Amichevole Olanda Francia, l’omaggio a Cruijff: tutti fermi al minuto 14

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

cruijff, il tributo
Tutti in piedi per Johan Cruijff. Tributo stranamente rumoroso, fatto di scroscianti applausi. Al minuto quattordici di Olanda Francia, il muro orange si ferma a pensare al suo campione: un tributo sentito e pieno di amore, di riconoscenza, anche di rabbia e risentimento.
Johan Cruijff è l’Olanda, Johan Cruijff è la sintesi del calcio moderno, del calcio totale, del guardiolismo, del tiki taka, del possesso, del Barcellona: è il canovaccio che ha ispirato e che ispira i blaugrana dalla fine degli anni Novanta. Una rivoluzione silenziosa, iniziata dal basso, dal settore giovanile, per insegnare una nuova filosofia, un nuovo modo di concepire il calcio, indipendentemente dalla stella e dal fenomeno, indipendentemente da Messi, poi ovvio quando ci sono i campioni è tutto più facile.
Una rivoluzione iniziata tardi, da quando il presidente Laporta ha riportato il profeta a casa.
Cruijff era stato messo ai margini: peccato capitale, peccato imperdonabile.
L’Olandese Volante ha fatto la storia del club blaugrana sia da allenatore che da calciatore.
L’Olanda si ferma a riflettere, a ciò che è stato e che sarebbe potuto essere. Il Mondiale del 1974: il capolavoro mancato del numero 14. L’Arancia Meccanica aveva fatto innamorare tutti per poi fermarsi sul più bello: contro la solidità tedesca, teutonica, contro il muro della Germania Ovest.
Un bel sogno solamente accarezzato. Che peccato, ma il calcio è così. Ingrato.
Al di là di quel Mondiale magico e maledetto, nessuno dimenticherà mai Johan Cruijff. Come nessuno dimenticherà mai la storia della maglia numero 14.
L’Ajax aveva distrubuito le casacche ai giocatori titolari, dalla uno alla undici com’era normale che fosse. Crujiff era infortunato, per questo al suo ritorno ha ricevuto la maglia numero 14.
Da quel giorno il 14 è diventato il suo numero. Un numero anomalo in un calcio che non concepiva eccezioni a quell’ordine rigoroso e rigido, l’eccezione era lui, solo lui. Perchè c’è stato un calcio prima di Johan Crujiff e un calcio dopo Johan Crujiff.
Il minuto di silenzio, o meglio di applausi, arriva in concomitanza dello 0a2 di Giroud. L’Olanda è in crisi nera: quanto manca quel numero 14. Quanto manca a tutti il Pele Bianco, per dirla alla Gianni Brera.

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