Serie A – Bunker Juventus, ma l’attacco preoccupa Allegri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

2wdq3hfDopo 15 vittorie consecutive lo 0-0 del Dall’ara contro il Bologna di Roberto Donadoni non può certo risuonare come un  campanello d’allarme per la Juventus, Massimiliano Allegri ha anche fatto riposare qualche big in vista dell’andata degli ottavi di Champions League di martedì a Torino contro il Bayern Monaco e il risultato finale non fa un grinza rispetto a quello visto in campo. Un dato curioso e allo steso tempo un po’ preoccupante per i bianconeri, è lo zero alla casella tiri in porta, fatto che non si verificava in Serie A da Juventus – Milan 0-1 del marzo del 2011. Questo dato statistico spiega almeno in parte l’andamento in campionato dei campioni d’Italia nelle ultime giornate. Da una parte c’è una difesa granitica , la migliore del torneo, che non subisce reti da ben 7 partite, l’ultimo a segnare alla Juventus è stato Antonio Cassano il 10 gennaio, nell’ultima giornata di andata. Nel girone di ritorno la porta bianconera è ancora inviolata, nonostante i big match giocati contro Roma e Napoli. L’altra faccia della medaglia racconta di sole 4 reti segnate in altrettante giornate di campionato, per di più due di queste quattro realizzazioni sono stati degli autogol, entrambi decisivi, quello di De Maio contro il Genoa, così come il tiro di Zaza deviato contro il Napoli. L’unica rete giunta dal reparto d’attacco in questi ultimi 4 match è stato quello di Paulo Dybala, a tempo scaduto contro il Frosinone. Proprio il giovane bomber argentino sembra patire più di tutti l’assenza di Mario Mandzukic, fermo ai box da qualche settimana e possibile recupero per Allegri  in vista del Bayern. Il centravanti croato è fondamentale per gli schemi di Allegri, visto che è l’unico elemento della rosa bianconera dotato di quella  prestanza fisica indispensabile per scardinale le difese chiuse che la Jubentus spesso trova sul suo cammino.
In questa stagione ai bianconeri stanno mancando i gol dei centrocampisti, soprattutto di Claudio Marchisio, oramai consegnato al ruolo che fu di Andrea Pirlo, ma al tempo stesso quella posizione davanti alla difesa limita gli inserimenti in avanti del numero 8 bianconero. La Juventus ha davanti a sé una settimana a di poco delicata, come detto martedì allo Stadium arriva il Bayern Monaco, poi sempre a torino in campionato arriverà l’Inter di Roberto Mancini. I bavaresi si presenteranno molto incerottati, soprattutto nel reparto difensivo dove mancheranno certamente Boateng, Badstuber e Javi martinez, fuori anche per la partita di ritorno. In forse la presenza di Benatia, che da qualche giorno si allena in gruppo, ma difficilmente potrà essere schierato dal primo minuto da Guardiola. Tutte queste defezioni stanno inducendo Guardiola a pensare di spostare Xabi Alonso al centro di una difesa a tre, proprio come l’allenatore catalano faceva al Barcellona con  Javier Masherano. Guardiola per il match di campionato contro il Dartmstadt ha convocato anche Mario Gotze e Franck  Ribery, sottolineando che i due però non sono al cento per cento, dato il lungo stop per entrambi. Cerotti o no, il Bayern resta una delle squadre più forti e attrezzate d’Europa e la partita di andata deve essere giocata dalla Juventus ai limiti della perfezione, per giocarsi poi il passaggio del turno all’Allianz Arena. Dopo la Champions ci sarà  il doppio impegno contro l’Inter, prima in campionato e poi in Coppa Italia, la prima a Torino la seconda a San Siro. Al di là di quello che sarà il risultato di lunedì tra Napoli e Milan sarà importantissimo per la Juventus tornare a vincere in campionato, mentre poi la partita di Coppa Italia sembra poco più di una formalità visto il rotondo 3-0 dell’andata in favore dei bianconeri. Match comunque da non prender sottogamba, anche se i nerazzurri saranno privi degli squalificati Miranda e Murillo, e che potrebbe consegnare alla Jubentus la seconda finale consecutiva di Coppa Italia dell’era Allegri.
Per andare avanti in tutte le competizioni Allegri ha bisogno dei gol dei suoi attaccanti, il tecnico livornese si augura che, così come lo scorso anno, Alvaro Morata risbocci con l’arrivo della primavera e che il giovane puntero non sia troppo distratto dalle sirene provenienti da Madrid che parlano di una suo ritorno alla Casa Blanca sempre più imminente.

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