Donadoni dal cuore d’oro. La storia di Anquilletti e della casa ipotecata

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

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Storie di gesti da ” signore” , di quelli che si vorrebbe fare a meno di raccontare o forse di quelli che si vorrebbe ascoltare più spesso in un mondo del calcio troppo preso da altre storie fatte di milioni, di super campioni patinati, di violenza e purtroppo anche di razzismo. Quella venuta fuori oggi grazie al racconto di chi avrebbe probabilmente preferito rimanere muto è una storia che conferma come il calcio, a volte, crea legami che vanno al di là del tempo, dei colori e dei ruoli. Il gesto di Roberto Donadoni, attuale tecnico del Bologna, raccontato oggi da uno dei figli di Mario Angelo Anquilletti rientra proprio tra quei gesti che meritano di essere apprezzati e divulgati. Lui, Mario Angelo Anquilletti, terzino del Milan a cavallo degli anni Sessanta con il maestro Rocco in panchina, ha “rovinato” la propria vita tradito da persone che lo hanno spinto a dilapidare quanto guadagnato al punto da lasciare in ” eredità” alla sua famiglia una casa ipotecata. Una villetta bifamiliare a Bellusco finita all’asta. Lui, il terzino che in 278 partite non ha mai preso un cartellino rosso e che con il Milan aveva vinto tutto ciò che era possibile vincere, è scomparso nel 2015 ed il debito è rimasto in dote ai suoi figli ed alla moglie Elsa. Come raccontato al Corriere della Sera dal figlio  William la famiglia Anquilletti ha cercato anche l’aiuto di Silvio Berlusconi per risanare il debito e salvare così l’abitazione.  Ma senza successo. Ad intervenire in aiuto alla famiglia Anquilletti è stato l’attuale tecnico del Bologna Roberto Donadoni che ha provveduto ad estinguere il debito.  Grazie ad amici e contatti in comune, Anquilletti ha incontrato il tecnico del Bologna e nel giro di due mesi il debito e l’ipoteca sulla casa sono stati estinti.
Le parole del figlio William : ” Ora potrò mettere la casa in vendita, con il ricavato restituirò il denaro a Roberto e col resto cercherò di ripartire. Sarà dura ma ci proveremo – ha dichiarato William Anquilletti al Corriere della Sera – . Mangiamo con la pensione di reversibilità di mia madre, non più di 600 euro. Ora per fortuna in un vecchio armadio ho trovato qualche cimelio: un paio di scarpe, tre o quattro calzini e una maglia di Swart dell’Ajax, che mio padre marcò nella finale di Madrid. Le sue? Macché, le regalava tutte, non ci pensava. Era un uomo buono, trasparente

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