A 100 giorni dal Campionato Europeo 2016 l’Italia non ha un vero centroavanti

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui

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Mancano appena 100 giorni al Campionato Europeo del 2016, che si disputerà in Francia a partire dal prossimo 10 giugno e per l’Italia di Conte i problemi da risolvere sono ancora molti.

Lasciando da parte la questione relativa al centrocampista Marco Verratti (si presume un’infiammazione ossea a livello pubico), per la quale lo staff azzurro è già in allerta, ciò che desta maggiore preoccupazione è la mancanza di un bomber degno di tale nome, uno da venti goal a campionato per intenderci.
Infatti nessuno degli attaccanti finora provati dall’ex allenatore della Juventus ha trovato la continuità giusta. Pellè autore di tre reti durante la fase di qualificazione, ha perso il posto da titolare al Southampton, ma l’infortunio del compagno di reparto Charlie Austin (starà fuori circa un mese) può essere una ghiotta opportunità di rilancio.
Zaza nonostante la pesante marcatura nel match scudetto con il Napoli, non ha ancora pienamente convinto il mister juventino Allegri, che gli preferisce quasi sempre Dybala e Mandzukic.
Il centroavanti lucano nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa da Ct, ha ben figurato, mettendo in mostra anche una bella dose di grinta e cattiveria. Ciò però non può bastare, serve un minutaggio maggiore, anche perchè in Francia servirà soprattutto una buona tenuta fisica e questa la si acquisisce solo giocando.
Passando invece a Ciro Immobile, è evidente che da quando è rientrato al Torino ha di nuovo il posto da titolare e pian piano sta anche ritrovando una discreta condizione. A differenza degli altri però il suo contributo alla nazionale del Bel Paese è alquanto scarso (appena un goal contro l’Olanda in amichevole) e dunque anche per lui non c’è un posto fisso.
Tra gli altri attaccanti che propone il panorama italiano ci sono Gabbiadini, Pavoletti e Belotti. Il primo vive nell’ombra di Higuain, gli altri due non hanno nè caratura internazionale nè la giusta dose di esperienza. In teoria ci sarebbe Destro, che dopo un primo periodo di ambientamento, sembra aver trovato la sua dimensione ideale a Bologna. Probabile la sua presenza tra i ventitré, meno la titolarità.
Dunque quello che fino a qualche anno fa sembrava il paradiso degli attaccanti, con nomi del calibro di Vieri, Del Piero, Filippo Inzaghi, Montella, Toni e tanti altri, ora è diventata l’oasi degli esterni e dei trequartisti (Candreva, Eder, Florenzi, El Shaarawy solo per citarne alcuni).
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