Milan, Silvio pensaci bene, Mihajlovic merita la conferma

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

sinisa-berlusconiMihajlovic sì Mihajlovic no, a Milanello e dintorni si fa un gran parlare del futuro dell’attuale allenatore del Milan, anche perché il primo ad avere dubbi sul tecnico serbo è proprio il presidente Silvio Berlusconi. In occasione dei festeggiamenti dei 30 anni di presidenza del Milan Berlusconi non ha mancato di mandare qualche stilettata al proprio allenatore. D’altronde nella sua storia al massimo dirigente milanista è sempre piaciuto pizzicare a più riprese i suoi mister per stimolarne il rendimento. L’attuale sesto posto e una possibile finale di Coppa Italia da conquistare non è esattamente quello che si aspettavano i vertici rossoneri, dopo gli investimenti effettuati in estate, ma i miglioramenti rispetto al scorso anno e alle prime giornate di campionato sono evidenti. Mihajlovic inizialmente ha commesso l’errore di approcciarsi con un po’ troppa superbia con l’ambiente rossonero, a partire dalla scelta del modulo , quel 4-3-1-2 che è stato riposto in soffitta dopo le che il Milan ha perso 4 delle prime 7 partite di campionato. All’indomani dello 0 -4 con il Napoli è cominciato il grande lavoro di Mihajlovic che si è reso conto di avere una squadra con poca qualità tecnica,soprattutto in mezzo al campo. Il 4-4-2 è uno schieramento tattico solido, che  trova il suo sfogo offensivo sulle fasce, con Honda e Bonaventura preziosissimi , il giapponese non sarà un fenomeno ma non sbaglia mai un movimento, mentre l’ex atalantino contribuisce in modo vitale con gol e assist. Non è un caso che Montolivo sia diventato un riferimento fondamentale in mezzo al campo, l’ex viola non avrà i lanci illuminanti  di Rivera o di Pirlo , ma se è il miglior recuperatore di palloni d’Europa un motivo ci sarà. Mihajlovic ha dovuto poi fare i conti con il perdurare dell’assenza dei suoi attaccanti, il serbo da novembre in poi ha potuto fare affidamento praticamente soltanto su Bacca e Niang, i due hanno risposto più che egregiamente, realizzando 19 reti in campionato. Il reparto offensivo non ha praticamente alternative, visto la latitanza di Luiz Adriano dopo il caso Cina e le forma fisica precaria dei vari Balotelli, Boateng e Menez.
Il lavoro di Mihajlovic su l reparto difensivo è evidente, Alex sta disputando un’ottima stagione, Romagnoli sta giustificando i 25 milioni spesi per lui. Anche gente come Zapata è stata rivitalizzata da Sinisa, come confermano le prestazioni del colombiano, in scadenza di contratto, contro Palermo e soprattutto Napoli.
La stagione del Milan non si può dire ancora positiva, ma restano ancora 12 partite e una Coppa Italia da conquistare, cacciare anche Mihajlovic vorrebbe dire ricominciare da zero per il terzo anno consecutivo, una cosa non da grande Milan, ma neanche da Milan normale. Quello che deve capire Berlusconi che senza investimenti notevoli il suo Milan è una squadra normale, con pregi e difetti e al di là di come finirà la stagione, Mihajlovic merita la riconferma, lo dimostra l’attaccamento dei giocatori del Milan scendono in campo ogni domenica uniti per il loro allenatore.

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