Inter, impara dalla Juve! La gestione opposta di Icardi e Morata

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
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Milano e Torino, due città così vicine ma tanto lontane per abitudini e modo di vivere. La caotica città del commercio con i suoi ritmi velocissimi che non consentono pause o distrazioni da un lato e dall’altro il ritmo più standardizzato scandito dai processi industriali della città della Fiat. Velocità e pressioni continue da una parte, fiducia nel lavoro e sapiente attesa dall’altra. I due modelli di vita che differenziano Milano con Torino sembrano ricalcare in tutto e per tutto anche le diversità di gestione sportiva attuata dalle due società di calcio delle città, Inter e Juventus. Caso emblematico di come una identica situazione sia stata affrontata in maniera differente da nerazzurri e bianconeri, con esiti puntualmente differenti. Parliamo dei “casi”  Icardi e Morata, due bomber di razza caduti in uno stato di “depressione” sportiva che è stata affrontata e risolta (almeno in un caso) attraverso strategie di recupero differenti. L’anamnesi dei malesseri di Icardi e Morata è simile. Due goleador in crisi, il gol che manca, le prestazioni che non sono all’altezza dei loro nomi e di quanto fatto vedere da entrambi nella scorsa stagione. Questo malessere si trasforma con il tempo quasi in insofferenza provocando nelle società d’appartenenza dei due giocatori opposte risposte. Nell’Inter che comunque vola in classifica anche senza l’apporto di Icardi  le prestazioni sottotono dell’argentino vengono spesso criticate dallo stesso allenatore dei nerazzurri Mancini che con l’argentino usa più il bastone che la carote suscitando le reazioni verbali dell’attaccante che più volte si è lamentato del gioco espresso dalla squadra. Il tutto dato in pasto ai media che continuano a sottolineare i difficili rapporti di Maurito con parte dell’ambiente interista.  Con sullo sfondo le continue voci di mercato che più volte danno Icardi vicino alla rottura con l’Inter. La cura ai ” mali ” di Icardi scelta dall’Inter ecco che si è manifestata domenica in occasione del derby contro il Milan. Mancini lascia fuori l’argentino, che in panchina tutt’altro è sembrato che felice, prima di metterlo in campo nell’ultima mezzora con i risultati ormai da tutti conosciuti. Ed una classifica che, Icardi o non Icardi, è diventata adesso poco “esaltante”.

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Molto più efficace è stata invece la cura della Juventus che ha  accompagnato, sostenendolo, Morata nei momenti difficili vissuti ad inizio stagione con il risultato di aver ritrovato da qualche settimana il giocatore in grado di fare la differenza. La crisi dello spagnolo inizia quando la Juventus si ritrova quasi all’ultimo posto in classifica. Una situazione che avrebbe permesso con facilità alla società di additare colpe  e responsabilità agli stessi giocatori, specialmente a chi la davanti non riusciva più a mettere un pallone dentro la porta avversaria. Così invece non è stato. Morata è finito si in panchina ma nei suoi confronti sono state sempre usate parole di fiducia da parte dell’allenatore, impegnato in prima linea da buon infermiere a guidare e sostenere la ripresa dell’attaccante spagnolo. E così in una Juventus che piano piano si rialzava dopo l’inizio di stagione disastroso Morata è stato spesso spettatore senza però mai alzare i toni o criticare le scelte dell’allenatore. Fino a quando lui stesso ha saputo ripagare al meglio questa fiducia tacita che ha riposto in lui la società bianconera. Quattro gol in due partite e la consapevolezza di essere ritornato ad avere un ruolo di prim’ordine nella Juventus. Senza isterismi o dichiarazioni al vetriolo ma solo con la pazienza ed il buon senso. Di società e giocatore…

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