Europa League: quel che non fecero i Barberini, lo fecero gli ultras

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

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Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini”, recitavano gli antichi.
Ad un anno di distanza da quando gli olandesi del Feyenoord danneggiarono la fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna, ecco gli ultras turchi a creare scompiglio nella Città Eterna.
Le bombe carta nel centro della città hanno costretto alla fuga centinaia di persone, gettando così tutti nel panico, in un momento storico in cui si deve combattere costantemente contro le ansie provocate dall’oscuro demone del terrorismo. I tifosi ( se così possiamo chiamarli) del Galatasaray, nostri ospiti per il ritorno degli ottavi di Europa League,  si sono radunati in Piazza del Popolo ed hanno lanciato alcune bombe carta. Le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, hanno scortato il gruppo fino a piazzale delle Canestre, a Villa Borghese, punto di raccolta per tutti i supporters ospiti, ma non è bastato a placare gli animi. Scene da consueta (purtroppo) guerriglia urbana. Nella zona di Ponte Milvio, si sono verificati i contatti potenzialmente più pericolosi, quelli con elementi della tifoseria laziale. Il bilancio conclusivo si chiude con due accoltellati,  numerosi arresti e tanta paura tra la gente. Tutto sommato, dicono in molti con inquietante rassegnazione, è andata bene.
Non è la prima volta che i “tifosi”  stranieri, animati dalle peggiori intenzioni, assaltano la nostrana capitale. Il 17 settembre 2014, in occasione della partita Roma-Cska di Mosca, in piazza Mancini, ci furono gravi disordini causati dagli ultras russi. Nello stesso mese, i tifosi del Legia Varsavia, prima della partita di Europa League con la Lazio, si riversarono nel centro di Roma e provarono a forzare i cancelli che regolano l’entrata dei visitatori all’Altare della Patria.
Ancora, andando indietro nel tempo, il 22 novembre 2012,  a Campo de’ Fiori, sette tifosi del Tottenham furono accoltellati in un pub, per un  vergognoso patto trasversale suggellato tra tifoserie di Roma e Lazio, a poche ore dalla famigerata partita Lazio-Tottenham. La città fece da scenario anche agli scontri tra tifosi del Manchester, ubriachi, e poliziotti, nel maggio del 2009. Un episodio che aveva avuto già un precedente nel 2007, stessi attori stessa scena, tanto che  i tabloid inglesi parlarono di una vera e propria “battaglia di Roma”.
Bizzarro Paese, il nostro.
L’ Italia si dice di essere pronta ad un possibile attacco terroristico, ma non è in grado di difendersi dai ripetuti ed ormai consolidati atti vandalici di una parte (marcia) della tifoseria straniera. Roba che se degli Italiani all’estero avessero effettuato lo stesso scempio, le autorità locali li avrebbero immediatamente spediti in carcere e sarebbe partita subito la richiesta per un risarcimento milionario.
Noi, invece, siamo diversi. Non accusiamo, semmai siamo subito pronti ad autoflagellarci  ed autoaccusarci per ogni cosa, incapaci di far valere le nostre ragioni quando ne abbiamo diritto.
E’ questo il motivo per cui  nessuno ci considera, ci teme, e, a quanto pare, ci rispetta. L’Italia sembra davvero il Paese della Cuccagna, dove ognuno è libero di fare ciò che più gli aggrada.  Bisognerebbe correggere, ed in fretta, il tiro.
Nel frattempo, si continua ad attendere l’arrivo  dei terroristi dell’Isis a Roma. Qualcuno, per smorzare la paura, ironizza da tempo che resteranno imbottigliati nel traffico del raccordo anulare, di vendittiana memoria. Forse sarà proprio così…
Ma sicuramente esso non spaventa, né mai spaventerà, i tifosi stranieri  che conoscono, da sempre, l’arcana scorciatoia.
In fondo, tutte le strade portano a Roma..

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