ROMA – REAL: i dubbi di Spalletti e non solo

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

spalletti-2ROMA – Spalletti e la Champions League, la Roma e il Real Madrid, Ronaldo e i brutti ricordi.
IL RITORNO DI SPALLETTI – Domani scatta l’operazione amarcord per la Roma e per Spalletti, con il tecnico toscano che torna a guidare la formazione giallorossa in un ottavo di finale di Champions contro il Real Madrid con ancora nella testa le due vittorie giallorosse per 2-1 del 2008, in casa e al Bernabeu, espugnando il fortino madrileno dopo 30 anni di imbattibilità con le italiane.
RONALDO – INCUBO E BRUTTI RICORDI – Quando si pensa a Ronaldo vengono gli incubi. C’era anche il portoghese, e segnò una doppietta, nel 7-1 subito dalla “Rometta” che, con tutte le attenuanti del caso, veniva umiliata a Manchester contro lo United nel 2007. Ancora oggi probabilmente la sconfitta più brutta della carriera spallettiana ma che, purtroppo, non un caso isolato per la Roma del nuovo millennio.
VIGILIA E CONFERENZE STAMPA – Forse per quanto appena detto, una vigilia particolare, molto meno carica del recente passato, per una partita che potrebbe essere un vero e proprio spartiacque per la stagione romanista. Ancora una volta la Roma è chiamata a fare l’impresa, sempre nelle retrovie del calcio che conta. Recenti proclami entusiastici finiti in clamorose disfatte, anche di fronte ai propri tifosi.
Le sconfitte altisonanti di Roma – Bayern, altro 1-7 ma questa volta casalingo, e di Barcellona – Roma 6-1, non furono sufficienti per placare l’entusiasmo di Rudi Garcia, che a sorteggio appena effettuato:
Per me è un bel sorteggio. Poter confrontarsi con il Real Madrid, una squadra che punta a vincere la Champions League, è una cosa buona. Loro sono favoriti e noi dovremo fare l’exploit per arrivare ai quarti di finale – ha aggiunto il tecnico parlando a Roma Radio -. Sia andare al Bernabeu che sfidarli qua il 17 febbraio sarà entusiasmante. Mi auguro che l’Olimpico sia pieno in occasione del match
Oggi Spalletti, molto più cauto, in conferenza stampa congiunta con Manolas:
C’è una favorita per questa sfida? Ci sono analogie rispetto all’ultimo confronto in Champions?Non ci sono favoriti. Abbiamo il 50% di passare il turno. Ci sono delle differenze rispetto a quella Roma lì, che era rodata, aveva un gioco conosciuto da tutti i calciatori, un sistema provato e che aveva prodotto dei risultati. Attualmente abbiamo imboccato una strada dove possiamo esaltare le qualità del gruppo. Naturalmente ci vogliono conferme e questa è la partita più adatta per vedere se siamo sulla strada giusta. I giocatori li ho visti in continua crescita.” Ovvero mani avanti e tanti scongiuri.
LA PARTITA DI OGGI E I DUBBI – Dal sorteggio entrambe le squadre hanno cambiato allenatore: il Real ha esonerato Benitez e il pubblico ha accolto il “suo” Zidane, contenti e convinti di tornare grandi; la Roma ha scelto l’usato sicuro sperando in un’inversione di rotta ma, nonostante i primi positivi risultati, non ha ancora acceso gli entusiasmi della città.
La Roma è ancora alla ricerca della sua identità, con i dubbi per la formazione propria e altrui. Difesa a tre o a quattro? Zukanovic o De Rossi terzo centrale? Giocare a viso aperto con un centrocampo di piedi buoni (Perotti ed El Sharaawy insieme a Pianjc) o pressare a tutto campo sperando che l’arbitro Kralovec, esordiente con noi, non sia troppo fiscale? Maicon sperando che torni a difendere o Florenzi uomo per tutte le occasioni?
Come fermare CR7 e James Rodriguez e soprattutto un centrocampo maestoso con Kroos e Isco a far da comprimari a un grande Modric?
Innanzitutto speriamo non “parta la brocca” a nessuno, visto i caratterini in campo e che ci sia spazio per Capitan Totti, citato comunque e sempre nelle interviste del pre-gara avversario (Butragueno su forzaroma.it)
TIFOSI E ATTESA – Dire che la città snobbi l’evento è troppo ma parere personale è che non ci sia la corsa al biglietto. Fonti ufficiali dichiarano di ipotizzare 50.000 biglietti venduti ma la Curva Sud ha un opinione diversa
Come diceva Gassman, i cazzotti fanno male.
Per riaccendere i sogni c’è bisogno di più di una bella partita, c’è bisogno di cuore e muscoli.
Qualificarsi non sarebbe solo un passaggio ai quarti ma un lancio verso un finale di campionato all’assalto. Troppe volte è stato scritto, troppe volte detto, troppe volte disatteso.
Domani nessun coro per il tifoso occasionale che porta male ma si deve sperare e tifare. Sempre.

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