Totti-Spalletti: ma perchè? Mourinho vince dalla tribuna, Sinisa licenziato

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui
Piraeus, GREECE:  Roma's striker Francesco Totti (L) speaks with his coach Luciano Spalletti during a trainning session on the eve of the Champions league group D football match against Olympiakos at Karaiskaki stadium in Piraeus, near Athens, 17 October 2006. AFP PHOTO / Aris Messinis  (Photo credit should read ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images)

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Ed anche questa interminabile giornata va in archivio: poteva succedere tantissimo, e invece non è successo assolutamente niente.
Punti di vista ovviamente perchè, se in vetta alla classifica e nella lotta Champions non è cambiato assolutamente niente, nelle retrovie le ultime tre muovono un po la classifica e fanno capolino sulle dormienti Samp, Palermo e compagnia bella.
Questo per quanto riguarda la classifica chiaramente: fuori dal campo è successo di tutto e noi, con buona pace vostra andiamo ad affrontare i temi più spinosi di questo week end.

Punto numero 1: al primo posto nella classifica delle grosse emozioni che può regalare l’impavido mondo del calcio non può non esserci la diatriba tra Francesco Totti, capitano e uomo simbolo della Roma, e Luciano Spalletti, suo allenatore.
I fatti sono abbastanza chiari a tutti: Spalletti non fa giocare Totti, er Pupone chiama la Rai, concede un’intervista dove velatamente (ma non troppo) attacca il mister, il quale appena lo becca a Trigoria e lo spedisce a casa con tanti saluti. Ne seguono edizioni straordinarie di telegiornali, approfondimenti, amarcord, interviste, l’hastag #Totti diventa il più utilizzato dopo #convincenteilpescivendoloariassumereroccohunt, Spalletti viene dipinto come l’uomo cattivo delle favole per alcuni e Zio Fester per altri.
Riflessioni: Totti è il simbolo di Roma e deve dare l’esempio: che esempio dà un calciatore che al primo problema va a chiamare la Rai e sviscera affari di spogliatoio?
Totti è il simbolo di Roma, oltre che il capitano: è un motivo abbastanza valido per far ciò che vuole senza rispettare regole che altri rispettano?
Chi vede la Roma da fuori, negli ultimi anni ha sempre visto un casino ( non so se si può scrivere casino ma ci sta ad hoc) incredibile: giusto giusto ora che è arrivato uno come Spalletti, che mette le cose a posto e che fa giocar bene e vincere la squadra (aspetto direi di notevole importanza), bisogna rovinare tutto?
Spalletti prima del match col Palermo aveva detto che Totti avrebbe giocato dal primo minuto: che motivo c’era di farla proprio sabato quell’intervista?
Insomma, una polemica inutile e soprattutto fatta nel momento sbagliato: la Roma adesso sta risorgendo, diverte, vince e sta riportando i propri tifosi allo stadio. Sarebbe opportuno collaborare più che distruggere: tutti assieme.
Dal mister al capitano.

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Punto numero 2: parliamo di culo. No, nessuna foto hot di modelle, showgirl, letterine, numerine e compagnia bella, gentilmente prestate dal mondo dello spettacolo a quello del calcio, evidentemente stanco di parlare solo di un vecchio campo verde e un oggetto sferico.
Sarri sabato scorso ha detto che la Juve ha avuto culo per quella deviazione di Albiol su tiro di Zaza: ieri sera lo stesso allenatore del Napoli si è lamentato del fatto che la sua squadra non ha avuto culo per battere il Milan.
Insomma, il culo la fa fa padrone in questo campionato, e al momento sembra esser poco amico del Napoli.
La verità probabilmente sta nel mezzo: la Juve ha vinto con i partenopei un match che sarebbe stato più giusto finisse con un pareggio. I bianconeri però hanno pagato con una battuta d’arresto in quel di Bologna: d’altra parte Sarri ieri sera si è trovato di fronte la peggior squadra possibile da affrontare in questo momento, forte fisicamente e particolarmente in palla.
Lo scudetto verrà deciso dagli impegni in Europa delle due squadre: inevitabile il calo di entrambe dopo che vincono da mesi e mesi, occhio però a chi verrà logorato maggiormente dalle fatiche di Coppa.
Piccola parentesi: Higuain non ha segnato con la Juve e col Milan. Due partite dopo ben 24 piene di gol: tenetevi pronti a leggere titoli come Higuain in crisi, Senza Higuain il Napoli non sa vincere, Higuain sul mercato, Higuain vicino alla Cina, Higuain ha litigato con i compagni, con Sarri, col magazziniere e col vicino di casa: è crisi.

Punto numero 3: stando alle parole testuali di Berlusconi, Sinisa Mihajilovic non è più l’allenatore del Milan. Eh già perchè il buon tecnico serbo per essere confermato doveva vincerle tutte: il pareggio di ieri lo condanna.
Ovviamente nessun licenziamento, questo è chiaro, però il fatto che il presidente, questo sembra più che certo, pensi ad un altro allenatore, stupisce alquanto: è come se Berlusconi abbia una sorta di masochismo che lo porta a licenziare gli allenatori che fanno bene. Come Seedorf, forse con modi diversi, Sinisa ha cambiato il Milan, gli ha dato un’anima, si fa seguire dai giocatori (cosa che non accadeva forse dai tempi di Ancelotti), pronti per lui (e con lui) ad andare in battaglia. Inoltre nello spogliatoio regna finalmente la tranquillità, esiste un modulo di gioco ben definito e pazienza se i risultati valgano più del bel gioco certe volte: arriverà anche quello in futuro. Continuità permettendo.

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Punto numero 4: Josè Mourinho è riuscito nell’impresa di far vincere l’Inter anche dalla tribuna. Ovviamente è solo una provocazione questa: in panca c’era Mancini che, questa volta, ha schierato una formazione con una certa logica, attenta all’avversario, che ha prodotto qualche buona occasione (specie nella ripresa), ma che ha comunque rischiato di subir gol spesso e volentieri.
E Mou? Lo Special One è stato accolto come una divinità e la sua aurea ha ridato un tocco d’ottimismo ai sostenitori nerazzurri arrabbiati neri con squadra e società. Gli sono stati dedicati striscioni, cori e coreografie: lui ha ringraziato, ha lasciato aperto qualche spiraglio per un suo futuro ritorno, si è fatto il selfie con Wanda Nara e, stando ad alcune indiscrezioni dei tuttologi del mercato, sembra abbia preso qualche appunto per la sua prossima avventura allo United: insomma, gli interisti non si dimenticano di Josè, e neanche lui di loro.
Differente il discorso per l’altro ritorno strappalacrime del sabato sera (concorrenza spietata a C’è posta per Te tra l’altro): Ronaldo Luis Nazario De Lima ha fatto sognare i nerazzurri, gli ha regalato una Coppa Uefa e li ha fatti innamorare del calcio.
Poi però se ne è andato al Real Madrid: questioni d’ambizione, di voler vincere trofei e di divertirsi con altri fenomeni come lui. Ci può stare.
Dopo un pò di stagioni è tornato in Italia, ma al Milan: non ci può stare. San Siro non perdona e le lacrime di allora sono i fischi e i cori di sabato sera.

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Punto numero 5: Ma Rocco Hunt alla fine è stato riassunto dal pescivendolo?

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