Mourinho dixit: “Ho bisogno di competizione, ogni settimana”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Fermi tutti, parla Jose Mourinho. Lo Special One finalmente rompe il silenzio delle ultime settimane, dopo il disastroso inizio di stagione con il Chelsea (almeno nella Premier League inglese, confinando la squadra nelle ultime posizioni della classifica), e rilascia un’intervista al Mail on Sunday, edizione domenicale del più famoso Daily Mail. Mourinho, parlando del suo momento professionale, ammette: “Se in questo momento sono contento? No, non lo sono per niente e non lo sarò fin quando non sarò tornato nel mio habitat naturale, la panchina. Posso avere la mia famiglia e la mia vita tranquilla, ma per essere davvero felice ho bisogno del calcio. Ora non ho un lavoro ed ho davvero bisogno di nuove sfide”.

Parole ferme e precise quelle del tecnico che, senza se e senza ma, afferma il bisogno di poter di nuovo ritornare a bordo campo ad allenare, il suo mestiere: “Non è un dramma. Di sicuro tornerò ad allenare presto. Ma come famiglia, la nostra casa rimarrà a Londra. I miei figli sono ormai grandi e hanno bisogno di stabilità”.

Una carriera strepitosa per il tecnico portoghese, negli ultimi giorni accostato alla panchina di un altro club inglese, il Manchester United, viste le ultime uscite degli uomini di Van Gaal: “In questo momento non so dove mi porterà il calcio, perché nel calcio non si sa mai. Io ho provato il calcio inglese, spagnolo e italiano in tre top club del mondo. Io dico sempre che ho bisogno di competizione, ogni settimana. Non mi diverto a non lavorare”. Uomo che vive di sfide quotidiano lo Special One, uno che ha bisogno sempre di un avversario, di essere catapultato in nuove sfide, sempre più difficili, sempre da Special One.

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Parla e fa parlare di sé, sempre e comunque, purché se ne parli, un guru della comunicazione, un motivatore unico e un vincente, un uomo da cui non ti aspetteresti una dichiarazione come questa: “Spesso per il mio lavoro la gente pensa che io non sia una persona umile. Ma è falso. Io lo sono. E molto! Sono sempre pronto a imparare dalle persone che ne sanno più di me. Vivo in un mondo competitivo. Nel calcio nessuno vuole perdere. Vinci una volta e vuoi farlo una seconda, una terza volta. Quando uno è stanco se ne può stare a casa. E lasciare il tuo posto a un altro. Ma io non sono stanco”.

Jose Mourinho sa cosa vuole e lo vuole subito: tornare ad allenare il prima possibile, far parlare di sé e della squadra che allena, vincere soffrendo o meno, l’importante è vincere, anzi l’unica cosa che conta. Con l’ufficializzazione del contratto che vedrà Zinedine Zidane sulla panchina del Real Madrid fino a giugno 2018, le panchine ormai certe di Bayer Monaco e Manchester City, rimane solo una destinazione per lo Special One, e questo è il Manchester sponda United. Una destinazione più che possibile, visto la conferma della stampa inglese e soprattutto di The Sun, che ricostruisce l’ultimo periodo del tecnico dopo l’esonero dal Chelsea nel dicembre scorso. Insomma, far parlare di sé è il suo principale mestiere e sentire parlare di umiltà dimostra la grande capacità di questo comunicatore.

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