Diritti TV Champions League: pace tra Sky e Mediaset?

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato Segui
Fonte: sportincondotta.it

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Esattamente un anno fa si era creata la ‘guerra’ tra Mediaset e Sky sui diritti tv della Champions League, ma oggi si è arrivati alla pace. Il motivo? I risultati soddisfacenti delle due pay tv che non perdono ascolti (nel caso di Sky) e rilanciano il brand (nel caso di Premium).

L’INIZIO: Nel lontano 10 febbraio 2014, Premium strappò a Sky l’intero pacchetto della Champions League per i prossimi 3 anni con una cifra monstre: 717 milioni ovvero 239 a stagione, circa il 50% del periodo precedente. In cambio di questa scelta la società del Biscione rinunciò ai maggiori campionati europei (esclusa la Francia e la Scozia) , all’Europa League (punta di diamante della scorsa stagione),  ai diritti tv della Serie B e di tutte le squadre di Serie A (in tal caso ha lasciato le cosiddette “squadre Premium”, ridotte all’osso, e il canale Diretta Premium, poi ampliato a tutte le gare di Serie A). L’obiettivo chiaro di Berlusconi era quello di diminuire lo strapotere del magnate Murdoch puntando sullo spettacolo ‘più coinvolgente’ e ambizioso del panorama internazionale: in pratica puntare sulla qualità anziché sulla quantità.

OGGI: A distanza di un anno la guerra sembra aver preso la via della pace, visti i risultati soddisfacenti da entrambi le parti, anche se ancora le due società non vogliono ammetterlo.
Nel caso del colosso Sky , la situazione è rimasta stabile senza subire le gravi perdite preannunciate alla vigilia (calo di 46.000 abbonati rispetto ai 200.000 stimati all’inizio, ovvero -1% rispetto agli abbonati di un anno fa). Anzi la sorprendente Premier League di quest’anno ha attirato ancora di più le attenzioni rispetto alla massima competizione europea, grazie alla rivelazione Leicester al vertice e alla bagarre per il titolo. Da lì allora è nata l’idea di ampliare il monopolio sui diritti tv britannici , aggiungendo la Capital One Cup e la Championship, e di trasmettere le gare di qualificazioni sudamericane a Russia 2018.
Nel caso di Premium, la strada intrapresa verso gli sperati 600.00 abbonati è a metà dell’opera con un aumento infatti di 300.000 iscritti, facendo toccare quota 2 milioni di abbonati prima dell’approvazione di bilancio. Per agevolare ancor di più il flusso, la società di Berlusconi ha puntato anche al cosiddetto “Pass UEFA Champions League 2015/2016” per accattivarsi i non abbonati a un potenziale abbonamento per la prossima stagione. In tutto ciò comunque , come detto dalla consigliere amministrativa Gina Nieri, il core business è rimasta la pubblicità che è in grado di tamponare l’imponente acquisto e i problemi finanziari ultradecennali (ricordiamo che Mediaset è una società in perdita dal 2005).
In questa diatriba, ormai nella fase calante, è giusto rivelare il vero vincitore: la UEFA. Proprio l’associazione europea detentrice dei diritti tv sulle competizioni europee, si è rivelata astuta e audace attraverso il silenzio iniziale e l’incasso di introiti record (circa il triplo)  su una piattaforma che di fatto è in forte calo. Inoltre sarà in silenzio durante il processo riguardante i diritti tv di calcio indetto dall’Antitrust nei confronti delle due pay tv per il prossimo 9 marzo. La neutralità , a quanto pare, sembra essere stata l’assoluta protagonista di tutta l’intera vicenda .

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