La maledizione di Sanremo colpisce Juventus – Napoli, la partita non decolla

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

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E’ accaduto qualcosa di eroico: mentre stava andando in onda Juventus-Napoli  (la madre di tutte le partite), il nostro personalissimo Superbowl, ed in quel di Napoli le celebri Catacombe di San Gennaro venivano tinte d’azzurro per sostenere la squadra di Sarri, con un gesto simbolico e che sicuramente  susciterà ancora numerose polemiche, l’ultimo tabù della televisione nazionalpopolare veniva infranto, al grido “Sanremo non è più Sanremo”. Intanto in quel di Torino, cresceva l’emozione per  una partita che prometteva di regalare uno spettacolo memorabile.
Allegri era arrivato da 14 vittorie, record societario, ma anche Mr. Sarri, con 8 vittorie, era ad un passo dal traguardo  di un ufficio con poltrona in pelle umana. I fatti di ieri hanno allontanato l’allenatore del Napoli da questo sogno, accrescendo invece le ambizioni di Allegri.
Partita difficile da pronosticare, quella di ieri. La Juventus doveva essere un pugile capace di martellare ai fianchi gli avversari, il  Napoli come un vampiro che avrebbe dovuto mordere al collo. La tensione era alle stelle anche grazie ad un certo tam tam mediatico.
Proprio come la kermesse canterina, la settimana che ha preceduto il big match  è stata ricca di eventi. Accuse, sospetti e dichiarazioni al veleno.
Ci mancava solo la cospirazione aliena (Carlo Conti avrebbe sicuramente apprezzato la colonna sonora di X-Files). Paradossalmente, a parlare sono stati  tutti tranne i diritti interessati : si sono sprecati i commenti inopportuni di giornalisti, ex calciatori, esponenti di altri sport, improbabili  opinionisti di un certo livello.
Sembrava proprio che, parafrasando una vecchia canzone di Patti Smith, Juventus-Napoli avesse il vero potere, con tanti saluti al povero Carlo Conti, messo alla gogna mediatica dopo quel suo candido <<registratevi Juventus-Napoli e guardate il festival>>, decisamente apprezzato da Trieste in giù. Per una volta eravamo tutti d’accordo ed il mondo sembrava già  un posto migliore.
Anche Rai International aveva sentenziato, con una decisione storica: il pallone in diretta, il Festival canoro dopo.
Ed invece, il mostro sacro ha avuto la meglio, ancora una volta.
Dopo più di venti minuti, la partita non era ancora riuscita a prendere il volo, troppo cerebrale e fredda l’azione in campo.
Alla fine, ha vinto la Juventus sul Napoli per 1-0, grazie al velenoso  artiglio di Zaza  giunto quasi al termine di una partita non particolarmente  bella e neppure memorabile.
Ieri abbiamo assistito al classico schema dove i giocatori  pensano prima a difendere, poi ad attaccare.
La serata finale del Festival di Sanremo 2016, che ha visto gli Stadio vincitori, è stata un successo dal punto di vista degli ascolti televisivi, con il 52.52% di share. Questo significa che la partita di cui si è  tanto discusso per tutta la settimana, non ha condizionato  minimamente gli ascolti del Festival che si riprende, così, la sua beffarda rivincita.
Si racconta che al momento del naufragio, il Titanic trasportava oltre a 2200 passeggeri, numerose quantità di viveri di ogni genere, anche una mummia egiziana che apparteneva alla collezione inglese di Lord Canterville, che la stava trasportando a New York per una mostra. Era una mummia di una veggente, ricoperta da numerosi amuleti, tra i quali uno raffigurante il dio Osiride, con la seguente iscrizione: <<Svegliati dal sonno in cui sei piombata; lo sguardo dei tuoi occhi trionferà su tutto quello che viene intrapreso contro di te>>.
Gli occhi di Sanremo hanno avuto la meglio e la maledizione continua, più forte di prima..
Il calcio italiano non è riuscito ad infrangere l’ultimo tabù  inviolabile.
Peccato, perché ci aveva provato davvero.
Suonala ancora Sam!

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