Gattuso:” Pisa, devi ritrovare la cattiveria”

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

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Alla vigilia di Pisa-Arezzo mister Gennaro Gattuso parla della situazione del suo Pisa dopo il mercato e le due sconfitte che hanno portato i nerazzurri a meno 9 dalla Spal capolista.
All’Arena Garibaldi la squadra di Ezio Capuano si presenta con 27 punti e in serie positiva da nove turni. Il Pisa è sempre secondo con 35 punti e sulla carta si è notevolmente rinforzato ma Gattuso ammette le difficoltà del momento: “la situazione è strana. Due sconfitte di fila non le abbiamo mai fatte e devo dire che siamo in difficoltà, non siamo brillanti e diamo la sensazione di giocare con il freno a mano tirato. Ad Ancona ho visto poco entusiasmo. La coperta è corta perché quando pressiamo alto diventiamo vulnerabili”.
 Come è cambiata la situazione dopo il mercato?:”non mi piace sentire la parola io ma voglio sentire la parola noi. La squadra con il mercato è migliorata  ma due mesi fa eravamo un gruppo. Oggi siamo più forti ma dobbiamo giocare uniti da vera squadra con il sangue agli occhi. Non si lotta su tutti i palloni. Non dobbiamo mancare su l’aspetto della cattiveria e farci rispettare maggiormente”.
Potresti cambiare qualcosa? “l’assenza di Rozzio potrebbe far ripensare alla difesa a tre ma non è detto. Il problema però non sta nel modulo o negli uomini ma in come stiamo in campo. Dobbiamo restare più corti indipendentemente dalla posizione di Lores. Quando diamo la sensazione di giocare più in avanti ci sbattiamo i denti. A volte se osi sempre non è un caso che poi vieni punito, altrimenti le lezioni dopo le sconfitte non servono nemmeno a me”.
Sul fronte aretino la partita è stata caricata a mille mentre a Pisa c’è un po’ di scoramento:” Pisa è una piazza che ha grandissima storia e non faccio cambiare io idea alla gente. Leggo poco i giornali ma capisco la gente e l’ambiente. Anche noi siamo depressi dagli ultimi risultati. Dopo Prato eravamo a tre punti e sembravamo una corazzata. Non dobbiamo perdere l’entusiasmo. Io vado per la mia strada e penso che  nel lavoro settimanale non posso dire nulla ai giocatori. Io son stato giocatore e ci son passato. Se arrivava qualcuno nuovo mi bruciava ma ora non mi piace questa roba. L’Arezzo è una buona squadra ma non è il Real Madrid. Dobbiamo comunque fare una prestazione importante per batterli. Capuano è un allenatore preparato che conosce bene la categoria”.
Dove dobbiamo migliorare sia a livello fisico sia a livello mentale? “si rischia di perdere sicurezza e diventare prevedibili ma sono sicuro che torneremo quelli di inizio stagione anche dal punto di vista fisico siamo sempre contratti. Questo ci sta e lo avevamo messo in preventivo. Possiamo fare meglio e dobbiamo fare meglio. Adesso dobbiamo trovare serenità e togliere pressione. Non è finito nulla ma oggi non dobbiamo pensare alla Spal. Il mercato è finito. Ci sono giocatori importanti che non giocano da tanto tempo ma non vogliono andare via. Di Tacchio ad esempio i sta allenando con continuità ma bisogna avere passo e continuità. Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe ma in futuro può tornarci utile. Sia i nuovi che i vecchi non si sono integrati a livello di condizione. Il gruppo all’80% è più importante del singolo giocatore. Il veleno per me significa fare le cose con il cuore e con il senso di appartenenza. Si era creato un clima familiare e non vorrei che questo venga meno.  L’unica arma è entrare in campo e far vedere di che pasta siamo fatti e voler dimostrare che ci siamo ancora. Stiamo perdendo punti in casa e ora è arrivato il momento di tornare a fare dell’Arena un fortino”.
Quanto ha pesato fare il mercato estivo all’ultimo istante? “non cerco alibi ma è ovvio che qualcosa ti cambia. Quest’anno mi è capitato di fare un mercato di riparazione che non ho mai fatto. Adesso dobbiamo recuperare i vari Tabanelli e Eusepi che hanno giocato poco nei mesi scorsi a  Cesena e Salerno. L’unico che è arrivato con i minuti nelle gambe è Avogadri. La squadra all’inizio mi aveva sorpreso favorevolmente perché nonostante tutto  dava il massimo. Dobbiamo ritrovare quello spirito. Forse anch’io sono stato meno martello. Quando hai a che fare con i ragazzini devi farti sentire mentre adesso con giocatori e uomini più maturi ho deciso di stargli meno addosso. Secondo me ne usciremo perché abbiamo tutte le componenti per farlo”.
Infine Gattuso ribadisce cosa si aspetta domani:” mi aspetto di vedere voglia di lottare e soffrire. Troveremo una squadra spensierata ma sicuramente uscirà una partita maschia. La mia squadra non può mancare sull’aspetto agonistico altrimenti io non trasmetto nulla. La cosa più brutta nello sport è sentire che manchiamo a livello caratteriale. Per come parlo con loro questa cosa non può mancare. Faccio più paura oggi da allenatore che da giocatore. Io ero io e penso che a livello tecnico non ero bravo ma ho costruito una carriera sul lavoro. Pretendo che loro devono avere amor proprio e mettersi a disposizione l’uno dell’altro”.

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