Albertini: “Stagione Sinisa un sali e scendi continuo. Lazio stagione negativa”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

Foto Bovo - LaPressesport calcio14 05 2012 Coverciano - ItaliaConferenza stampa di Prandelli per presentare la formazione della nazionale di calcio italiana. nella foto:Demetrio Albertini Photo Bovo - LaPressesport soccer 14 05 2012 Coverciano - Italy Prandelli press conference to present the formation of Italian footballIn The pic Demetrio Albertini

L’ex rossonero Demetrio Albertini ha rilasciato un’intervista al quotidiano Tuttosport dove parla di vari temi che coinvolgono il mondo Milan. Ecco le sue parole: “Il Milan quest’anno ha speso molto, quindi ha dimostrato, non solo con le parole, di voler puntare alla Champions League, obiettivo a questo punto improbabile. Quando si arriva a metà marzo in classifica hai quello che ti sei meritato. Potenzialmente questa squadra secondo me poteva fare qualcosa di più, essere più vicina alle prime. Mihajlovic? Partiamo dal presupposto che Berlusconi è il proprietario e deciderà lui: nessuno di noi sa cosa c’è nella sua testa. A volte ha spronato Mihajlovic, a volte no. Lo ha confermato o messo in bilico. La stagione di Sinisa, che reputo un ottimo allenatore, è stato un sali e scendi continuo. E’ un tecnico di valore, ha imposto con coraggio giovani come Donnarumma o Romagnoli, ma è anche vero che mi aspettavo qualcosa in più sotto il profilo del gioco, una squadra più propositiva, ed è indubbio che il Milan abbia sbagliato delle partite che non doveva sbagliare”. Capitolo Balotelli: “C’è amarezza e dispiacere. Però mi chiedo: quanta voglia ha Mario di mettersi in discussione? E’ soddisfatto di se stesso o il problema sono sempre gli altri? Ci crede ancora? Purtroppo il Milan ha giocato alla roulette, ma non ha puntato sul rosso o il nero, il pari o il dispari, ma sul verde, sullo zero: una scommessa troppo rischiosa da giocare senza determinati presupposti”. Sul rapporto Miha-Silvio: “Quando scegli qualcuno e inizi un progetto, bisogna crederci e lavorarci insistentemente. Il presidente Berlusconi quando è entrato nel calcio aveva portato una filosofia nuova, energie e chiarezza su cosa doveva essere il Milan, ovvero diventare la squadra più importante del mondo. Oggi questa chiarezza non c’è. A inizio stagione mi piaceva la programmazione che si era intravista con gli investimenti estivi dopo anni un po’ così. Secondo me, arrivati a marzo, dovrebbero esserci più certezze, più punti fermi da cui proseguire nella progettazione della prossima stagione. Il discorso va oltre l’allenatore, il discorso è: qual è il progetto? Non ci sono certezze né in campo, né fuori. Bisogna ragionare bene, capire che il mercato non è l’unico mezzo per costruire una squadra, ma una componente per arrivare all’obiettivo. Neanche il Real vince solo con i grandi acquisti”. Un pensiero sulla Lazio prossima avversaria del Milan Domenica: “La Lazio sta disputando una stagione negativa e la cosa che mi sorprende, e che non capisco dall’esterno, sono i musi lunghi di tanti giocatori. Alcuni calciatori hanno reso meno dell’anno scorso, ci può stare, ma perché questa mancanza di entusiasmo?La stagione passata abbiamo visto una Lazio spettacolare e gli uomini, di fatto, sono gli stessi”.

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