Operazione Dirty Soccer: le prime sentenze

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Sergio Artico ha ufficializzato la propria sentenza relativa al procedimento istruito dalla Procura Federale sulla base dell’attività istruttoria avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro nell’ambito dell’operazione Dirty Soccer.

Il Tribunale ha inflitto punti di penalizzazione da scontarsi nella corrente stagione sportiva nei confronti di 12 società: Akragas (3), Aurora Pro Patria (7), Comprensorio Montalto (6), Frattese (1), L’Aquila (13), Neapolis (22), Puteolana (4), Santarcangelo (6), Savona (2), Sorrento (4), Sef Torres (4) e Vigor Lamezia (2). Sono state, invece prosciolte le società Aversa Normanna, Cremonese, Due Torri, Fidelis Andria, Grosseto, Livorno, Monopoli, Pavia, Prato, Scafatese, Tuttocuoio e San Miniato. Sono state inoltre comminate ammende nei confronti di società e inibizioni e squalifiche nei confronti dei singoli tesserati.

Comminate, inoltre, sanzioni ai tesserati: Felice Bellini, inibito a svolgere qualsiasi attività nell’ambito della FIGC per 9 mesi e ammenda di 10.000 euro; Domenico Giampà, squalificato per 6 mesi e un’ammenda di 30.000 euro; Pietro Iannazzo inibito a svolgere qualsiasi attività nell’ambito della FIGC di 3 anni e 6 mesi e ammenda di 50.000 euro; Fabrizio Maglia, inibito a svolgere qualsiasi attività nell’ambito della FIGC per 6 mesi e ammenda di 10.000 euro; Armando Ortoli, inibito a svolgere qualsiasi attività nell’ambito della FIGC per 6 mesi e ammenda di 30.000 euro.

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Questi sono solo alcuni stralci della sentenza che ha scosso il mondo del calcio. Centotto anni e tre mesi di squalifica o inibizione, 74 punti di penalizzazione, 1.430.900 euro di ammenda. Ecco i numeri dell’operazione Dirty Soccer, almeno in primo grado. Le sentenze del Tribunale Federale Nazionale tengono in piedi gran parte dell’impianto accusatorio costruito dalla Procura Federale, sulla base degli atti forniti dalla Procura di Catanzaro, confermando la maggior parte dei deferimenti: 38 tesserati condannati, 11 prosciolti; 17 società sanzionate, di cui 11 con punti e 6 on ammenda, e 11 prosciolte.

Altre sentenze riguardano: Ascari, agente, 3 anni di inibizione e 50.000 euro di ammenda; Astarita (Akragas) 6 anni e 60.000 euro; Bellini (consulente) 9 mesi e 10.000 euro; Califano (Monza) 6 mesi e 30.000 euro; Caserta (Juve Stabia) 6 mesi e 30.000 euro; Ciardi (Santarcangelo) 5 anni e 9 mesi con preclusione e 65.000 euro; Ciccarone (Neapolis) 10 anni e 6 mesi e 85.000 euro; Condò (Barletta) 3 anni e 6 mesi di inibizione e 30.000 euro di ammenda; Corda (Barletta) 3 mesi di inibizione da qualsiasi attività legata alla FIGC; Di Lauro (tecnico) 3 anni e 11 mesi e 50.000 euro di ammenda; Di Napoli (Savona) 4 anni e 35.000 euro; Di Nicola (L’Aquila) 5 anni di inibizione e 100.000 euro di ammenda; Giampà (Catanzaro) 6 mesi e 30.000 euro; Izzo (Puteolana) 1 anno e 8 mesi; Melillo (Pro Patria) 3 anni e 6 mesi e 50.000 euro di ammenda. La lista è lunga, e riporta nomi e società di tutta italia e di tutte le categoria, ma per ora basta.

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L’ennesima operazione di ripulitura di un mondo, quello del calcio, purtroppo, sempre più invischiato in qualcosa che non gli appartiene. Troppi soldi e troppi interessi minano quello che di buono e genuino uno sport come il calcio ha in sé. Troppe personalità che nulla hanno a che fare con questo mondo rischiano di prendere troppo potere e rovinare quello che è da tutti considerato lo sport più bello al mondo. La consolazione, magra seppur presente, è la scelta da parte del Tribunale federale di usare la politica del pugno duro, senza fare sconti a nessuno.

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