Oscar a Morricone, il compositore romano e romanista: ecco i complimenti del club capitolino

Pubblicato il autore: Veronica Sgaramella Segui

Oscar a Morricone
Mentre ieri in tarda serata nella capitale il buio era ormai calato già da diverse ore, ad Hollywood stava per andare in scena l’attesissima ottantottesima cerimonia degli Oscar. A rappresentare l’Italia in generale e più nel particolare Roma, i romani e i romanisti c’era il noto musicista e compositore trasteverino. L’Oscar a Morricone, assegnatogli per la colonna sonora realizzata per The Hateful Eight di Tarantino, rappresenta dunque per i tifosi giallorossi proprio come per gli italiani appassionati di cinema, un doppio motivo d’orgoglio.

In passato, Ennio Morricone aveva già ricevuto ben cinque nomination da parte dell’Academy: la prima, risale a ben trentasette anni fa, quando il musicista venne candidato all’Oscar per I giorni del cielo. In seguito fu la volta di Mission, de Gli Intoccabili, di Bugsy e poi di Malena. Tra il 1979 e il 2001 il compositore ha dunque più volte sfiorato la conquista dell’ambita statuetta dorata, fino a quando nel 2007 ricevette dalle mani di Clint Eastwood, il Premio Oscar onorario alla carriera, alla luce del suo «magnifico contribuito all’arte della musica da film».

Appena tre giorni fa, Morricone ha guadagnato un altro importante riconoscimento come quello della celebre stella, riservata appunto alle Star più importanti lungo la Hollywood Walk of Fame. La numero 2574 targata Ennio Morricone, è l’ennesima riprova del grande e grandioso lavoro effettuato nel campo musicale dal compositore di Trastevere. In realtà già la scorsa cerimonia dei Golden Globe, celebratasi il 10 gennaio a Berverly Hills, lasciava presagire la probabile vittoria del Maestro anche agli Oscar 2016. All’occasione più ghiotta che precede la serata d’oro di Hollywood, Morricone non ha potuto partecipare a causa del lungo viaggio e per tale ragione, a ritirare il Globo d’Oro per la migliore colonna sonora in vece del musicista, è stato il regista di The Hateful Eight.

Quentin Tarantino, che non ha mai nascosto il suo desiderio di poter collaborare con Morricone, lo ha elogiato pubblicamente ancora una volta ribadendo di essere felice per aver finalmente avuto la possibilità di lavorare al fianco del suo compositore preferito, da lui paragonato quella sera stessa a geni quali MozartBeethoven e Schubert. I due, che in seguito alla realizzazione dell’ottavo film del regista americano hanno instaurato anche un legame di amicizia, sono riusciti a creare prima di tutto un solido rapporto professionale, grazie all’intervento della signora Morricone. Stando a quanto affermato dallo stesso musicista infatti, è stata proprio la coniuge Maria a convincerlo «a dire sì a Tarantino». Non sorprende dunque che una volta salito sul palco del  Dolby Theatre, in modo da ritirare la statuetta per la migliore colonna sonora, Ennio Morricone abbia prima ringraziato (rigorosamente in italiano), il regista americano per poi dire grazie e dedicare il prestigioso riconoscimento, proprio alla moglie nonché compagna di una vita Maria.

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Oscar a Morricone, ecco i complimenti dell’AS Roma:

Alla soglia degli ottantotto anni il Maestro Morricone, è riuscito ad emozionare l’intera platea hollywoodiana, alzatasi in piedi in una standing ovation proprio in suo onore, al momento della proclamazione come vincitore nell’ambita e competitiva categoria. Agli italiani ancora svegli per assistere alla cerimonia, l’occhio si inumidiva e il petto gonfiava d’orgoglio, mentre a tutti gli altri, comprensibilmente assopiti durante la premiazione, questa mattina è stato senz’altro riservato un piacevole risveglio. Tra i tanti messaggi di congratulazioni inviati in giornata ad Ennio Morricone, non poteva certo mancare quello dell’AS Roma, club al quale appartiene la fede calcistica di uno dei migliori compositori di tutti i tempi.

Per la verità, come ammesso da lui stesso in un’intervista concessa a Francesca Bonfanti nel 2012, la Roma gli è così entrata nel cuore: “Quando ero ragazzino, simpatizzavo per la Lazio. Appena mio padre lo seppe mi mortificò e mi chiese come potevo sostenerla. Mi disse pure delle parole un po’…Beh, diciamo che io divenni subito romanista, fu facile convincermi visto che mi piacque immediatamente una squadra così intensa e appassionata, questo forse perché rappresenta proprio i colori della città e rappresenta proprio la città in realtà. Senza nulla togliere alla Lazio, ma loro rappresentano la regione e dunque perfino io ora mi chiedo come una persona nata a Roma, possa tifare altre squadre, senza nulla togliere nemmeno a Juve, Inter, Milan o Fiorentina. Uno che nasce a Roma dovrebbe essere della Roma e basta. Uno che nasce invece a Viterbo o Frosinone, Narni e via dicendo è pure giusto che sia della Lazio.” Dopotutto  gli errori in gioventù sono perdonabili a tutti, figuriamoci al premio Oscar Ennio Morricone.

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