Totti show: la Roma vince e lui se la ride

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Sembra essere tornato il sole nel cielo di Roma, dopo un periodo di oscure nubi che è durato dal mese di dicembre in avanti. La Roma di Francesco Totti batte il Sassuolo di Eusebio Di Francesco al Mapei Stadium per 2 gol a 0 (di Salah e El Shaarawy le reti dei giallorossi). La seconda vittoria consecutiva in campionato porta segnali di distensione in casa giallorossa e l’aggancio alla zona Champions League non è più una parolaccia.

Francesco Totti, il capitano e mentore di questa Roma da ormai non si sa più quanti anni, è l’emblema del sorriso: in panchina a riposo per un infortunio non ancora smaltito, si rilassa e da sfoggio di tutta la spensieratezza del suo stato d’animo. I segnali che lancia il numero dieci romanista sono degni di un capitano sempre amato e sempre seguito e supportato dai suoi tifosi. Negli ultimi mesi, la tifoseria della capitale è stata molto scontenta dei risultati, del modo in cui la società ha gestito il periodo non proprio brillante del club, dei giocatori più volte richiamati a cacciare fuori gli attributi. Questo ed altro ancora è stato l’ultimo periodo romanista, mentre il capitano a bordocampo dimostra come le nubi oscure sono ormai cosa passata. Da vero leader, in campo ma soprattutto fuori dal campo, dimostra con piccoli ma significativi gesti come si esce dal baratro.

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Una partita nella partita, quella di Francesco, uno show nel magico spettacolo di un Mapei Stadium che registra il pienone, di un Sassuolo che dimostra di poter sfidare chiunque senza remore e di una Roma tornata ai non troppo vecchi fasti di un tempo. Il capitano infatti è stato protagonista di un piccolo show personale a bordo campo: il giocatore, in tuta e cappellino, si è prima divertito a pronunciare il classico “uno, due, tre prova” nel microfono di un inviato. Si è poi divertito, nella fase di riscaldamento, a palleggiare con un giovanissimo raccattapalle del Mapei Stadium, ancora una volta puntualmente beccato dalle telecamere. Non contento, ha inscenato un piccolo siparietto con un inconsapevole Miralev Pjanic, da poco sostituito: da dietro le spalle del compagno da poco rientrato in panchina, Totti gli si è avvicinato di soppiatto dandogli un colpetto sul capo con un dito, gesto che ha lasciato interdetto il bosniaco mentre la faccia di Francesco è stata quella di chi non ne sa niente.

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Si può essere capitano e leader di una squadra come la Roma in tanti modi, Francesco Totti lo ha fatto a modo suo, del tutto personale, con quella poco ricercata ma tutta genuina       umanità, con quel sorriso da ragazzino (anche se il capitano ha ormai raggiunto quota 39) che ancora si diverte per le piccole cose, che prende tutto con quella saggia leggerezza che lascia sbigottiti. I suoi gesti sono i segnali di una nuova linfa ad una squadra che aveva perso la fiducia in se stessa, e il lavoro che sta portando avanti Luciano Spalletti va proprio in questa direzione: ritrovare la fiducia nei propri mezzi e nelle proprie potenzialità, per poter di nuovo parlare di obiettivo campionato.

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