“Vesuvio lavaCi col Fuoco”

Pubblicato il autore: Daniela Segui

sanpaolo2-GettyImages-508907894-630x415“Vesuvio LavaCi col fuoco!”. Sono questi gli striscioni apparsi allo stadio domenica scorsa durante il match Napoli Carpi nel settore distinti. Come si sa, i partenopei sono da sempre “auto ironici”. Nonostante i cori razzisti da più parti d’ Italia che inneggiano e “tifano” per una eruzione del vulcano che fa da cornice allo scenario di Napoli, i napoletani hanno usato le grida di odio per inneggiare a loro stessi: non a caso cartelloni con la scritta “Vesuvio lavali col fuoco” si sono visti in più stadi soprattutto al nord Italia, oppure bambini che cantano “scende tutta la lava sulla Campania” caldeggiati da una folla di adulti estasiata, sono diffusi capillarmente in internet. Insomma un rancore profondo nei confronti del popolo napoletano (forse perchè il Napoli è campione d’inverno e “rischia” di vincere lo scudetto?) veramente senza scopo e senza giustificazione. Fatto sta che l’odio verso Napoli e la sua squadra è qualcosa che gira tra la tifoseria e anche tra i social Network. Non recentemente è anche apparsa una pagina facebook “Cacciamo Napoli fuori dall’Italia” con tanto di sito web e raccolta firme per riuscire in questo intento. Fatti che sono sempre esistiti (per invidia, razzismo sfrenato non si sa) ma che sono aumentati da quando la maglia azzurra sta ottenendo riconoscimenti grazie alla forza e l’abilità della  squadra. E come sempre, all’odio il “buon partenopeo” risponde con una battuta, con l’usuale”risata alla Totò” giusto per non dare soddisfazioni a chi li vorrebbe non solo fuori nazione, ma anche “fuori dagli stadi”. “Vesuvio LavaCi col fuoco” è la gigantografia apparsa, come menzionato, nei distinti in risposta a quella molto più crudele che si è vista nelle scorse giornate “Vesuvio Lavali col fuoco”. Questo a rappresentare che nonostante i cori razzisti, i napoletani non temono le persone malvagie, i tifosi, come detto spesso del nord Italia, che per un’invidia o per chissà cos’ altro, ne fanno della tifoseria uno scopo per tirare fuori il loro malcontento e perchè no, anche le proprie frustrazioni. Sicuramente lo spirito calcistico non è questo: in effetti scopo del gioco del calcio non è quello di andare regione contro regione o peggio italiani contro italiani, ma di seguire la propria squadra, inneggiando e tifando i propri beniamini, in modo sano, pacifico e soprattutto sportivo. Dovrebbe essere così, ma in effetti questo non succede mai, o quasi. Ed ecco che arrivano gli odi verso i calciatori di colore, i fischi, spesso violenze, contro gli arbitri e in ultimo anche verso giocatori che provengono dal sud o anche dal nord Italia. Certo non in tutte le squadre e non in ogni tifoseria, accade. Purtroppo è un’usanza che spesso bisogna tenere a bada soltanto usando mezzi pesanti. Non dimentichiamoci di quanti tifosi napoletani, in ultimo Ciro Esposito, hanno perso la vita, soltanto per una banale disputa calcistica. Spesso fuori stadio si arriva armati con armi o qualsiasi attrezzo pesante e contundente. “Si va a fare la guerra e non a tifare!- ha dichiarato qualche tifoso napoletano indignato della situazione- per questo noi napoletani abbiamo voluto rispondere con una risata a quanti ci vogliono lavati col fuoco – prosegue- io sono fiero e orgoglioso di essere napoletano, tifare la mia squadra, appartenere alla mia città… E se il Vesuvio davvero ci laverà, noi ci imbottiremo di tute di amianto, così saremo ancora più forti!”.

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