Ecco finalmente il Milan targato Sinisa Mihajlovic

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

 

Milan Sinisa Mihajlovic gestures during the Italian Serie A soccer match ACF Fiorentina vs Ac Milan at Artemio Franchi stadium in Florence, Italy 23 August 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI


Il mese di gennaio è stato rivelatore di molte questioni riguardanti le squadre che si stanno dando guerra in questa entusiasmante stagione di Serie A Tim. Se per l’Inter è stato il chiaro segnale di una rosa non cosi competitiva e di un gioco che manca, se per Juventus e Napoli continua la serie positiva di vittorie (sette per i partenopei e 13 per i bianconeri, record assoluto) che regalano sorrisi e certezze, se per la Roma sembra passata la bufera in cui era caduta nel dicembre scorso, se la Fiorentina ha forse abbassato l’asticella dell’obiettivo campionato, per il Milan questo mese ha rappresentato una vera e propria rivoluzione.

Dopo la sconfitta subita in casa contro il Bologna nella 18esima giornata di campionato, nelle cinque giornate successive i rossoneri hanno totalizzato la bellezza di 11 punti sui 15 disponibili: nella 19esima il pareggio con la Roma per 1-1, nella 20esima la vittoria sulla Fiorentina per 2-0, nella 21esima il pareggio con l’Empoli per 2-2, la vittoria nel derby per 3-0 nella 22esima e, infine, la vittoria nell’ultima giornata per 2-0 ai danni del Palermo.

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Il merito di questo nuovo corso del club rossonero è da ricondurre al suo tecnico e mentore Sinisa Mihajlovic, che è riuscito in un sol mese a cambiare letteralmente la squadra, con scelte chiare e un modulo semplice, equilibrato ma efficace. Il mister serbo ha fatto definitivamente quadrato, puntando su giocatori divenuti insostituibili e soltanto pochi ballottaggi: Alex o Zapata al fianco di Romagnoli, sempre più leader della difesa rossonera, e Kucka o Bertolacci per dare una mano a Montolivo, con il primo in brillante condizione. La coppia d’attacco Bacca Niang, titolarissimi a questo punto della stagione (ma si aspetta il rientro di Jeremy Menez e Mario Balotelli), ha confezionato fino ad ora 16 gol dei 35 totali realizzati dalla squadra, 12 reti per il centravanti colombiano e 4 quelle messe a segno dal giovane talento rossonero. Il reparto arretrato ha trovato un equilibrio, garantendo cosi maggiore copertura, un minimo sindacale di sbavature, concedendo poco gli avversari.

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Ma la vera rivoluzione, se questo è il termine giusto, è stata fatta a centrocampo e in maniera silente: una squadra quadrata, con corsa e sacrificio di tutti, una squadra più corta e attenta sia alla fase offensiva che a quella difensiva. Sono i giocatori in campo che lasciano trapelare il cambio di rotta del Milan: i giocatori corrono e si aiutano gli uni con gli altri, alcuni mettono la propria esperienza al servizio dei compagni più giovani e inesperti, come Alex al fianco di Romagnoli, altri mettono la totale abnegazione nel proprio ruolo in campo, come il giapponese Honda e del giovane talento Bonaventura che non fanno altro che salire e scendere sulla propria fascia di competenza (ruolo poco congeniale soprattutto al giapponese ma, come ha chiaramente detto Sinisa, o gioca li o va in panchina).

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È ormai lontano quel Milan camaleontico e indeciso che Sinisa ha ripetutamente sconquassato nel corso della prima parte della stagione, ora le idee in casa rossonera sono più chiare che mai e a questo punto l’obiettivo Champions League non è un’eresia.

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