Real Madrid, Zidane altra vittima del “Guardiolismo”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Zidane-3Rafa Benitez starà sorridendo alla tv, magari sorseggiando un buon bicchiere di vino spagnolo, “ammirando” le gesta del Real Madrid di Zinedine Zidane. Al momento dell’esonero di Benitez, il Real si trovava a soli 2 punti dal Barcellona capolista, neanche due mesi dopo i punti di stacco sono diventati 12 e la sconfitta interna nel derby di sabato scorso contro l’Aletico ha spento definitivamente le speranze di titolo dei Blancos. Naturalmente le colpe non erano tutte di Benitez come adesso non sono tutte di Zidane, il Real paga le discutibili scelte societarie decise nell’ultimo biennio da Florentino Perez. La cessione di Di Maria, l’esonero si Ancelotti, l’acquisto molto oneroso di Kovacix sono tutti capi d’accusa rivolti a Perez  dagli inferociti tifosi del Real, che soffrono ulteriormente nel vedere i rivali storici del Barcellona primeggiare in campionato e in Europa. Cristian Ronaldo è lontanissimo dal rendimento delle ultime due stagioni con Ancelotti in panchina, Bale è più in infermeria che in campo, James Rodriguez non sta giustificando gli 80 milioni spesi nell’estate del 2014 per prelevarlo dal Monaco. A centrocampo Modric e Kroos non riescono quasi mai a reggere l’equilibrio di una squadra sempre troppo sbilanciata in avanti, con troppi capitani e nessun portatore d’acqua. La vittima di tutto questo è inevitabilmente il povero Zidane, catapultato in prima squadra senza mai aver allenato tra i grandi, il francese sembra essere l’ultima testa a cadere per la ghigliottina del Guardiolismo.
Anche in Italia ci sono stati vari tentativi di imitare una realtà unica nel mondo come quella del Barcellona, Leonardo al  Milan, Ferrara alla Juventus, Stramaccioni all’Inter, tutti falliti in pochi mesi, perché come di allenatori come il Pep ne viene fuori uno ogni 30 anni. L’allenatore catalano è stato uno dei pochi ad innovare il gioco del calcio dopo Arrigo Sacchi e continua ad accettare sempre nuove sfide per esportare la sua idea di calcio in ogni angolo dell’Europa. Guardiola poi al Barcellona aveva la fortuna di avere un gruppo di giocatori straordinari, Messi, Eto’o, Henry, Xavi, Iniesta, Puyol, tanto per citarne qualcuno
Perso il campionato e la Coppa del Re, a Zidane non resta che la Champions League per dimostrare che la fiducia in lui non sia stata mal riposta  da Florentino Perez. Il match di ritorno contro la Roma al Bernabeu sarà la partita più importante per l’ex Pallone d’Oro da quando siede sulla panchina del Real Madrid. Per il Real Madrid visto contro l’Atlelico sembra una missione impossibile arrivare anche solo tra le prime quattro, obiettivo minimo per una squadra e una società del blasone delle Merengues. Una squadra, quella madridista, che potrebbe essere rivoluzionata a fine anno e il primo a salutare il Bernabeu potrebbe essere proprio Cristiano Ronaldo, magari per fare ritorno a Manchester, sponda United, dove ad aspettarlo ci potrebbe essere l’amico e connazionale Josè Mourinho, dalla prossima stagione quasi certamente nuovo manager dei Red Devils al posto di Van Gaal.

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