir

Caro Thoir ti scrivo…
Perdonami se ti do del tu, ma tanto, considerato che usi Google Translate, con gli errori che fanno pure loro neanche te ne accorgerai…

Da poche ore sei partito, di nuovo, direzione Giacarta, casa tua.
Cosa hai lasciato qui?
Tranquillità in casa Inter? Negativo.
Squadra vincente? Negativo.
Soluzione al problema stadio? Negativo.

Una cosa però ci ha entusiasmati e riempito il cuore come il canone Rai nella bolletta della Luce: vorresti giocare la prima di campionato in dieci paesi diversi d’Europa?
Interessante, caro Thoir: ovviamente ti preoccuperai tu stesso in prima persona di provvedere per la trasferta dei tuoi tifosi giusto?
Parlerai tu col tuo medico sociale quando già ad inizio stagione i tuoi giocatori saranno con diversi strappi muscolari per la fatica di viaggi assurdi ed utili quanto il sale nel budino?
Capisco che stai lontano, ma mi chiedo dal profondo del cuore: ma se in Italia sono già tutti contro la proposta di giocare all’Estero la Supercoppa Italiana, la tua proposta che fini ha? Perdonami ma anche qui tira aria di esito negativo.

Hai trascorso due settimane qui a Milano, forse faticose o forse piacevoli.
Hai visto la tua Inter perdere a Firenze e non hai detto mezza parola.
Hai visto la tua Inter vincere con la Samp e non hai detto mezza parola.
Hai visto il tuo pubblico osannare Mourinho e criticare Ronaldo: hai detto mezza parola, ma a favore di Ronaldo.

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Il tifoso interista con te, caro Thohir, dopo Moratti, è passato da una notte di passione con una super bomba sexy ad un’esperienza con una di quelle che manco ama il sesso, piatte e con poche emozioni: una di quelle che ti fa passare pure il piacere.
Il tifoso interista lentamente si sta perdendo un pò: inutile dirgli che il progetto è quinquennale. Gliene importa quanto uno studio tra il rapporto tra genotipo e fenotipo.
Inutile che prometti Messi: il tifoso interista non è stupido e non ci crede. I giornali si. Ma quello è un’altro discorso.
Inutile che vedi la tua squadra come un progetto di marketing da cui ricavare soldi: l’immagine Inter vende se ha calciatori all’altezza, se è vincente. Insomma, per dirla chiaramente: prima spendi i soldi per tornare a farla vincere, e poi se ne parla.

Hai scelto Mancini, lo hai appoggiato, lo hai confermato, ma magari (sarà la distanza) non hai notato che quest’ultimo sta perdendo un pò il controllo.
Sai, caro Thoir, il Mancio continua a lamentarsi degli arbitri: eppure quando c’è stata la riunione con loro, lui è stato l’unico a non presentarsi. Magari una chiamatina e un’imposizione potevi pur farla. Così, per ricordare, anche a distanza, che il presidente sei tu.
Con la Fiorentina, dopo la sconfitta, nessuno ha parlato: non è carino presidente. I tifosi vogliono sentire che scuse inventate e soprattutto i giornalisti è sempre meglio placarli con qualche dichiarazione anzichè lasciargli carta bianca dopo una sconfitta. Tra l’altro, visto che eri qui, potevi parlare tu presidente.
Sul mercato, presidente,  avete preso l’ennesimo attaccante (ottimo per carità) quando in mezzo al campo non c’è nessuno che sa tenere un pallone per più di tre secondi senza fare qualche sciocchezza.

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Hai detto che ti servono nuovi soci in Cina, caro Thohir, per poter rafforzare la posizione della tua squadra: ma l’Inter sta diventando una torta divisa in tante fette dove mangiano in tanti o è ancora una società calcistica?
No perchè sembra che questa squadra stia diventando tutto tranne che un progetto sportivo: perdonami caro presidente, ma il tifoso interista era abituato ad un presidente che si svegliava la mattina e pensava ai risultati della sua Inter dalla sveglia alla buonanotte. E non alle sue azioni. Se poi è il nome (Internazionale, ndr) che spinge te e il tuo staff fatto di uomini esperti più di finanza che di calcio, a fare tutto questo, beh allora è un’altro discorso.

Caro Thohir, in conclusione ti ricordo qualche piccola cosa:

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-al tifoso interessa non perdere il derby 3-0, non il tuo marketing
-al tifoso interessa non perdere con la Juve 3-0, non il tuo marketing
-al tifoso interessa contrastare lo strapotere attuale della Juve, non il tuo marketing
-al tifoso interessa una squadra che lotti per lo scudetto, non il tuo marketing
-al tifoso interessa vedere giocatori forti (e non gente discreta strapagata), non il tuo marketing

Insomma, il tifoso vuole sentirsi vivo, tifare per una squadra forte, capace di lottare con chiunque e non pareggiare con l’ultima, guardare il mercoledì la propria squadra in Champions anzichè preferirgli le serie tv,

Con affetto.

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