Roma-Palermo: il ritorno in campo di Kevin Strootman (VIDEO)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

strootman
Trecentonovantatrè giorni dopo. Altri due giorni e sarebbe stato un anno. Da quella maledetta serata dell’Artemio Franchi, contro la Fiorentina.
Quando Kevin Strootman giocò ufficialmente l’ultima partita in maglia giallorossa prima di subire il grave danno cartilagineo che lo costrinse alla seconda seria operazione nel giro di pochi mesi. Un storia sofferta, fatta di lacrime e perseveranza. Quella che ti serve per non mollare in determinati momenti, quando lo sport per il quale hai sempre bramato sin da piccolo sembra voltarti le spalle, e ti senti solo e incapace di reagire. Solo, malgrado ci sia un popolo ad attenderti e osannarti, nonostante una città che sta sempre più trasformandosi in ostile e tetra calcisticamente parlando, sappia ancora avere quel barlume di amore inserobaile e senza pretese per chi ha dimostrato di saper dare tanto alla causa.

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Kevin non si è dato per vinto. Ha saputo lottare, tornare sotto i ferri e rimettersi in pista nell’ennesimo lungo recupero. Una militanza romanista fatta sinora più di avversità che gioie. Un talento cristallino, utile come il pane a una Roma in ripresa, è vero, ma altamente bisognosa di uomini carismatici e in grado di schiumare rabbia. Un rientro atteso e osannato. L’unica luca, oltre alla vittoria e ai cinque gol, di una serata cupa, triste e malinconica. Con i fischi indirizzati verso tutto e tutti e le acclamazioni scandita in base alle proprie simpatie, e non alla propria fede.

Torna in mente la celebre “Correndo correndo” di Antonello Venditti, colonna sonora di un Sebino Nela pesantemente infortunato e tornato sui campi da leone ruggente, a onorare quella maglia per cui ha sempre dichiarato sentimenti di sincero affetto. Altri tempi sicuramente, stadi affollati e fame di calcio da Nord a Sud. Nela era, e rimane tutt’oggi, il prototipo di ciò che vuole vedere il tifoso.

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Sarebbe stato bello se ieri ad accogliere il talento olandese ci fosse stata quella Curva Sud che proprio in lui ha sempre visto l’esempio di quella cattiveria richiesta e pretesa, ma fin troppe volte manchevole e derisa dai tanti protagonisti che in questi anni si sono avvicendati a Trigoria. Non c’erano invece i ragazzi che cantano per 90′, quelli con i bandieroni e le sciarpe al vento. Se ne sarà accorto anche Kevin Strootman, che nell’emozione dopo aver superato la linea che delimita la panchina dal campo dal terreno di gioco, avrà alzato gli occhi al cielo aspettando uno striscione di bentornato che non sarebbe mai arrivato. Almeno in questa fredda serata dello stadio Olimpico. 

E correndo correndo di notte da solo
prendi la tua tuta blu
stella stella crudele e sincera

fammi correre di più
fammi correre di più.
Scatta l’ala, una finta
e poi vola sul fondo
dimmi chi la fermerà
ma stanotte che notte di pace e di guai
forse un uomo vincerà
forse l’uomo vincerà.
Ed il bosco è uno stadio
si illumina a giorno
un applauso ti farà
corri forte che dietro al cespuglio
acqua pura ci sarà,
acqua pura ci sarà
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