Inter quasi pazza

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

NAPLES, ITALY - NOVEMBER 22:  Roberto Mancini the coach of Manchester City FC reacts during the UEFA Champions League Group A match between SSC Napoli and Manchester City FC at Stadio San Paolo on November 22, 2011 in Naples, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

NAPLES, ITALY – NOVEMBER 22: Roberto Mancini the coach of Manchester City FC reacts during the UEFA Champions League Group A match between SSC Napoli and Manchester City FC at Stadio San Paolo on November 22, 2011 in Naples, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)


Cosa mai penserà veramente Roberto Mancini delle sue scelte di mercato e del gioco della squadra che ne è la diretta conseguenza? Abbiamo pensato di fare un elenco dei giocatori presi, del loro costo e del loro ingaggio, e anche dell’ingaggio dello staff tecnico, ma adesso sarebbe ingeneroso e non costruttivo. E poi l’Inter è questa, prendere o lasciare: pochi anni fa realizzava il triplete, poi arrivederci, di nuovo girandola di allenatori e giocatori fino al clamoroso passaggio di società a favore dello sconosciuto Thohir, che rimane ancora oggi un oggetto misterioso.
Tornando a ciò che pensa il Mancio, siamo convinti che non si arrenderà, non tanto per i soldi in ballo, quanto per il suo carattere determinato. La partita di oggi è lo specchio della sua Inter: un primo tempo giocato male, senza una intelligente e veloce regia, e un secondo tempo aggressivo nell’attaccare gli spazi attraverso le giocate individuali in velocità degli attaccanti, di Palacio, Eder e Icardi; non essendoci a centrocampo un regista, uno, per così dire, che pensa veloce, gli attaccanti devono fare da soli e oggi hanno fatto bene. Meno la difesa colpevole di aver preso tre gol su tre azioni del Verona, che comunque non ha rubato nulla e si porta a casa un punto prezioso.
Mancini ha vinto molto come giocatore e come allenatore ma è stato ed è un po’ sottovalutato. Vero è che si sa muovere molto bene, nonostante non sia amatissimo dalla critica, visto che ha allenato e allena i club migliori, ai quali sempre fa spendere tantissimo; ciò che colpisce però non è quanto fa spendere, perché questo vale un po’ per tutti e il discorso sarebbe ora troppo lungo da affrontare, ma come. Lui che era un giocatore di estrema classe, che non faceva del fisico la sua arma, adesso fa comprare alla società solo giocatori di due metri, fortissimi a interdire e, credo almeno nei suoi intenti, veloci a ripartire. Basta dare una occhiata alla rosa dell’Inter e delle altre squadre da lui allenate che la conferma di quanto detto è facile da verificare. Con il Verona, nel secondo tempo, la palla veniva girata didascalicamente sui due laterali Nagatomo e Telles, altrimenti dai difensori direttamente agli attaccanti che cercavano di fare gol partendo palla al piede da centrocampo. Questo oggi, ma anche nelle altre partite, e allora perché l’acquisto di Eder e non di un regista? Anche l’attacco non era brillante, ma il numero degli attaccanti lo è e quindi bastava saperli aspettare.
Adesso l’Inter paradossalmente dovrà affidarsi a Macini, alla sua esperienza, e alla sua idea di gioco. La classifica è corta e è ancora tutto possibile. I soldi della Champion l’Inter non può perderli, almeno da quanto leggiamo continuamente, ma a noi interessa soprattutto vedere giocare una squadra, che si muove da squadra. E Maurito Icardi sempre in campo…

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