Allarme terrorismo Euro 2016, Abete: “Il rischio di porte chiuse c’è”

Pubblicato il autore: Al Rey Segui

Allarme terrorismo Euro 2016, Abete: "Il rischio di porte chiuse c’è"

Dopo l’ennesimo attacco terroristico di ieri mattina a Bruxelles che ha causato 31 morti e 250 feriti l’allerta è massima in tutta Europa. In Francia è già dal 13 novembre 2015 che l’allarme terrorismo ha causato il panico in tutto il paese, con la drammatica esplosione allo Stade de France in uno dei due attentati di Parigi che hanno provocato 131 morti. La situazione è drammatica e il mondo dello sport è a rischio più che mai. Gli stadi affollati sono uno dei principali obiettivi degli sciagurati che hanno preso di mira l’Europa e nelle ultime ore sono state annullate delle partite considerate a rischio. È stata annullata l’amichevole Belgio-Portogallo e nella giornata di oggi i vertici della UEFA si riuniranno per decidere cosa fare dei prossimi incontri sportivi in programma.

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Allarme terrorismo, gli europei in Francia si giocheranno a porte chiuse?

In questo clima di terrore hanno perso consistenza tutte le certezze, anche quella di divertirsi andando a vedere una partita di calcio. Gli Europei di Francia in programma a giugno 2016 sono a rischio e c’è persino il dubbio che vengano annullati. La probabilità che si giochino a porte chiuse è alta e ieri pomeriggio si è espresso in merito anche il vice presidente dell’UEFA Giancarlo Abete che ha assicurato che gli Europei si giocheranno. Il ministro dell’interno francese Bernard Cazeneuve ha ribadito che non sarà possibile innalzare ulteriormente il livello di sicurezza che è già massimo sin dal gennaio 2015 dopo il terribile assalto alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo a causa del quale sono morte 12 persone. Ieri pomeriggio Giancarlo Abete ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a radio 24 riportate dal quotidiano La gazzetta dello sport.

Il rischio porte chiuse c’è, ma gli Europei si faranno. Il problema della sicurezza è primario per tutti noi, l’evento sportivo si colloca in una dimensione residuale rispetto al tema sicurezza verso tutti i cittadini. Per ogni evento sportivo c’è una titolarità in capo ai responsabili dell’ordine pubblico che va al di là di quelle che sono le titolarità e responsabilità degli organizzatori dell’evento sportivo. Il rischio porte chiuse può esistere sempre perché parliamo di una competizione in cui l’evento deve avvenire. Non ci sono partite rinviabili ad altra data, in un torneo si sconta il fatto che determinate date sono funzionali al risultato finale del torneo. Mi sembra che oggi le priorità siano diverse, parliamo di eventi che hanno già avuto un impatto negativo sul torneo. C’è una maggiore percezione di rischio, minor entusiasmo a partecipare con uno spirito positivo. Parliamo però di un torneo previsto per giugno mentre adesso stiamo parlando di un’emergenza di queste ore”.

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