Alessio Murgia: “el diez” del Cagliari Primavera

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

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Alessio Murgia: “el diez” del Cagliari Primavera – Quando indossi quella maglia, quella con la numero 10 incollata sulla schiena, non importa quali sono i tuoi colori. L’unica cosa certa è che non puoi mai permetterti, per nessuna ragione al mondo, di fare giocate mediocri. Anche se hai 18 anni. Lo sa bene Alessio Murgia, “el diez” della Primavera del Cagliari, che a suon di gol e assist, sta spingendo il team sardo ai vertici del girone B del campionato.Murgia nasce a San Gavino Monreale, in provincia di Cagliari, l’1 giugno del 1997 e tira i suoi primi calci nel Circolo Santa Teresa. Cresce calcisticamente nel Monreale fino a quando, nel 2007, arriva la chiamata dai rossoblù dove compie tutta la trafila nelle giovanili, fino all’affermazione della scorsa stagione in Primavera.

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Agisce come metronomo sulla mediana – protetto, a turno, dai vari Auriemma, Scanu o Colombatto – oppure sulla trequarti, libero di giostrare da fantasista puro e ispirando le punte Davide Arras e Federico Serra. Cambia la posizione, ma il risultato resta invariato: la palla circola dove decide lui. 63 chili distribuiti su 166 cm, baricentro basso e tempi di reazione rapidissimi tra pensiero e atto della giocata: sembra avere la testa al posto dei piedi. Destro naturale e raffinatissimo, il giovane cagliaritano coniuga con disinvoltura l’ordine alla fantasia, l’alfa e l’omega, intorno ai quali si sviluppa il suo modo di giocare al calcio. Detta i tempi con la sicurezza di un veterano e incide in zona gol, sia per suggerimenti, sia per realizzazioni, come nessuno alla sua età. Fino a questo punto del campionato, ha siglato sette reti e servito sei assist: impallinate nell’ordine, Salernitana e Chievo, sia all’andata che al ritorno, Inter, Bologna e Milan.

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Visto che il genio, nei casi più importanti, è accompagnato dalla sregolatezza, anche Alessio Mugia ha voluto tenere fede all’equazione: lo scorso 30 gennaio, durante la gara di campionato tra Cagliari e Como, il giovane trequartista si è reso protagonista di una delle azioni più squallide che possono accadere in campo: sputare un avversario. Il gesto alla Totti, che si macchiò della stessa colpa durante l’Europeo in Portogallo del 2004, colpendo, in quell’occasione, Poulsen, è valso a Murgia ben cinque giornate di squalifica. Tutti possono sbagliare, si sa, anche i più grandi, figurarsi allora un ragazzo appena maggiorenne. La pena è stata espiata, e sabato scorso ha fatto il suo ritorno in campo nella vittoriosa gara contro l’Udinese, di nuovo da protagonista. Il fantasista, inoltre, avrà modo di riscattarsi anche alla Viareggio Cup, nella quale gli isolani, dopo la sconfitta all’esordio con i congolesi dell’Ujana per 2-1, se la vedranno anche con Ascoli e Milan. Qui, il giocatore non potrà fallire, sapendo di avere tutti gli occhi addosso.

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Il temporaneo quarto posto della squadra di Max Canzi, che vuol dire accesso diretto alle “Final eight”, è soprattutto merito suo. Una crescita veloce quella del folletto sardo, che gli ha permesso di vestire la maglia del “Casteddu” già 43 volte in appena una stagione e mezza. Versatile, ordinato e freddo sotto porta, ma sempre con la testa matta da “diez”.

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