Zidane ritorna a Roma ed è ancora sfida con Totti

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Domani sera, sarà nuovamente Totti contro Zidane ma con ruoli differenti rispetto al passato. Roma-Real Madrid, valido per gli ottavi di finale sarà , infatti,l’occasione per ritorno di “Zizou” in Italia ma questa volta in vesti inedite di allenatore dei “blancos” mentre il numero 10 della Roma scenderà ancora, alle soglie dei 40 anni, sul rettangolo di gioco insieme agli altri 21 di questa sfida che per i giallorossi si prevede che sia, se non proprio proibitiva, molto difficile.
Sono quattro gli anni che dividono i due, Zidane classe ’72, mentre la data di nascita di Totti coincide con l’anno 1976. Ed entrambi sono stati i rappresentati di maggior spicco della generazione tra la fine degli anni ’90 e gli inizi e sino alla metà dei 2000, insieme a nomi quali Del Piero, Ronaldo “Il Fenomeno”, Figo, Shevchenko, Nedved Henry.
Si incontrarono per la prima volta nella stagione nell’ottobre del ’96, all’Olimpico e in quell’occasione, il match finì in parità, 1-1 con reti di Padovano e Delvecchio. Totti in un ruolo più offensivo rispetto a quello che sarebbe stato in seguito mentre Zidane in quello da trequartista a illuminare l’intero reparto offensivo juventino. Il francese, venuto dal Bordeaux, già mostrava il suo enorme talento,  essendo anche decisivo nell’azione del goal della Juventus.  Mentre un giovanissimo capitano della Roma, appena ventenne, rispondeva con tocchi di classe e una già evidente visione di gioco, che di lì a poco, sarebbe divenuta il suo marchio di fabbrica.
Da quel pareggio, le sfide si sono susseguite in modo numeroso, con Zidane in vantaggio sul giallorosso in termini di vittorie riguardo agli scontri diretti e sia riguardo ai trofei alzati. Considerazione abbastanza logiche visto la netta differenza qualitativa delle due squadre in cui giocavano.
La Juventus di Zidane era una squadra che dopo che aveva iniziato a dominare in Italia con l’era Lippi, iniziava a farlo anche in Europa. La vittoria della Champions League nel ’96 a Roma contro l’Ajax, anche se era avvenuta qualche mese prima l’arrivo del fuoriclasse di origine algerina, aveva comunque dato una consapevolezza internazionale ai bianconeri, la quale era finita per troppo tempo nel dimenticatoio. Le vittoria a Tokyo della Coppa Intercontinentale, con il francese presente questa volta, e le due finali consecutive nel massimo torneo continentale nel ’97 e ’98 anche se perse contro Borussia Dortumund e Real Madrid, avevano tuttavia rafforzato questa dimensione europea del club. La Roma di Totti di quegli anni, invece, era una squadra che non andava oltre il quarto posto/quinto posto della gestione Zeman, bella da vedere con il suo gioco veloce ma povera, a parte il numero 10, di campioni.
Anche se in misura nettamente minore, i due si sono sfidati anche con le rispettive nazionali e lo hanno fatto in occasioni dalla importanza massima, ossia due finali, una europea e l’altra mondiale. La prima, nel 2000 in Olanda, finale del carpionato continentale di nazionali, l’ha spuntata alla grande il romanista. La prova di Totti oscurò in modo evidente quella del franco-algerino, il quale non riuscì a togliersi dalla mediocrità per tutto il match. Come finì, lo sappiamo tutti, purtroppo per noi. Nel 2006, la posta in gioco nera ancora più grande, una Coppa del Mondo. E in questo caso, fu Totti,  reduce da un bruttissimo infortunio avvenuto in campionato, a sparire dalla partita sino a quando non fu sostituito. Zidane, invece giganteggiò. Segnò il rigore del momentaneo vantaggio, ma fu soprattutto il re indiscusso del controcampo in quella sfida. E solo un strepitoso Buffon, con una parata miracolosa, riuscì a fermarlo. Questa volta, vincemmo noi.
Tecnicamente, indipendentemente dalle vittorie di club, è arduo dire chi sia stato il più grande, o meglio non è così scontato. Entrambi dotati di una visione di gioco maestosa, forse quella di Totti superiore. Dove il francese sia stato “più grande”, è nel dribbling e nel colpo si testa. Discorsi che lasciano il tempo che trovano. Domani, anche se con ruoli e postazioni di comando differenti sarà ancora Totti contro Zidane. 

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