Striscione a Castelvolturno per Koulibaly

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

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Il razzismo ormai, è entrato di diritto come un elemento da rispettare negli stadi italiani. Senza razzismo, cori beceri, territoriali, il calcio italiano non è lo stesso. In ogni stadio, per un po’ si ascoltano i cori di incoraggiamento alla propria squadra del cuore, poi, per i restanti 80 minuti, solo cori ed inneggiamenti a distruzioni, eruzioni, colore della pelle non ammessa e quant’altro di indegno. Ieri, all’Olimpico, si è toccato il fondo. Eppure, i tifosi della Lazio, sostengono ben 4 calciatori di colore della loro squadra. Che probabilmente si saranno sentiti offesi anche loro, indirettamente. Ed il gesto di Keita, a fine gara, nell’abbraccio e nel conforto al difensore del Napoli Koulibaly, rende tristi e speranzosi in un cambiamento. Il calciatore del Napoli, ieri avvertiva il peso dei cori e dei “buuuu”, innervosendosi. Il gesto di Irrati, speriamo possa dare una mossa, all’interno della Federazione, che parla, propone, ma non arriva mai ad una vera conclusione. Ieri, messaggi di conforto a Koulibaly, sui social da ogni parte dell’Italia pulita, e soprattutto uno striscione apparso a Castelvolturno, che cercava di consolare il centrale difensivo franco-senegalese degli azzurri, che quest’anno sta disputando un’ottima stagione. I tifosi lo sostengono, e Koulibaly, ieri ha mostrato, regalando la sua maglia ad un bambino, di essere forte dentro. Dal punto di vista giudiziario, la Lazio rischia la chiusura dell’Olimpico per la prossima gara interna.

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