Cinema e calcio: un rapporto mai sbocciato del tutto

Pubblicato il autore: andrea celesti Segui

pele stalloneQuello tra cinema e calcio è sempre stato un connubio poco idilliaco. Se è vero che il football  è pieno di storie da narrare, personaggi da raccontare, momenti epici alternati a drammi, bisogna dire che molti film sul grande schermo sono targati Usa, un luogo dove il pallone non ha mai avuto una grande importanza e non si sono mai riuscite a comprendere fino in fondo tutte quelle sensazioni che il tifoso europeo prova guardando questo sport. Spesso infatti allo spettatore non interessa tanto che la partita sia risolta con una rovesciata negli ultimi minuti, ma preferisce vedere la sofferenza provata in campo dai calciatori, il gioco rude misto a uno più raffinato, oltre ad una serie di emozioni che vanno al di là della tecnica. Alla base c’è dunque l’incapacità dei film di mettere in scena la partita con realismo, trasferire l’agonismo, il tifo, l’adrenalina. Il pallone vive di momenti spettacolari, che però nell’arco di un match si alternano a fasi tattiche che sulla pellicola appaiono poco credibili. E’ per queste ragioni che il cinema internazionale è sempre stato poco incline a rappresentare un fenomeno culturale come il calcio. Se si escludono le fiction tv e i documentari(es. Maradona di Kusturica, 2008), sono circa un’ottantina le pellicole incentrate sullo sport più amato al mondo. Sicuramente poche, considerando la produzione cinematografica mondiale. Alcuni film sono dei veri e propri cult, che attraverso il calcio raccontano la società, un certo momento storico, oppure semplicemente fanno fare tante risate. Tra i più importanti ricordiamo:
La trilogia di “Goal”, di Danny Cannon/Jaume Collet-Serra/Andy Morahan(2005-2007-2009): pellicola povera dal punto di vista narrativo, dialoghi con poco significato. Ottima soundtrack e una grande presenza di calciatori, squadre, trofei reali. Nei film infatti è possibile vedere il Real dei “galacticos”, la vittoria dell’Italia ai Mondiali del 2006, con cui si conclude la saga. L’unica serie che ha seguito la carriera di un calciatore dagli esordi fino al successo. Trilogia adatta soprattutto per i più giovani che amano il calcio più che il cinema.
Mean Machine, di Barry Skolnick(2001): nel remake di “Quella sporca ultima meta”, Vinnie Jones(ex calciatore nella vita reale) interpreta un campione rovinato dal vizio dell’alcool, che è accusato di aver truccato una partita. Alla fine il protagonista riuscirà a coinvolgere il direttore del carcere, interpretato da David Hemmings, in una partita tra galeotti e secondini. Nella pellicola compare anche Ryan Giggs nei panni di un secondino.
Febbre a 90°, di David Evans(1997):tratto dal romanzo di Nick Hornby, il film racconta la vita di Paul, interpretato da Colin Firth, un tifoso accanito dei “gunners”. Questo tifo morboso cambierà la vita del protagonista e costringerà lo spettatore quasi ad immedesimarsi in lui. Consigliato a chi crede nel calcio come metafora della vita.
L’allenatore nel pallone 1 e 2, di Sergio Martino(1984-2008): la satira più riuscita del mondo del pallone. Protagonista Oronzo Canà, interpretato da un grandissimo Lino Banfi, che viene ingaggiato per portare alla salvezza la Longobarda. Alla fine la squadra conquisterà la permanenza nella massima serie, anche grazie ad Aristoteles, personaggio che si ispira a Danuello, bidone comprato dalla Pistoiese nel 1980. Sullo schermo compaiono diversi campioni di ieri e di oggi come Pruzzo, Totti, Ancelotti.
Fuga per la vittoria, di John Huston(1981): il film più famoso che si ispira al pallone. Protagonisti Stallone, Caine, Pelè, tanto per dirne alcuni.  Si vedono buone sequenze di calcio giocato, come la rovesciata della perla nera. La pellicola si ispira alla “partita della morte”, giocata tra gli ufficiali tedeschi e i calciatori ucraini nel 1942. Ne esce fuori un capolavoro, che drammatizza un evento storico, dandogli un carattere eroico sportivo.
Best, di Mary McGuckian(2000): film biografico, che racconta la storia di George Best, interpretato da John Lynch, uno dei calciatori più forti del Manchester United. Nella pellicola viene messo in risalto sia l’immenso talento dell’atleta, sia i suoi vizi come le donne o l’alcool.
Sognando Beckham, di Gurinder Chadha(2002): film che dimostra come il calcio non sia solo una questione tra uomini. Protagonista una ragazzina indiana(Parminder Nagra) che ama giocare a pallone, nonostante la sua famiglia sia contraria. Una commedia leggera, dove partite, gelosie e amicizie dominano la storia. Nel cast anche Keira Knightley ancora adolescente.
Il Maledetto United di Tom Hooper(2009):il film narra la storia di Brian Clough, un ex calciatore ingaggiato per allenare il Leeds United. Il protagonista, nonostante il suo odio profondo verso il club, in 44 giorni dovrà trasformare i suoi arroganti atleti, in onesti professionisti. Nella pellicola viene evidenziato il lato umano di Clough, in particolare le sue paure che lo avvicineranno all’alcool.

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