Roma, la Curva Sud ribadisce: “Col Real Madrid continua la protesta”

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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“Dal giornalista non farti fregare, la Curva Sud continua a non entrare”. E’ il testo dello striscione esposto nella notte nei pressi dello stadio Olimpico. Un chiaro riferimento a tutti i media che, erroneamente, avevano parlato di ritorno del tifo organizzato in occasione della sfida di questa sera, che vedrà contrapposta la Roma di Spalletti al Real Madrid di Zinedine Zidane.

Il settore più caldo del tifo giallorosso continua coerentemente la propria protesta contro la repressiva gestione dell’ordine pubblico posta in essere da Questura e Prefettura da inizio stagione. Tra barriere e controlli degni del miglior check-point di guerra, l’Olimpico è diventato senza dubbio lo stadio meno vivibile del Paese e questo non è passato inosservato a molti dei tifosi che abitualmente lo frequentavano. Una protesta trasversale che, a differenza di come si vuol far credere, non è stata spinta e supportata soltanto dal tifo organizzato della Sud. Sono in molti, infatti, a disertare l’Olimpico da inizio stagione a causa delle condizioni grottesche cui sono costretti ad accedere in un luogo pubblico migliaia di tifosi.

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A indurre in errore molti mezzi d’informazione è stata la vendita di tutti i tagliandi di Curva Sud per la sfida con gli iberici. Va ricordato che ciò è stato possibile perchè gli abituali frequentatori di questo settore non hanno acquistato i tagliandi in prelazione, facendo valere i propri abbonamenti. In molti, dunque, hanno sfruttato la loro assenza usufruendo di un settore a prezzo relativamente ridotto (40 Euro restano comunque un’esagerazione per uno stadio scomodo come l’Olimpico e per un Paese come l’Italia, non certo dotato di un PIL pro capite pari a quelli inglese o tedesco). La notizia vera, che in pochi hanno sottolineato, è come per la prima volta nella storia del tifo romanista, per una sfida del genere siano andati esauriti prima i biglietti della Curva Nord che quelli della Sud, tradizionalmente difficile da reperire in simili occasioni.

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Lo striscione degli ultras capitolini è quindi teso a ristabilire un filo logico alle vicende degli ultimi tempi. La mancanza del sostegno della Sud (così come quello della Nord in occasione delle gare interne della Lazio) sta creando una situazione sfavorevole all’ambiente, dando alle gare più un aspetto di amichevoli che di partite degne del massimo campionato italiano. Nelle ultime settimane le istituzioni hanno provato, almeno apparentemente, ad aprire uno spiraglio per sistemare le cose. Il Prefetto Gabrielli, fino a poco tempo fa fiero alfiere della costruzione delle celeberrime barriere, ha precisato che quella di porre in essere i divisori non è stata una sua idea, ma del capo gabinetto della Questura Roberto Massucci. Ovvio che più di qualcuno si sia accorto che forse più di qualche decisione è stata quanto meno avventata e rischia di ripercuotersi sull’immagine pubblica di personaggi che, a quanto pare, sono più interessati a uno scatto di carriera, che al bene dell’Urbe Immortale.

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Anni addietro un Roma-Real Madrid sarebbe stato un trupidio di tifo e calore del pubblico romano. Stasera, con grande probabilità, sarà la massima rappresentazione dei flash di smartphone e Iphone. Cioè che dovrebbe essere chiaro, e consentito, è la libertà di tifare nella maniera che meglio si crede. Del resto gli stadi sono sempre stati suddivisi in settori, dove il tifoso aveva la facoltà di scegliere in che maniera seguire la partita. Perchè non ci debbono essere sostenitori di Serie A o di Serie B, ma ragazzi, ragazze, signori e signore, bambini e bambine, in grado di esprimere appieno la propria passione. Nel rispetto delle regole, ovvio. Ma le regole, in una società civile, non vengono imposte con fare dittatoriale. E, peggio ancora, dietro una propagando degna di un regime.

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