Abbiati: ultimo baluardo del vecchio grande Milan

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Il pareggio contro il Chievo ha rivisto sorprendentemente protagonista Christian Abbiati: secondo portiere rossonero in una gerarchia totalmente rivoluzionata, è stato chiamato a sostituire la sua “chioccia” Gigio Donnarumma, costretto al 21′ del primo tempo ad abbandonare il terreno di gioco per una botta alla testa. Senza riscaldarsi si è infilato i guantoni e ha dimostrato a tutti perchè conta 379 partite con i rossoneri. Abbiati si è rivelato determinante nel match giocato al Bentegodi: due interventi immediati, il primo in allungamento su un tiro dal limite di Floro Flores, il secondo di piede a tu per tu con Meggiorini. Il quasi 39enne di Abbiategrasso ha dimostrato di poter salvare il risultato e rivelarsi ancora importante, nonostante lo scarso impiego in stagione, per quei colori che da tempo conosce, restando uno dei pochi vecchi senatori presenti in quel di Milanello.

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Nelle cinque partite giocate in stagione fino a domenica, tutte in Coppa Italia, Abbiati non era mai stato particolarmente impegnato dagli attacchi degli avversari, costretto a disimpegnarsi in più di un’occasione esclusivamente nel match contro il Crotone e restando sostanzialmente spettatore non pagante per buona parte dei restanti incontri. Domenica scorsa, invece, chiamato subito in causa su due occasioni particolarmente insidiose per la squadra di Maran, Abbiati è riuscito a dare un’ottima risposta, rivelandosi ancora decisamente affidabile tra i pali, pur rischiando qualcosa, come al solito nei rilanci imprecisi o tardati coi piedi.

Abbiati a fine partita si è sfogato così a Premium Sport: “La squadra oggi ha avuto un atteggiamento inaccettabile all’inizio. Non ho parole per la prima mezz’ora, dovevamo scendere in campo con molta più fame”. Nel mirino i compagni: “Non parlo dei singoli, ma sono stufo di vedere i compagni che rispondono ai richiami perché vedono il richiamo solo come una rottura”. 

39 anni il 7 luglio, addio al Milan ormai prossimo (o forse no) ma un senso di appartenenza al club destinato a non concludersi mai. Dal debutto in Serie A nell’annata dell’ inaspettato sedicesimo scudetto, alla chiusura della propria carriera destinata a non durare ancora per molto, quasi tutto in rossonero: un percorso in cui Abbiati ha maturato una leadership vista anche nel post-gara, attraverso il deciso sfogo in un’intervista. Insieme ad Ignazio Abate, è l’unico senatore che sa cosa vuol dire indossare la pesante casacca rossonera.  Le tracce del vecchio Milan vincente ormai appaiono sempre meno presenti dalle parti di Milanello. I tifosi rossoneri avranno sicuramente apprezzato la sua presenza che, pur non vista quasi mai in campo, tenta sempre di trasmettere al gruppo rossonero quel carattere giusto per affrontare le partite più volte assente in casa Milan, in memoria di periodi nei quali l’approccio alla gara non era affatto una questione da risolvere per la squadra rossonera.

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