L’Europa ci riporta sulla terra. Italia, meno parole e più fatti!

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
logo-uefa-europa-leagueLa tre giorni europea ha lasciato in eredità il solito, forse dimenticato, brutto giudizio sul calcio italiano. Cinque gol fatti, due subiti, due sconfitte e due pareggi. E le altrettante solite chiacchiere da italiani su rigori non dati, arbitraggi scadenti e su tanti ” vorrei ma non posso”. Le gare d’andata degli ottavi di finale di Champions League ed Europa League hanno messo in mostra i limiti del calcio italiano che non saputo, anche contro avversari di calibro non eccezionale, portare a casa alcuna vittoria in quattro sfide europee disputate. Ancora una volta l’Italia stecca la prova di maturità per assumere quella dimensione europa che da tempo manca al calcio italico. E  se la Roma può avere l’attenuante di avere giocato contro una squadra storicamente, ed attualmente, tra le più  forti d’Europa per le italiane impegnate in Europa League stessa giustificazione non regge.  La magra figura fatta dal Napoli in Spagna è testimone di come sia lontana per il calcio italiano la possibilità di ritornare a dominare in Europa come accadeva nei decenni scorsi. A completare l’opera ci sono stati i pareggi di Lazio e Fiorentina contro formazioni che vivono stati di forma differenti, con gli inglesi in lizza per la vittoria della Premier ed i turchi invece in difficoltà in patria, ma che avrebbero potuto essere affrontate con piglio e determinazione differenti. A chiudere il bilancio di questa ” campagna” europea ci sono state anche le solite chiacchiere tipiche del calcio italiano sugli arbitraggi. Se martedì a lamentarsi era stata la Roma giovedì è toccato al Napoli lagnarsi per alcune decisione dell’arbitro.  E così mentre le altre squadre portavano a casa vittorie e risultati concreti le italiane hanno dato ancora una volta dimostrazione che le parole spesso vengono utilizzate per oscurare limiti e difficoltà tecniche.
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