Il Carpi, la Roma, la Via Emilia e Matteo Pivotto

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

Mucchio_SelvaggioCosa hanno in comune il Carpi, la Roma, la Via Emilia e tale Matteo Pivotto da Montecchio Maggiore? Nulla, apparentemente. Tanto, in realtà. In molti (loro sfortuna) ricorderanno il nome di questo ragazzotto cresciuto nelle fila del Verona e sbarcato a Carpi nell’estate del 1995. Sotto la guida di Gianni De Biasi Pivotto diventa uno dei punti fermi di una squadra dotata di un’ottima intelaiatura che dà filo da torcere alle big del girone (memorabili resteranno i derby di quegli anni contro il Modena, che proprio qualche stagione più tardi sarà artefice di un doppio salto in Serie A grazie, manco a dirlo, a Gianni De Biasi). Nel gennaio del 1997 Sensi lo chiama alla sua corte, mettendolo a disposizione di mister Zeman, che lo butterà subito nella mischia al Friuli di Udine.

Un brusco salto di categoria, che certamente non aiuta il ragazzo e fa storcere sin da subito il naso al turbolento ambiente romano. Al termine della stagione lascerà la Capitale, destinazione Verona (stavolta sponda Chievo) prima e Lecce poi. Proprio con la maglia salentina avrà modo di punire le malelingue che all’ombra del Colosseo lo avevano etichettato come “bidone”. Nel dicembre del 1999 all’Olimpico scende, per l’appunto, il Lecce, che viene sconfitto dalla Roma di Capello per 3-2. Una delle due reti leccesi la sigla proprio Pivotto (per lui sarà l’unica marcatura con i giallorossi), grazie a un grandissimo colpo di testa. Tuttavia, suo malgrado, resta celebre tra i tifosi giallorossi come uno degli acquisti “poco riusciti” durante la presidenza Franco Sensi pre scudetto del 2001. Attualmente è assessore allo sport nel piccolo comune veneto di Montebello Vicentino.

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Così Carpi e Roma stasera incroceranno i propri destini calcistici per la prima volta sul manto verde del Braglia, che ospita le gare interne dei biancorossi, ma tra le due società esiste già un comun denominatore datato ormai oltre vent’anni.

E la Via Emilia in tutto ciò? Beh, basterebbe una breve storiografia di questa antica arteria per ricondurla al nome di Roma e al celebre passaggio di Giulio Cesare sul fiume Rubicone (Alea iacta est). Ma non è l’aspetto storico il punto su cui vogliamo battere. Lungo questa via consolare la Roma di Spalletti cerca di irrobustire la spina dorsale di una risalita che ha come obiettivo il raggiungimento del terzo posto in classifica. Dopo la vittoriosa trasferta di Reggio Emilia, infatti, è Modena a fare da palcoscenico alle gesta dei calciatori capitolini, in cerca della quarta vittoria consecutiva. L’ultima apparizione della Roma nella città della Ghirlandina (ovviamente contro la squadra cittadina) è datata 2004, con la vittoria per 1-0 griffata Francesco Totti, mentre l’ultima sconfitta al Braglia risale alla stagione 1947/1948, con i canarini che s’imposero nettamente per 3-0.

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Storicamente l’Emilia è sempre stata foriera di soddisfazioni per la Roma, ne sa bene chi ha respirato a pieni polmoni lo scudetto del 2001, quando due vittorie consecutive, a Parma e Bologna, consolidarono la consapevolezza degli uomini di Fabio Capello. Ci sarà comunque da lottare, contro un Carpi in netta ripresa nelle ultime giornate e disposto a vedere l’anima al diavolo per incamerare punti fondamentali per il raggiungimento di una salvezza che avrebbe una valenza storica.

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