Esclusiva SN, Giovanni Galli: “Napoli super favorito contro il Milan, Sarri è un vincente”

Pubblicato il autore: Santo Di Vico Segui

giovanni-galliIl piatto forte del 26° turno di Serie A sarà il posticipo di lunedì 22 febbraio tra Napoli e Milan, sfida che salvo sorprese dovrebbe registrare un numero di incassi vicini o addirittura superiori al record stagionale, appartenente a Napoli – Roma, quando gli spettatori presenti al San Paolo furono 55.726. Dici Napoli – Milan e torni automaticamente nel calcio anni ’80, periodo in cui il manto erboso dell’impianto partenopeo era calcato in contemporanea da Maradona e Van Basten, Campioni con C maiuscola di un calcio che ha preso da tempo strade differenti. Il primo maggio del 1988 a difendere la porta rossonera nel match scudetto del San Paolo c’era Giovanni Galli, portiere campione del mondo in Spagna82, che ha indossato la maglia di entrambi i club protagonisti del posticipo di lunedì.
Noi di Supernews lo abbiamo incontrato per parlare del calcio di oggi, di allora e dei personaggi presenti lunedì sera in Napoli-Milan:

Sig. Galli, il Napoli si presenta all’appuntamento di lunedì con due sconfitte sulle spalle contro Juventus e Villarreal. Alla luce di ciò pensa sia opportuno ipotizzare un lieve contraccolpo psicologico, specie contro un Milan in fase di ripresa?

Beh, credo che ci siano delle possibilità di vedere un buon Milan, ma d’altra parte sono convinto che il Napoli sia la squadra più bella del nostro campionato, nonostante gli ultimi risultati. Devo dire che la sconfitta di Torino è immeritata. Bisogna soffermarsi sulla prestazione, e io allo Juventus Stadium ho visto un Napoli alla pari alla compagine bianconera, pertanto penso che l’ago della bilancia lunedì sera penderà totalmente a favore dei partenopei.

Lei ha lavorato, seppur per un brevissimo periodo, a cavallo tra il 2007 e il 2008, come D.G. dell’Hellas Verona, e ai tempi il tecnico dei gialloblu era proprio Maurizio Sarri. Era riscontrabile sin da allora il potenziale esploso poi definitivamente prima ad Empoli e poi a Napoli?

Leggi anche:  Auriemma attacca Ibra a Tiki Taka: "Andava espulso. L'infortunio? Giustizia Divina"

Credo che i risultati che si è portato dietro Sarri, che si è costruito da solo con il lavoro, lo abbiano portato alla ribalta. Nonostante non abbia il  cosiddetto phisique du role tipico dell’allenatore moderno, può vantare una concretezza e una competenza come pochi nella Serie A di oggi. Io lo seguo dai tempi della Sangiovannese, e ricordo il suo calcio spettacolare. Difficilmente ha fallito, ricordo perfettamente l’ottimo lavoro sia a Sorrento che all’Alessandria. Il calcio di Sarri è un calcio dispendioso, fatto di partecipazione. Puoi essere l’allenatore più bravo del mondo, ma se non entri nella testa e nel cuore dei tuoi giocatori non emergi e lui in questo è stato fenomenale. Ma va dato anche merito anche ai giocatori del Napoli, che hanno avuto sin da subito la predisposizione, da campioni quali sono, nell’accettare i “consigli di uno sconosciuto”. Dunque la formula vincente sta proprio nella commistione tra la voglia di apprendere dei calciatori partenopei e la conoscenza di Maurizio Sarri.

Uno dei protagonisti del Napoli di Sarri, nonché padrone delle chiavi del centrocampo partenopeo, è Jorginho, il cui approdo in Italia si deve anche a lei. Ci racconta come è andata?

Leggi anche:  Giudice Sportivo Serie A: un turno a Perin e Bakayoko

Ho un amico che ha una scuola calcio in Brasile, e spesso mi propone giovani talenti da visionare ed eventualmente lanciare in Italia. Lui mi segnalò due ragazzi, tra questi vi era Jorginho, che all’epoca aveva solo 14 anni. Era un ragazzo molto gracile, ma sin da allora si intuivano grandi potenzialità; era sempre a disposizione dei compagni, si muoveva bene, aveva un’ottima visione di gioco. Non aveva fisico, ma aveva cervello. Al che per quello che costò l’affare (25.000 euro) non ci pensai su due volte e lo portammo a Verona. In verità penso di aver fatto veramente poco, il ragazzo una volta arrivato in Italia si è messo subito al lavoro e i fatti oggi parlano per lui, anche perché di ragazzi con potenzialità a 14 anni ce ne sono tanti.

Da portiere campione del mondo in Spagna82, e da estremo difensore sia del Milan che Napoli, chi preferisce tra Reina e Donnarumma?

Leggi anche:  Dove vedere Torino-Virtus Entella Coppa Italia, streaming gratis e diretta tv Rai 2?

Da una parte c’è uno dei migliori 5 portieri al mondo, Pepe Reina; dall’altra abbiamo un prototipo di portiere che tra 5 anni potrà diventare nella top 5 mondiale. Non sarebbe giusto valutare oggi un ragazzo di 17 anni, è opportuno che faccia le proprie esperienze, ma soprattutto i propri errori. Indubbiamente il Milan e l’Italia possono ben sperare per il futuro.

Un’ultima domanda, che si distacca dalla super sfida di lunedì. Lei attualmente è DS della Lucchese, squadra di Lega Pro B che al momento oscilla a metà classifica. Vede margini di miglioramento sia nel breve che nel lungo periodo? E cosa prospetta per il proprio futuro?

Per quanto riguarda il mio futuro posso dirti che ho ancora un anno di contratto con la Lucchese. Abbiamo iniziato a lavorare l’anno scorso e siamo riusciti a salvare una squadra che navigava in cattive acque. Questo è l’anno zero, dove cercheremo di predisporre una base per il futuro. La nostra politica è orientata verso i giovani, stiamo cercando di avere una squadra per la maggior parte formata da 94-95. 

  •   
  •  
  •  
  •