Soldi e calcio: il connubio funziona?

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

Funziona veramente l’accostamento tra soldi e calcio? A volte potremmo chiederci, che ruolo ha l’allenatore? O il direttore sportivo, o gli osservatori in una società quando per vincere il campionato o le competizioni internazionali servono soltanto i soldi? Questo assioma non è del tutto vero, poiché spesso squadre che hanno ingenti somme di denaro (come l’Inter, il Real Madrid, il Manchester City o il PSG), comprano calciatori ipercostosi ma non riescono ad affermarsi nelle competizioni internazionali (spesso neanche in patria come l’Inter e il Real Madrid), e questo perché forse si compra a caso, senza un progetto o una strategia sensata che possa far fare alla società il salto di qualità richiesto.
soldi e calciosoldi e calcioCerto serve una società serie alle spalle, una su tutte il Barcellona, che è sul tetto d’Europa e del mondo ormai da diversi anni, o il Bayern Monaco, abilmente diretto da dirigenti bravissimi e molto capaci, in Italia è indiscutibile il lavoro della Juventus, società ben organizzata che non colpisce a vuoto e che quando spende lo fa esclusivamente per vincere. In casi come questi si può tranquillamente parlare di soldi = vittorie, cosa forse indissolubile in un mondo come quello del calcio, al quale però occorre aggiungere soldi ben spesi = vittorie.

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L’Ajax esempio vincente

soldi e calcioChe dire invece delle squadre che senza soldi vincono? Be che sono sicuramente le migliori e quelle che danno più lustro al calcio come sport. In queste realtà si vede l’effettiva bravura economica del direttore sportivo, dell’allenatore ad addestrare per bene i propri calciatori, e degli osservatori a scoprire i talenti più puri. Una società del genere è comunque una bella realtà da ammirare, come lo era l’Ajax di Van Gaal, una società che si autofinanziava vincendo vendendo i propri talenti scoperti quasi dal nulla o dal settore giovanile. Chi non ricorda i grandissimi Davids e Seedorf? Talenti puri che hanno reso grande l’Ajax portandola sul tetto d’Europa e anche facendole rientrare ingenti somme economiche. Lo stesso si può dire per Kluivert e altri talenti minori che hanno comunque reso grande la formazione olandese di Amsterdam.

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In Italia piacevolissime sorprese sono state il Chievo di Del Neri e ancora prima il Foggia di Zeman, formazioni che giocavano un calcio spumeggiante anche se, come accade spesso in Italia, rovinosamente cadute (specialmente il Foggia che è sparito dal calcio che conta), dopo alcuni anni.

Giampaolo e Di Francesco vincenti

soldi e calciosoldi e calcioOggi come oggi la realtà più bella del calcio italiano non sono le capoliste Juventus e Napoli, ma l’Empoli di Giampaolo e il Sassuolo di Di Francesco, formazioni che esprimono un gioco di alto livello nonostante nessun sostegno economico. Ambo gli allenatori si sono dovuti accontentare, per modo di dire, del potenziale umano che avevano a disposizione, riuscendo con il sacrificio e il duro lavoro a creare realtà calcistiche che fanno invidia a società blasonate che oggi stentano a mostrare una scintilla di calcio, come sono l’Inter disastrosa di Roberto Mancini e il Milan zoppicante di Sinisa Mihajlovic.

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Il plauso va quindi dato a questi due coach incredibili, che continueranno senza dubbio a far parlare in positivo di loro, dimostrandosi professionisti seri in grado di accettare e risolvere sfide esaltanti.

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