Chi ha fatto palo? – Il caso Totti

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui
Roma Francesco Totti

Roma Francesco Totti

Lo sfogo di Francesco Totti alla vigilia della sfida contro il Palermo ha animato il weekend calcistico appena passato ma la questione potrebbe durare ancora a lungo o almeno fino a quando non verrà delineato con chiarezza il futuro del numero 10 all’interno dello storico club capitolino. E non c’era occasione migliore del caso Totti per il battesimo di questa nuova rubrica di SuperNews “Chi ha fatto palo?” dedicata alle occasioni mancate. E nel caso Totti certamente il capitano storico della Roma ha mancato un’occasione. Non gli contestiamo il suo disappunto per la scarsa considerazione di Spalletti e per la tattica attendista della società sul tema del contratto quanto piuttosto il modo usato per esternare il suo malumore: dichiarandolo in un’intervista che potremmo definire non ufficiale in cui punta il dito contro tecnico e società.

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Questo è inaccettabile, anche se ti chiami Francesco Totti e sei il capitano (in campo o negli spogliatoi) della Roma da quasi 20 anni. E benissimo ha fatto Luciano Spalletti a rispedire al mittente le critiche del Pupone affrontandolo domenica mattina in privato ed escludendolo dai convocati per la gara casalinga contro il Palermo. Chinare il capo, schierandolo nel posticipo o anche soltanto relegandolo in panchina poteva sancire l’ufficiale flop societario dell’operazione Spalletti tornato a Trigoria per mettere ordine in un ambiente dove spesso c’è la presunzione di vincere facendo ben pochi sacrifici. Come ha detto lo stesso Spalletti al termine della partita vittoriosa per 5-0 contro il Palermo, è Totti che deve decidere cosa fare del suo futuro: se proseguire nella carriera di calciatore, se fare come Ryan Giggs nel Manchester United o se intraprendere la carriera dirigenziale un po’ come Javier Zanetti nell’Inter. Nelle ultime due ipotesi crediamo che difficilmente la società giallorossa si metterà di traverso nel caso Totti volesse avviare una carriera da dirigente.

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Sul prolungamento della carriera di calciatore il discorso è ben diverso perchè non basta dire di voler continuare a giocare a pallone. I nodi sull’eventuale nuovo contratto del numero 10 romanista sono tanti, troppi. A partire dall’ingaggio. Impossibile pensare a un altro contratto alle cifre che oggi percepisce il Pupone e inoltre è davvero difficile pensare a una durata superiore a 2 anni per un calciatore del 1976 con tantissimi infortuni alle spalle. Inoltre, un rinnovo contrattuale non presuppone affatto per Totti la centralità della sua figura all’interno del progetto di Spalletti. Lo è oggi per il tecnico di Certaldo, lo era prima con Rudi Garcia sulla panchina giallorossa e lo sarebbe stato anche in futuro con l’allenatore francese. D’altronde voi basereste il vostro gioco offensivo sulla figura di un attaccante dai valori tecnici eccezionali ma spesso indisponibile a causa dei suoi problemi fisici?

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