Cassano no stop: “A 20 anni pensi solo al sesso. Che occasione sprecata a Madrid”

Pubblicato il autore: Samuela Rubino Segui

Cassano

Abbiamo imparato a conoscere le cosiddette “Cassanate” sotto tutti i punti di vista, ma adesso è lui ad ammetterle, sia quelle fatte in campo che quelle fuori dal campo e lo fa rilasciando una lunga intervista al giornale spagnolo As. Cassano, prima di diventare un punto fermo di questa Samp targata Montella e soprattutto marito e padre di due bimbi, ne ha combinate di tutti i colori anche se adesso, con il senno di poi, ammette di essere stato sciocco a sprecare una opportunità che il calcio gli aveva regalato: giocare a Madrid accanto a grandi campioni.

“Nel mio cuore ci sono tre squadre: la prima è la Samp, poi c’è l’Inter di cui sono tifoso sin da piccolo, e quindi il Parma, soprattutto dopo tutto quello che è successo. Il resto l’ho già dimenticato, anche il Real dove avrò giocato 3-4 volte. E’stata colpa mia, e poi allora c’erano i migliori del mondo e della storia come Ronaldo, Zidane e Raul. Sono andato in giro a fare lo stupido”

REAL CHE OCCASIONE SPRECATA
“Non potevo dire no al Real. Molta gente avrebbe pagato per giocare lì ma in campo andava solo uno fra me e Robinho. Ho cominciato bene, segnando, ma quando vai a Madrid puoi fare due cose: stare con la famiglia, concentrato, o andare in giro a fare lo stupido. E io ho fatto la seconda. C’è rimpianto, non mi sono reso conto di essere nella squadra più grande della storia, solo uno stupido poteva comportarsi come ho fatto io a Madrid. Ho però giocato con due dei cinque migliori calciatori della storia, Zidane e Ronaldo il Fenomeno. E se avesse avuto la testa e la professionalità giusta, lo sarebbe stato anche Guti. Zidane? Non parlava mai, in un anno e mezzo lo avrà fatto tre volte, ma in quelle occasioni tutti lo ascoltavano senza fiatare. Penso che sarà un grande allenatore, pochi hanno la personalità e la sicurezza che ha lui. Ha fatto la storia”.

BECKHAM LO SCIUPAFEMMINE, IO NO
“Lui era perfetto ma era anche una brava persona ed era sposato. Il 100% delle ragazze volevano conoscere lui ma non era possibile. Io ero fidanzato quando sono arrivato a Madrid, ma dopo un mese… Cibo, sesso e calcio, ma fino al 2 febbraio 2008, quando ho conosciuto la mia attuale moglie. Prima di allora ero sesso-dipendente: quando hai 20 anni e ti piacciono le ragazze hai una forza che puoi farlo ogni giorno. E avevo la possibilità, ero Cassano, un giocatore del Real. Avessi fatto un altro lavoro non mi avrebbe guardato nessuno, nemmeno mia madre. Sono una brava persona ma mica bello. A Madrid però non giocavo perché avevo 10 chili di troppo”.

LA SCAPPATELLA A TRIGORIA
“Alla vigilia di un Roma-Juve 4-0 ho rubato le chiavi di Trigoria e sono tornato alle sei del mattino. Poi ho giocato la mia miglior partita, mi sono guadagnato un rigore e ho segnato due gol. Il mio peso ideale è 83 chili ma a inizio stagione sono arrivato alla Samp che ne pesavo 95, ora sono 83 ma so che posso ingrassare di 7-8 chili in un mese”.

QUESTO SONO IO
“Sono stato un disastro nei miei primi 16 anni di vita, potete definirmi ribelle o pazzo, poi è stato difficile cambiare quando ho iniziato a fare il calciatore professionista. Ma sono felice così. Io vengo dalla strada e ho una personalità molto forte, pensavo che il calcio fosse come la strada ma non era così, solo ora ne sono cosciente. Anche avere dei figli ti cambia la vita”.

SOLO UN NUMERO 1: MESSI
“Per me il calcio è uno solo, il numero 10 del Barcellona. È lui il numero uno, poi si passa direttamente al numero tre, al numero quattro. E parlo di tutta la storia, anche meglio di Maradona. Cristiano Ronaldo è come Nadal e Messi come Federer. Nadal è un fenomeno ma se cala fisicamente non può vincere tutto. Federer, a 35 anni e con la qualità che ha, è sempre al top”.

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EURO 2016? PERCHE’ NO
“Sogno di andare ai prossimi Europei ma credo di avere una possibilità su un milione. Conte non mi ha chiamato in due anni, la squadra funziona ma quest’anno ho sacrificato tutto quello che potevo e ho anche raggiunto il mio peso ideale”.

JUVE, FATTA DI SOLDATINI PERO’ VINCENTI
“Sono molto latino e lì sembrano dei soldati. Sono dei professionisti e vincono. Ma io devo essere sovrappeso, mangiare quello che voglio, mandare a quel paese qualcuno, l’ho fatto con quasi tutti gli allenatori”.

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