FALLO DA TERGO Totti contro Tutti: da Spalletti a Dzeko, la congiura per far fuori l’ottavo re di Roma

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

player-1_tottiDel caso Totti – Spalletti si sono scritti fiumi d’inchiostro, il sentore del popolo, alla fine della giostra, è che “Hanno ragione entrambi” e quindi, ovviamente, hanno torto entrambi. Succede che nella città eterna, un vecchio gladiatore affili la daga dialettica e la sguaini contro il proprio doctore (Spalletti), mentre il lanista (Pallotta) di casa Lupa osserva dal Nuovo Mondo col classico distacco del pavido sulle cose terrene. E se fosse tutta una congiura contro il Capitano, da clima di fine impero alle idi di febbraio? Gli elementi, neanche troppo nascosti, ci sono tutti:
1) Si comincia dal Tg1 che, per la prima volta nella storia della Seconda (Terza?) Repubblica, anziché, celare, mistificare, confondere, depistare, bromurizzare, riesce (involontariamente, gli sia concesso) a scatenare un dibattito nel Paese, e costringe 60milioni di allenatori a schierarsi tra conservatori (pro Totti) e progressisti (pro Spalletti). Bastava che i giornalisti del Tg1 smarrissero per un attimo la tessera della Dc per diventare giornalisti, seppur mischiando l’inutile al dilettevole, come le cose pallonare. “Tu quoque, Rai?”.
2) Il regicidio prosegue per mano di Luciano Spalletti, che qualcuno pensa di professione ballerina di burlesque anziché allenatore. Più simile a Shrek che a Hulk, osa persino pensare al bene della squadra e schiera la migliore formazione possibile, poi, per non farsi ridere dietro pure da Roberto Mancini, si sente costretto a nascondere i pastelli colorati a Totti e mandarlo a casa, prima che gli scriva sulla portiera del suv “Spalletti brutto”.
3) Ci si mette pure Edin Dzeko, fin lì con una media gol derisa persino da mister Zero Virgola (altrimenti noto ai pochi come “Pierferdinando Casini”), che contro il Palermo segna una doppietta e realizza un assist. Eppure, lo sciagurato aveva tentato di far rimpiangere il Capitano, divorandosi un gol a porta spalancata, col portiere privo di sensi, che ha spinto ad un sussulto d’orgoglio Egidio Calloni da Busto Arsizio che in un’Ansa ha affermato: «Questo lo segnavo, io».
4) Padre Tempo non coccola i propri figli come Madre Natura. Se Ella benedice, affranca dalla mediocrità ed elargisce doni ai meno mortali tra gli uomini mortali, il suo austero consorte corrompe, consuma e scava solchi sempre più marcati negli arti come nella gratitudine. La Natura ha dotato le scarpette di Totti di un talento infinito e lui lo ha portato al mondo fino alla soglia dei 40 anni, ora però il Tempo vuole che quelle scarpette restino appese al chiodo della memoria.
Quella si, eterna.

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