Milan, il coraggio dell’onestà. Perotti ed il Faraone si fanno rimpiangere

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
mercato milanI sogni son desideri e quando poi vengono realizzati da altri si trasformano spesso in rimpianti. E’ questa la sensazione che alberga nell’animo di molti tifosi del Milan alla luce di quanto sta accadendo nelle ultime settimane a qualche giocatore passato dalla formazione rossonera o che è stato vicino a vestirla la maglia del Milan ma che poi hanno preso strade diverse. Il desiderio di vedere in campo a San Siro Diego Perotti ed il sogno di rivedere Stephan El Shaarawy con la maglia del Milan, entrambi vicinissimi dall’essere esauditi nelle settimane scorse, si è trasformato in vero e proprio rimpianto alla luce delle prestazioni dei due giocatori finiti entrambi alla corte di Luciano Spalletti, a Roma. E così mentre il Milan si barcamena tra scelte tattiche discutibili ( Kucka ieri impiegato sulla sinistra….)  la Roma può gongolare per aver nuovamente battuto i rossoneri sul piano delle scelte di mercato. In estate Romagnoli e Bertolacci, pagati a peso d’oro dal Milan, in inverno Perotti ed El Sharaawy, finiti a Roma con buona pace di Galliani e Mihajlovic. Le prestazioni dei due neo giocatori giallorossi hanno consentito alla Roma di rilanciarsi in campionato con due vittorie consecutive che hanno fatto riavvicinare la formazione capitolina la terzo posto.  Sul fronte Milan, invece, il non aver voluto e saputo ( nel primo caso El Sharaawy, nel secondo Perotti)  prendere i due giocatori rappresenta un chiaro rimpianto che potrebbe rivelarsi fondamentale per il proseguo della stagione rossonera. D’altra parte il modulo scelto da Mihajlovic contempla la presenza in campo di due ali abili nell’uno contro uno e con la propensione al sacrificio, cosa che sia il giovane azzurro che l’argentino riescono bene a garantire. Nell’attuale rosa del Milan, invece, gli esterni sono tutti degli ” adattati” , da Boateng ad Honda, da Kucka a Bonaventura…. Ancora una volta, quindi la convinzione che la rosa del Milan sia perfettamente conforme alle esigenze tattiche del tecnico serbo rappresenta uno specchietto per le allodole per camuffare scelte di mercato non pienamente condivisibili e necessarie al gioco del Milan. La presenza di numerosi centrocampisti centrali in rosa ( con i vari Jose Mauri, Poli , De Jong, fino a poche settimane fa, chiaramente fuori dal progetto rossonero ) rappresenta un eccesso di fronte alle reali necessità della rosa milanista che a gennaio avrebbe dovuto essere rinforzata attraverso alcuni innesti ad hoc ed in particolare sugli esterni. El Sharaawy sarebbe stato un rinforzo a costo zero mentre per Perotti l’ ” impegno” economico, visti anche i rapporti con il presidente del Genoa, non sarebbe stato proibitivo per le casse del Milan. Invece si è deciso di non fare alcuna operazione in entrata, ad eccezione dell’arrivo di Boateng senza esborso economico,  sperando che le bollicine fatte dal Milan nelle ultime uscite siano champagne e non acqua minerale. Il risultato,  emerso anche nella gara di ieri contro l’Udinese, è che questo Milan difficilmente diventerà una squadra da primi tre posti in classifica per il fatto che non ha una grandissima rotazione in panchina e tanti doppioni che difficilmente riuscirebbero a fare meglio di chi invece è in campo.
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