Lazio nelle scuole, Felipe Anderson: “Contento di giocare nella Lazio”

Pubblicato il autore: Linda Borgioni Segui

lazio, felipe anderson
La Lazio prosegue il suo tour nelle scuole incontrando oggi i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Grazia Deledda. La delegazione biancoceleste, composta da Gentiletti, Milinkovic e F. Anderson, si è recata questa mattina nella scuola romana per rispondere alle domande degli alunni. Il primo a farsi avanti e a prendere la parola è Felipe Anderson, al quale viene chiesto come è essere famosi ed ecco cosa risponde: “Una cosa bella, vuol dire che il tuo lavoro è riconosciuto e che stai facendo una cosa importante”. Poi è il difensore argentino a intervenire: “Quando vinciamo una partita c’è sempre soddisfazione. È bello fare bene nel weekend quello che proviamo per tutta la settimana. Quando ho giocato la prima volta all’Olimpico ero molto emozionato, è una sensazione difficile da spiegare. Mi succede sempre quando c’è una partita importante”. A Gentiletti viene anche fatta una domanda particolare, perché ha scelto il calcio: “Giocare a calcio è un desiderio che uno sente dentro da piccolo”, risponde il centrale. La stessa domanda viene fatta a Felipe Anderson: “Mia madre dice che quando ero nella pancia già davo i calci. A 5-6 anni ero sempre con il pallone, già da piccolo ero innamorato del calcio”.

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Come era facile immaginare, è il talentuoso numero dieci biancoceleste il più richiesto dai bambini: “Nello sport capita di perdere una partita, ma bisogna subito cercare nuove motivazioni, non si deve mai abbassare la testa. Giocando a calcio si conosce tutto il mondo, c’è un lato bello e uno brutto. Sei sempre lontano dalla famiglia ma ad esempio conosci città belle come Roma. Mi piace giocare nella Lazio, quando ho avuto la possibilità di venire qua non ci ho pensato molto. Già seguivo la squadra, sono molto contento di giocare nella Lazio”, risponde il brasiliano. Poi la palla torna a Gentiletti, che deve rispondere alla domanda di un bambino tifoso della Roma: “Cosa ho provato a perdere il derby 2-0? Una sensazione bruttissima, perdere il derby non è mai bello”.

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Poi, il microfono torna a Felipe Anderson, che prova a spiegare come si diventa campioni: “Ci doveva essere Miro per rispondere. Bisogna soffrire tanto, fare cose diverse dagli altri, fare ogni giorno meglio. Solo così si può diventare un campione”. Dal giovane pubblico arriva poi una domanda insolita: “Come facciamo a vincere sempre contro la Fiorentina? Da quando sono arrivato abbiamo quasi sempre vinto, alla mia prima partita all’Olimpico abbiamo pareggiato. È bello vincere contro squadre forti. Cerchiamo sempre di dare il nostro meglio. Quando non riesci a giocare bene ci sono i calciatori più esperti che ti motivano. Ognuno deve essere consapevole di fare un lavoro importante”, risponde Felipe Anderson. Prende parola anche Milinkovic-Savic, al quale viene chiesto se ha voglia di giocare anche il prossimo anno in Europa. “Il mio obiettivo è quello di giocare la Champions League, mi alleno e cerco di fare di tutto per riuscirci”. La delegazione biancoceleste viene poi interpellata sulla questione stadio vuoto e a risponde è Manzini: “I giocatori non lo dicono quanto è difficile giocare senza tifosi, ma tra di noi lo diciamo tutti i giorni. In ogni caso non ho mai trovato una squadra che si identifichi così profondamente con la sua tifoseria. È un tutt’uno, nulla può incrinare questa cosa. La Lazio e il suo pubblico dovrebbero essere al di sopra di ogni interesse”. Parole sagge, quelle del team manager della Lazio, e la speranza è che veramente il pubblico biancoceleste possa tornare a tifare per la sua squadra. Certo, un aiutino da parte della stessa squadra non guasterebbe.

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