Mancini amareggiato: “Non si possono subire tre gol cosi”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Regna ancora grande amarezza in casa Inter e le parole di Roberto Mancini rilasciate ai microfoni Mediaset nel dopo gara sono lo specchio di tutto l’ambiente nerazzurro. Un pareggio per 3-3, raggiunto in rimonta contro l’Hellas Verona di Luigi Del Neri (che la giornata scorsa ha vinto la sua prima partita del campionato), ultimo in classifica. Mancini subito mette le carte in tavola: “Abbiamo subito tre gol su tre calci d’angolo che sono state le uniche occasioni create dai nostri avversari durante tutta la partita: queste sono grandi disattenzioni e si pagano, sono stati due punti buttati. Quando subisci tre reti cosi la partita poi si fa dura da raddrizzare, ma la reazione c’è stata e per fortuna l’abbiamo rimessa in piedi, anche perché già l’approccio all’inizio era stato molto buono: peccato perché abbiamo fatto un’ottima partita”.

Delusione in casa nerazzurra, deluso il tecnico e i giocatori, delusa la società e l’ex capitano Javier Zanetti, impietrito in tribuna d’onore mentre assisteva alla débâcle sfiorata da questa pazza Inter, ma pazza solo a metà. Qualcosa si sarà pure salvato, pensa tra se e se il tecnico, e stando alle sue parole la partita è stata condizionata da episodi, cui il Mancio da troppo tempo ormai non riesce proprio a darsi pace, nascondendo per l’ennesima volta dei limiti usciti ormai allo scoperto, il soito copione direbbe qualcuno: “Non si possono subire tre gol cosi. Abbiamo dormito: su terzo gol Brozovic nemmeno salta. Però non credo che la squadra abbia giocato senza grinta. Dobbiamo cercare di migliorare, facciamo errori che fino ad un certo punto della stagione non commettevamo, in settimana ci sarà da lavorare molto sui calci piazzati”.

Oggi nella gara delle 12.30, si è rivisto in mezzo al campo anche Felipe Melo, il brasiliano che una ne pensa e cento ne fa: “Può fare sicuramente di più”. Per ultimo, la prossima gara di domenica contro la Fiorentina, l’importante scontro per agguantare la zona Champions League: “Ce la giocheremo fino in fondo, abbiamo perso dei punti ma magari riusciremo ad infilare un filotto di 5 o 6 vittorie consecutive”.

Insomma, Mancini in questa stagione ha deciso di vestire i panni dell’antagonista, dell’antieroe, di quello che se la prende con tutto e tutti senza freni, calcando la mano su errori arbitrali e episodi di gara. Arriverà prima o poi una sorta di mea culpa del tecnico di Jesi che, fino ad ora, non ha ammesso nessun errore da parte sua. E forse sono proprio i tifosi interisti che non aspettano altro che sentirsi dire dal proprio condottiero “non sono il vostro eroe, sono l’antieroe”.

Ma ciò che è mancato di più nell’ultimo disastroso mese nerazzurro è stata una risposta ferma da parte del presidente e della società nei confronti di tutto quello che è successo: la squadra ha collezionato 9 punti nelle ultime otto partite, ha attraversato guai di spogliatoio (che sono la norma nel calcio, ma su cui i giornali calcano la mano) e quant’altro senza che si fosse mai sentita la voce ferma e autoritaria della società, poco presente e poco forte gestionalmente parlando. Il guaio è stato quello di affidare troppa parte al Mancio, come è uso in Inghilterra, ma qui siamo in Italia e le cose vanno diversamente.

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