Cristiano Ronaldo e Francesco Totti: modi diversi di essere un simbolo

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Cristiano Ronaldo e Francesco Totti. Due icone, due simboli del calcio europeo e non solo.  Due modi di affrontare le situazioni del campo e della vita.
Ieri ennesima dimostrazione.
Schermata-2016-02-27-alle-20.14.54Francesco Totti, reduce dalla famosa intervista con il Tg1, ritrova posto in squadra, sia pure in panchina. E ritrova se stesso nel gruppo e nelle dinamiche di spogliatoio. A simboleggiarlo l’ennesimo scherzo.
Mentre la Roma batteva in campo l’Empoli, il capitano giallorosso è stato immortalato dalle telecamere durante uno scherzo al team manager Manolo Zubiria. Totti versa dell’acqua sul seggiolino di Zubiria che, ignaro, si siede, bagnandosi. Alle sue spalle, Totti, De Sanctis e Torosidis se la ridono di gusto.

Segno dell’armonia ritrovata in casa Roma che si avvicina alla sfida del Bernabeu, ritorno di Champions League, con la testa scarica di chi non ha nulla da perdere.
Armonia che invece sembra mancare in casa Real Madrid, sconfitto nel derby di ieri con l’ Atletico di Simeone per 1-0, almeno a giudicare dalle parole di Cristiano Ronaldo, che vanno oltre il malcontento a caldo di una partita.

WCENTER 0XQCCHRHOF epa05183904 Real Madrid's Portuguese striker Cristiano Ronaldo reacts during the Spanish Liga Primera Division soccer match against Atletico Madrid played at Santiago Bernabeu stadium in Madrid, Spain, 27 February 2016. EPA/Ballesteros

Real Madrid’s Portuguese striker Cristiano Ronaldo reacts during the Spanish Liga Primera Division soccer match against Atletico Madrid played at Santiago Bernabeu stadium in Madrid, Spain, 27 February 2016. EPA/Ballesteros

“Se fossero tutti come me saremmo primi” ha detto Cristiano Ronaldo. “Tutti gli anni, secondo la stampa, sembra che io giochi di merda, ma i numeri e le statistiche non mentono”, ha aggiunto il portoghese. “Non voglio disprezzare nessun compagno – ha aggiunto – ma quando non ci sono i migliori è difficile vincere. A me piace giocare con Pepe, Benzema, Bale, Marcelo… Non voglio dire che Jesè, Lucas, Kovacic non sono bravi, però….”.
Non c’è che dire, un bel incoraggiamento per i nuovi, un bell’esempio da un giocatore sotto pressione dalla stampa spagnola. A volte l’ambizione si fonde alla vanità.

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In serata, il portoghese ha tenuto a precisare ai giornali spagnoli che la frase non era rivolta ai suoi compagni ma si riferiva al livello fisico. Sarà… intanto il sasso è partito e non si può nascondere la mano.
Il clima di avvicinamento alla prossima con la Roma non è proprio dei più sereni.

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