Casertana Lecce: ricorso dei campani, il Giudice Sportivo non omologa l’1-1

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

casertana lecce
Casertana Lecce, big-match dello scorso turno di Lega Pro, non è ancora finita.
L’1-1 finale, esito della gara disputatasi sul campo, non è stato omologato dal Giudice Sportivo di Lega Pro, il notaio Pasquale Marino, che assistito dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig. Roberto Calabassi, nella seduta del 1°-2 Febbraio 2016, ha “preso atto del preannuncio di reclamo inoltrato dalla società Casertana avverso l’esito della gara indicata in oggetto si soprassiede ad ogni decisioni in merito.”

I FATTI – Nella ripresa Casertana Lecce è sul risultato di 1-1 dopo un’ora di gioco, quando Meozzi di Empoli, 2° assistente dell’arbitro Paolini di Ascoli Piceno, è stato costretto a non proseguire l’incontro a causa di un infortunio muscolare.
Così, come previsto dal regolamento Casertana Lecce è proseguita con gli assistenti “di parte” (non è prevista la presenza di un quarto uomo in Lega Pro), individuati tra i dirigenti di Casertana e Lecce. Una funzione necessaria per il regolare svolgimento della gara, ma del tutto formale, perchè l’arbitro può sovvertire ogni decisione presa dagli assistenti, decidendo in maniera autonoma anche in merito alle rimesse laterali e ai fuorigioco.

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IL RICORSO – La Casertana ha quindi sposto ricorso chiedendo la vittoria a tavolino e quindi i 3 punti, che potrebbero ridisegnare il vertice della classifica.
L’illecito sportivo commesso dal Lecce sarebbe stato quello di sostituire uno dei due assistenti degli arbitri con Giovanni Fasano, magazziniere del Lecce, che in realtà non sarebbe un tesserato ma un collaboratore.
Secondo l’articolo 17, commi 1-5, b del Codice di Giustizia Sportiva “la società ritenuta responsabile, anche oggettivamente, di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3. La punizione sportiva della perdita della gara è inflitta alla società che: (comma b) utilizza quali assistenti dell’arbitro soggetti squalificati, inibiti o che comunque non abbiano titolo”.
Spetterà quindi al Giudice Sportivo definire se la posizione del magazziniere del Lecce sia stata regolare o no.

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LE REAZIONI – La società giallorossa ha subito pubblicato sul suo sito ufficiale una nota dove si dimostra sicura delle scelte operate durante la gara, dimostrando anche una certa delusione per il ricorso del club campano:
L’U.S. Lecce, pur ribadendo l’unicità dell’episodio verificatosi sabato scorso e per il quale non ci sono precedenti simili nei campionati professionistici, non ha fatto altro che seguire rigorosamente le indicazioni dell’arbitro Sig. Paolini, il quale pur essendo tenuto da regolamento a reperire altro assistente (anche tramite comunicazioni fonica), ha ritenuto invece di poter continuare a dirigere la gara da solo senza la collaborazione dei guardalinee. In tale ruolo sono stati individuati, a scopo puramente formale, dei soggetti inseriti in distinta, soggetti, che peraltro, non sono stati mai presi in considerazione dall’arbitro nello svolgimento della parte residua della partita. L’iniziativa della società Casertana di avvalersi di cavilli formali per stravolgere il risultato del campo è in contrasto con ogni valore etico dello sport e con il Codice di Giustizia Sportiva, che esclude conseguenze che possano incidere sul risultato sportivo quando vengano eccepite contestazioni puramente formali.”

Totalmente opposta invece la replica casertana, con la dirigenza rossoblù che si è chiusa nel silenzio stampa, come annunciato dalla nota uscita sul sito ufficiale:
“La Casertana F.C. indice il silenzio stampa di tutti i tesserati e dirigenti sine die. Tutte le informazioni passeranno attraverso l’Ufficio Stampa fino a nuova comunicazione.
Si ringrazia per la collaborazione.”

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